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    Una tre giorni sulla giustizia e diritti umani. Carbone: “La persona al centro”

    di Grazia Candido – Reggio Calabria ospiterà per tre giorni la XIV Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla giustizia civile dal titolo “La giustizia ed i diritti umani”. Dibattiti, reading ma soprattutto, un confronto aperto tra professionisti del settore che, all’interno dei Palazzi istituzionali della Città Metropolitana e del Comune da venerdì a domenica, metteranno “la persona al centro della giustizia”. Insieme all’avvocato Paola Carbone uno dei motori di questo grande evento, cerchiamo di capire come si svolgerà questa tre giorni e soprattutto, quale obiettivo si punta a raggiungere.

    “Gli osservatori sulla giustizia civile sono dei laboratori molto aperti tra magistrati, avvocati, professori universitari, personale di cancelleria e professionalità che adoperano nel processo e che insieme cercano di ragionare sulle prassi comuni, sui processi virtuosi affinchè la giustizia sia più efficiente ed efficace – ci spiega l’avvocato Carbone e coordinatrice dell’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Reggio Calabria – Da diversi anni, ci riuniamo in assemblea e, quest’anno a Reggio Calabria, vi parteciperanno circa 70 giuristi di tutta Italia su una tematica molto delicata quella dei diritti umani e che ha come sottotitolo “la persona al centro”. Cercheremo di leggere la giustizia mettendo al centro i diritti della persona anziché una fredda applicazione della legge che, chiaramente, dobbiamo attuare. Per approfondire i vari campi sui quali lavorano i laboratori, abbiamo costituito 4 gruppi ai quali se ne è aggiunto un quinto sull’ascolto nel processo”.
    L’inizio dell’Assemblea prevista per venerdì alle ore 15 presso la sala “Perri” della Città Metropolitana vedrà una tavola rotonda “La persona al centro della giustizia” coordinata dal Presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria Luciano Gerardis, fondatore del locale Osservatorio e alla quale parteciperanno il Presidente emerito della Corte di Cassazione Giovanni Canzio, il magistrato amministrativo ed assistente di studio alla Corte Costituzionale Marco Bignami e la professoressa Carmela Salazar, ordinario Diritto Costituzionale Università Mediterranea.
    A seguire, la rappresentazione teatrale “Invece accade: dal diario di un giudice dell’asilo” il cui testo è del giudice del Tribunale di Firenze Luciana Breggia.
    Breggia, presidente della sezione specializzata per l’immigrazione, ha emesso lo scorso 15 maggio una sentenza che negava al Viminale la possibilità di impugnare una decisione dello stesso Tribunale che aveva disposto l’immediata iscrizione dei dati di un richiedente asilo all’anagrafe del Comune di Scandicci. Una decisione parecchio contestata dal Ministro Matteo Salvini.
    “La rappresentazione teatrale racconta come il giudice Breggia vive i processi che vengono sottoposti alla sua attenzione e lo fa con un’umanità immensa – continua la Carbone – La cultura è un modo nuovo per raccontare la giustizia e l’idea degli osservatori è di trovare nuove forme di comunicazione, di ragionamento tra avvocati e magistrati mettendo ognuno le proprie esperienze a disposizione dell’altro. Dietro un fascicolo c’è sempre una persona e se gli avvocati, i magistrati si ricordano che dietro una carta c’è una vita da tutelare probabilmente, la giustizia sarà più efficace. L’assemblea si concluderà domenica con un ricordo al reggino Carlo Maria Verardi, padre morale degli Osservatori sulla giustizia, a cura della Fondazione Carlo Maria Verardi, per poi proseguire a Piazza Italia con il villaggio dei diritti che sarà curato dal progetto Civitas aperto a tutta la cittadinanza”.
    Una tre giorni sicuramente importante per capire meglio il “mondo giustizia” ma cosa si può fare concretamente per avere dei processi più veloci e quindi, una giustizia meno lenta?
    “La causa effettiva del perché non si riesce a dare una giustizia veloce è l’insufficienza delle risorse: quasi tutti gli uffici sono sotto organico sia dal punto di vista del personale di cancelleria sia per i magistrati. Non ci sono le strutture, non si vuole investire nella giustizia ed è inutile fare riforme del processo per accelerare i tempi se poi mancano le risorse umane. Non sono stati mai investiti soldi nel funzionamento della giustizia. Se si guardano le piante organiche dei tribunali compreso quella di Reggio Calabria, si constaterà che non c’è un ufficio che goda di buona salute: mancano giudici, cancellieri, commessi quindi, se non si investe le cose non potranno mai funzionare”.

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    A Reggio Calabria l’Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla Giustizia Civile