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    Ferrovie Taurensi: analisi costi/benefici per la conversione in tramvie extraurbane

    Sono trascorsi ormai 8 anni da quando l’ultimo treno percorreva la linea ferroviaria a scartamento ridotto di Ferrovie della Calabria, tra Gioia Tauro e Cinquefrondi: l’ultima delle “taurensi” a cadere sotto una terribile scure, il 6 giugno 2011, dopo la tratta Gioia Tauro – Palmi due anni prima, a sua volta orfana della prosecuzione da Palmi a Sinopoli dal lontano 1997.

    Otto anni fa si chiudeva quindi la lunga storia del trasporto su rotaia delle ex Ferrovie Calabro Lucane nella Piana di Gioia Tauro, in una delle rare aree in cui queste storiche linee ferroviaria rappresentavano di fatto una sorta di metropolitana di superficie, visto e considerato che gran parte delle stazioni ricadevano esattamente nei centri abitati (per altro molto popolosi, come nei casi di Taurianova, Cittanova, Polistena, Cinquefrondi, Palmi), diversamente da quanto accadeva su buona parte della restante rete ex-FCL, che servendo i territori dell’entroterra calabrese, lucano e pugliese, attraverso aree montane o comunque orograficamente complesse, era molto spesso caratterizzata dal forte decentramento delle stazioni ferroviarie rispetto ai centri abitati da servire.

    I motivi che hanno portato alla sospensione delle tratte Gioia Tauro – Palmi e Gioia Tauro – Cinquefrondi sono stati legati prettamente alle condizioni precarie dell’infrastruttura ferroviaria, in un momento di forte crisi economica generale ed anche delle stesse Ferrovie della Calabria, che peraltro in quel periodo abbastanza buio per l’intera Italia, si apprestavano ad essere interamente rilevate dalla Regione Calabria, con tanto di debito di circa 100 milioni di euro accumulato nei lunghi anni di gestione Ministeriale. Purtroppo a nulla sono servite, almeno fino ad oggi, le tante istanze, con in testa quelle dell’Associazione Ferrovie in Calabria, mirate all’ottenimento della riapertura di tali tratte ferroviarie, viste le enormi potenzialità in termini di utenza. Indubbiamente in questi anni sono sorte nuove problematiche che hanno allontanato ulteriormente la fattibilità del ripristino dei servizi ferroviari pre-soppressione: una tra tutte, il divieto di utilizzo del regime di circolazione tramite dirigenza locale e blocco telefonico (ovvero quello che caratterizzava anche la gestione delle Ferrovie Taurensi), in seguito al tragico incidente ferroviario avvenuto in Puglia, tra Andria e Corato sulla rete sociale di Ferrotranviaria, il 12 luglio del 2016.

    Insomma, i costi per un ripristino del trasporto ferroviario ordinario vero e proprio, su tratte ferroviarie “isolate” dal resto della rete ferroviaria di Ferrovie della Calabria (ovvero la Catanzaro – Cosenza e la Ferrovia Silana ad essa interconnessa), sarebbero decisamente insostenibili, nonostante la strategicità ed il forte utilizzo delle due tratte Gioia Tauro – Cinquefrondi e Gioia Tauro – Palmi che, ricordiamo, pochi mesi prima della chiusura, nonostante la velocità massima per motivi di sicurezza fosse limitata a 30 km/h su tutto il tracciato, continuavano ad essere competitive a livello di tempi di percorrenza rispetto al bus o all’auto privata!
    Ma fatte tutte le dovute valutazioni economiche, seppur ovviamente a grandi linee e non ancora su basi prettamente tecniche e puntuali, siamo giunti ad una conclusione, tra l’altro già dettagliatamente esposta nei mesi scorsi assieme al Comitato Pro-Taurensi: la conversione delle due linee ferroviarie in tramvie extraurbane. Ciò permetterebbe un enorme abbattimento sia dei costi di ripristino infrastrutturale (i sistemi di sicurezza per la circolazione dei tram sono molto più semplificati ed economici rispetto a quelli prettamente ferroviari) e sia di gestione del servizio stesso. Mediamente infatti il costo di gestione di un servizio tramviario si aggira attorno ai 7 € /km, diversamente da uno ferroviario che oscilla tra i 13 ed i 14 € / km! Non dimentichiamo inoltre che attraverso un servizio tramviario, sarebbe possibile istituire ulteriori fermate per rendere maggiormente capillare il servizio (che tra l’altro risulterebbe fondamentale per garantire la mobilità pubblica verso il futuro Ospedale della Piana di Palmi), si ridurrebbero i tempi di percorrenza (grazie alle maggiori prestazioni di accelerazione/decelerazione dei tram elettrici, che potrebbero essere della stessa tipologia di quelli destinati alla Metrotranvia di Cosenza, rispetto a convogli diesel), e punto non meno importante, sicuramente si avrebbe un servizio di trasporto pubblico locale meno impattante a livello ambientale e di emissioni, rispetto alle automotrici diesel o agli autobus, che inoltre incentiverebbe il cittadino a lasciare a casa l’automobile, con ulteriore risparmio di CO2. La stazione di Gioia Tauro di Ferrovie della Calabria, inoltre, posta in adiacenza a quella di RFI servita dai collegamenti ferroviari regionali ed a lunga percorrenza di Trenitalia, consentirebbe un eccellente interscambio treno/tram, e con la costruzione dell’autostazione in parte del piazzale FdC, nascerebbe un polo di interscambio treno/tram/bus di enorme importanza per tutta la Piana di Gioia Tauro.
    Ma oggi siamo giunti ad una conclusione che non era ovviamente più rimandabile: dalle proposte e dai sogni, bisogna passare ai fatti. Siamo assolutamente convinti, assieme ai cittadini ed a molti sindaci della Piana di Gioia Tauro, della bontà di questa proposta e degli enormi benefici che un moderno servizio tramviario porterebbe alla mobilità di questo territorio: ma essere convinti, ovviamente, non basta.

    L’Associazione Ferrovie in Calabria chiede quindi alla Regione Calabria ed all’azienda Ferrovie della Calabria, ufficialmente, l’avvio di una analisi costi/benefici sulla trasformazione delle Ferrovie Taurensi in tramvie extraurbane, analizzando allo stesso tempo l’attuale consistenza del bacino d’utenza potenziale, degli attuali servizi di TPL su gomma, sia di Ferrovie della Calabria che di Piana Palmi Multiservizi che delle varie aziende concessionarie, proiettando il tutto in un ipotetico futuro in cui la “Metropiana” sia la spina dorsale del tpl della Piana di Gioia Tauro, e da essa in adduzione/deduzione siano “agganciati” i servizi su gomma da/per le aree non servite dalla tramvia. Questa analisi permetterebbe inoltre di generare un quadro esatto dei costi necessari per la realizzazione di questo progetto, ed un conseguente avvio del reperimento delle risorse, anche in sede UE.
    Per il momento, di certo le Ferrovie Taurensi non sono dimenticate: dopo anni di “black out” infatti, grazie al progetto della Regione Calabria di valorizzazione delle ferrovie sospese all’esercizio tramite velorail (con uno stanziamento di ben 350.000 euro), verrà avviato il disboscamento, diserbo e successiva rincalzatura di un tratto iniziale tra Cittanova e Taurianova della linea Gioia Tauro – Cinquefrondi, per renderla fruibile turisticamente tramite ferrociclo, il cui prototipo verrà testato sulla tratta in questione nei prossimi giorni. Si tratterà in realtà di un primo step, e successivamente sarà possibile ampliare ulteriormente il percorso, con l’obiettivo di ripulire e salvaguardare integralmente le due linee sospese tra Gioia Tauro e Cinquefrondi e tra Gioia Tauro e Palmi, con il fine ultimo di evitare scellerate riconversioni in piste ciclabili (commettendo i disastrosi errori del passato, con linee ferroviarie di enorme valenza turistica e pendolare smantellate a fine anni ’60), e trovarsi con una sede ferroviarie e relative stazioni in ottime condizioni nel momento in cui, come auspichiamo, verrà avviata la conversione di queste linee in tramvie extraurbane.

    Nel momento in cui ciò venisse realizzato, i servizi turistici tramite velorail potrebbero essere traseriti sulla tratta Palmi – Sinopoli, ad oggi sdemanializzata e purtroppo in pessime condizioni, la quale però, rispetto alle altre due tratte sulle quali auspichiamo l’avvio del servizio tramviario destinato ai pendolari, presenta eormi potenzialità turistiche grazie ai paesaggi (aree naturalistiche alle pendici del Parco dell’Aspromonte) ed ai centri abitati attraversati (come nel caso di Seminara).

     

    Siamo dunque convinti che il futuro delle Ferrovie Taurensi è legato ai due obbiettivi complementari di breve e lungo termine: l’avvio da subito del parco Velorail che contribuirà alla salvaguardia di questa importante infrastruttura, innescando una serie di iniziative volte all’arresto del visibile degrado di luoghi ed armamento ferroviario e contestualmente. l’avvio del progetto “Metropiana” per l’adeguamento in moderna tramvia di superficie.
    Chiediamo dunque con forza al Governatore G. Mario Oliverio ed all’Assessore ai trasporti Roberto Musmanno di disporre in tempi brevi per l’avvio dell’analisi costi / benefici citato, contestualmente alla realizzazione del parco Velorail.

    Siamo certi che questo nostro appello, che condividiamo con Enti locali interessati, sarà colto dalle istituzioni e figure politiche regionali, associazioni e comitati che sappiamo impegnati nel rilancio del trasporto su ferro calabrese: se una nuova stagione positiva per la ferrovia sta nascendo in Calabria, questa non può certo non coinvolgere anche le Ferrovie Taurensi, per quella che è la loro principale vocazione, ovvero quella del trasporto pendolare, capillare e frequente.

     

    Roberto Galati
    Associazione Ferrovie in Calabria