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Reggio Calabria – Sciopero della giustizia: la Uilpa con un sit- in al Cedir

Nonostante le rassicurazioni di questi ultimi anni, alle quali si sono susseguite le numerosissime azioni sindacali volte a garantire quei sacrosanti diritti più volte calpestati da un’amministrazione sorda ed incurante delle aspettative dei lavoratori, ad oggi un nulla di fatto è quello che rimane in mano ai dipendenti della Giustizia.

Questo è quanto denuncia Patrizia Foti – Segretario generale territoriale UILPA di Reggio Calabria e Segretario nazionale UILPA giustizia.

Proprio il 28 giugno, data in cui incroceranno le braccia tutti i dipendenti degli uffici giudiziari d’Italia – continua Foti – scade il termine per portare a compimento i contenuti dell’accordo del 27 aprile 2017, recepito dal decreto ministeriale del 15 novembre 2017 n.267, secondo i quali era prevista la riqualificazione giuridico/economica e professionale del personale.

Ad oggi – prosegue Foti – la Giustizia è in ginocchio e lo sciopero è l’unica lotta contro il gravissimo stato di degrado degli uffici giudiziari, la difesa dei diritti dei lavoratori e per la qualità del servizio pubblico che rischia la paralisi;

A nulla sono valse le proteste e l’inasprimento della lotta sindacale, scaturita con numerosi stati di agitazione messi in atto in questi ultimi anni, incluso il fallito tentativo di conciliazione svoltosi a Roma lo scorso 30 maggio presso il Ministero del Lavoro ed a seguito del quale sono state elargite solo gratuite e sterili promesse.

Vieppiù – chiosa Patrizia Foti – oltre alla mancata riqualificazione professionale dei lavoratori, si aggiungono la mancata emanazione del bando di concorso per il passaggio di area degli ausiliari, il mancato scorrimento delle graduatorie dei cancellieri esperti e ufficiali giudiziari, la mancata attivazione delle stesse procedure per i contabili, assistenti informatici e assistenti linguistici.

Ad aggravare le criticità sopra evidenziate, anche il degrado della struttura del CEDIR che ospita il Tribunale, all’interno del quale, specialmente nel periodo estivo, le temperature raggiungono livelli a dir poco estenuanti e per i quali il personale è costretto a lavorare su una vera e propria graticola, a differenza della Procura, ospite nella stessa struttura, dove le criticità sono sensibilmente ridotte.

Dalla riunione tenutasi ieri 25 giugno presso la sala Falcone del Dicastero di via Arenula, sulla verifica dei piani triennali  dei fabbisogni e della programmazione assunzionale – precisa Foti che ha presenziato all’incontro – il quadro emerso è sconfortante e palesemente inadeguato alle attuali vacanze delle figure professionali.

Sconcerto è stato dimostrato alla scandalosa ed inconcludente proposta dell’amministrazione che, nonostante le attuali carenze di circa 10.000 unità, alle quali si dovranno aggiungere le circa 5000 unità derivanti dai turn over e dal decreto “quota 100”, ha fatto orecchie da mercante, pensando di poter ancora sopravvivere con il semplice abbrivo.

Proprio il mancato investimento degli ultimi anni in politiche assunzionali – denuncia Foti – ricade direttamente sulle lavoratrici e sui lavoratori del comparto giustizia che, con grande senso di responsabilità e difficoltà, continuano ad assicurare i compiti istituzionali nonostante il novero di competenze.

Giorno 28 giugno, a partire dalle 8,30 – conclude Foti – sarà portato in “piazza” lo sciopero con un sit-in all’interno del cortile del CEDIR, per rivendicare GLI INALIENABILI DIRITTI DEI LAVORATORI DELLA Giustizia per i quali, il sindacato, è chiamato a lottare a fianco degli stessi, proprio per ridare dignità a tutti coloro che, giornalmente, sono costretti a fare i conti con difficoltà logistiche, strutturali e organizzative, oltre a quelle artefatte da un’amministrazione vix auditus.

 

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