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Reggio Calabria – Inaugurata al MArRC la mostra su Diego Vitrioli

di Grazia Candido – Dare attenzione ad uno dei personaggi più affascinanti dell’Ottocento calabrese valorizzando soprattutto la sua figura di cultore dell’antichità. E’ stata inaugurata questo pomeriggio al MarRC, l’esposizione “Diego Vitrioli”, un altro importante tassello culturale incastonato dal direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Carmelo Malacrino che continua la sua ricca programmazione delle “mostre d’accoglienza” nel magnifico spazio di Piazza Paolo Orsi.

Il progetto nasce in collaborazione con l’Associazione culturale “Diego Vitrioli” per celebrare il bicentenario della nascita dell’illustre poeta e latinista reggino e le opere del raffinato collezionista saranno visitabile sino al prossimo 21 luglio.
“La figura dell’uomo e artista Diego Vitrioli è ancora tutta da esplorare: raccontiamo la storia, la vita, la sua attività, la sua poesia ma in particolare, la sua collezione archeologica oggi testimoniata dall’unico cratere superstite che viene esposto per la prima volta – afferma il direttore Malacrino – Un bellissimo cratere a figure rosse databile al secondo venticinquennio del IV secolo a.C. che fa bella mostra di sè insieme a tanti gioielli di famiglia, tanti documenti, tante lettere che raccontano l’importanza di questo personaggio. La collezione archeologica di Vitrioli è centrale nel percorso espositivo che proponiamo, un percorso che vuole ricordare questa illustre personalità calabrese in un ritratto culturale a tutto tondo”.
Tra gli oggetti esposti in mostra, ci sono un affascinante ritratto su carta di Vitrioli, di proprietà della famiglia, e la medaglia d’oro ricevuta proprio in premio per il Certamen.
Ma tante sono le opere esposte del “principe dei letterati” molte delle quali dedicate al mistero seducente dello Stretto di Messina.
Vitrioli vantava una ricca collezione archeologica, in particolare di vasi figurati, statuine in terracotta, lucerne fittili e perfino qualche lacerto di mosaico inserito nei pavimenti delle stanze del palazzo.
“Purtroppo, poco si sa delle vicende di questo eccezionale patrimonio dopo la sua morte – continua il direttore del MarRC – anche perché molti vasi andarono perduti insieme al palazzo che li ospitava nel grande terremoto del 1908 che distrusse Reggio e Messina”.
“Questa è sicuramente una mostra che rappresenta il settore dell’archeologia. Sino ad oggi, abbiamo parlato di una passione di Vitrioli per l’archeologia e, dopo sei mesi di studi, tra documenti, testimonianze, reperti ritrovati possiamo tranquillamente affermare che era uno studioso del settore – afferma Antonella Gioia presidente dell’associazione culturale “Diego Vitrioli” – Si circondava nei suoi locali e nel suo palazzo, di reperti archeologici, di collezioni importantissime alcune recentemente ritrovate altre speriamo presto di averne traccia. Il direttore ha anche voluto lasciare un ricordo particolare ai visitatori stampando un catalogo di contenuti sui ricordi di famiglia dove si potrà scoprire tutto quello che abbiamo in questi mesi ritrovato. Il tutto parte da uno studio accurato perché Diego Vitrioli è stato ispettore degli scavi archeologici della provincia di Reggio Calabria e spero che questo sia solo l’inizio perché la riscoperta di Diego come persona eclettica, è un dono che vogliamo fare alla cittadinanza”.

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