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    Reggio Calabria sorride? Da Roma tendono la mano sul piano di rientro

    Reggio Calabria può sorridere. Lo fa in maniera discreta, perché i problemi sono tutt’altro che risolti, ma almeno lì si può affrontare senza l’acqua alla gola.

    Dopo che la Corte dei Conti aveva chiesto di rivedere il piano di rientro dai debiti comunali presentando un programma che fosse più breve e che avrebbe condotto l’ente ad un probabile default, arriva da Roma una notizia che a Palazzo San Giorgio si aspettava da tempo

    Reggio Calabria, infatti, può inserirsi nel solco di quelle città a cui si è scelto di venire incontro per provare a sanare in tempi ragionevoli una situazione che rischiava di farsi complessa.

    Da ora in avanti città come quella dello Stretto avranno la possibilità di presentare alla Corte dei Conti un piano di rientro che avrà facoltà di avere una durata oscillante tra i quattro ed i vent’anni.

    Occorre precisare che la Corte Costituzionale a San Valentino aveva disposto che fosse incostituzionale il piano di rientro in 30 anni che era stato chiesto ed ottenuto dalla giunta Falcomatà è che faceva si venissero pagati allo Stato 2,5 mln annui.

    La decisione, avallata anche dalla Corte dei Conti, avrebbe condotto verso il dissesto per insostenibilità dei costi il comune di Reggio Calabria

    L’emendamento relativo al DL crescita è stato approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati

    Adesso toccherà al Comune, in tempi brevi, presentare un piano di rientro che possa essere credibile e approvabile della Corte dei Conti, in maniera tale da tornare a programmare il futuro senza la spada di Damocle del dissesto.

    Venti anni saranno comunque più di dieci, ci si augura possano bastare.

    Reggio avrà anche accesso ad un fondo che faciliterà le cose.

    Un orizzonte che Falcomatà, ad onor del vero, aveva già annunciato una settimana fa.