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Reggio Calabria – Carcere Arghillà: inaccettabili condizioni di lavoro e di vita

Sono inaccettabili le condizioni di lavoro e di vita nel carcere reggino dell’Arghillà. E’ quanto denunzia il segretario regionale del Si.N.A.P.Pe .Luigi Barbera. “Ai problemi di sovraffollamento e alla insufficienza organica interna si aggiungono scelte di gestione non condivisibili.

 

Con pochi poliziotti penitenziari abbandonati a loro stessi e la decisione di spostare nel plesso cittadino di San Pietro uffici di direzione e amministrativi. Si fa fatica a comprendere perché i due Reparti abbiano differenti livelli di sovraffollamento. E non si comprendono certi determimazioni sul personale: ad Arghillà è grave la carenza di ispettori e sovrintendenti. Anzi, questi ultimi non esistono”. Curioso , inoltre, rilevare, che ci sono 20 poliziotte penitenziare in un reparto di soli maschi e con i noti luimiti d’impiego.Il segretario Barbera chiede che venga istituto uno spaccio. ci si impegni per gli alloggi per il personale ” che, al momento, dorme in spazi esterni di un padiglione detentivo. Ci sono problemi per il servizio igienico ( un solo bagno per tutti,ndr) e anche il sistema elettrico non è adeguato e provoca continui black out”. Ad Arghillà ci sono 400 detenuti, 50 dei ristretti della Media sicurezza provengono da Palmi, che da due anni è in attesa di ristrutturazione. Ci sono anche 25 detenuti a rischio suicidario e 12 con importanti problemi psichici. Luigi Barbera conclude invitando il Ministro Bonafede a una visita ispettiva ad Arghillà per meglio rendersi conto dello stato di disagio.

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