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Ripepi: “Falcomatà responsabile unico dell’arrivo dei tir al porto, è guerra”

Non basterà combattere qualche battaglia per salvare Reggio, è necessario combattere una guerra. Le guerre si possono vincere o perdere, ma chi non combatte ha già perso.E’ quanto scrive in una nota Massimo Ripepi.

Mentre il sindaco Falcomatà è impegnato ad inaugurare il bike sharing inseguendo pseudo progetti ambientali, al porto di Reggio a breve arriverà l’annunciata bomba ecologica dell’approdo dei tir. E’ di questa mattina la notizia che c’è il parere favorevole del Mibac al progetto di Caronte&Tourist e Diano affinché parte del traffico su gomma venga spostato da Villa San Giovanni a Reggio. Succederà, in breve, che là dove si sognava il glorioso approdo di navi da crociera e l’invasione di turisti in visita al nostro patrimonio archeologico e paesaggistico, centinaia di autoarticolati e mezzi pesanti (ben il 40% di traffico) utilizzeranno lo scalo portuale reggino con tutte le conseguenze che ciò ne comporta: traffico e smog, in primis, a pochi passi dal centro.

L’ennesimo dramma che si consuma in sordina, continua Ripepi, mentre l’amministrazione comunale continua a inaugurare piazzette e servizi che, se non supportati da una visione progettuale globale, diventano la solita pantomima propinata ad una popolazione ormai allo stremo. Dopo l’iter di espoliazione dell’aeroporto Tito Minniti, ora si sta pian piano compiendo in modalità analoghe la stessa sorte per il porto che anziché essere valorizzato e potenziato per attrarre visitatori e diportisti, soprattutto in vista della stagione estiva, diventerà presto mero punto di carico-scarico per mezzi di passaggio. Situazione che avevo già paventato da diverso tempo, come voce nel deserto dopo il parere contrario dell’Asp nel 2017, riguardo le strategie di questa politica locale targata PD, asservita probabilmente ad altre logiche lontane da un vero progetto di rilancio dell’area metropolitana. L’ultimo ok al progetto delle società che operano sullo Stretto era arrivato lo scorso novembre dal Ministero dell’Ambiente e da allora la macchina burocratica ha continuato a  lavorare silenziosamente fino ad arrivare alle ultime nefaste battute. Era l’1 dicembre 2018 e il sindaco aveva dichiarato che “la città si opporrà”, ma visti gli esiti erano solo proclami di circostanza per quietare gli animi. Probabilmente se la città gli fosse stata veramente a cuore si sarebbe opposto molto prima, anziché rimanere piegato sotto precedente governo nazionale a conduzione PD e se adesso cercasse di mediare adesso con l’attuale governo Lega-5stelle saremmo davvero al paradosso dei paradossi. Intanto l’iter è agli sgoccioli e con l’ok della Soprintendenza il progetto potrebbe presto vedere la luce. Noi non ci stancheremo di combattere una guerra che ormai è diventata di sopravvivenza.

Dico ai reggini, non perdete mai la speranza.

 

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