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Nuova stagione di Catonateatro, festival di riferimento del panorama nazionale

di Grazia Candido – Da 34 anni, Catonateatro è uno dei festival di riferimento del panorama nazionale e sul territorio calabrese è, sicuramente, una garanzia di cultura che, nel tempo, ha saputo mostrare non solo la capacità imprenditoriale del suo patron Lillo Chilà ma anche la determinazione della squadra Polis Cultura abile a programmare una kermesse con grosse produzioni e prime nazionali come quella del prossimo 20 luglio con Raoul Bova e Rocío Muñoz Morales in “Love letters”.

Ma questo è solo il primo appuntamento dei nove spettacoli di prosa e concerti del nuovo cartellone di Catonateatro che vedrà anche la commedia “Anfitrione” con Gigio Alberti, Barbora Bobulova, Antonio Catania, Giovanni Esposito, Valerio Santoro in scena il 26 luglio; il progetto artistico della “Cavalleria Rusticana” di Giovanni Verga, spettacolo di Walter Manfrè il 2 di agosto; la tragicommedia de “Il mercante di Venezia” con Mariano Rigillo, Romina Mondello, Fabio Sartor, Francesco Maccarinelli il 5 di agosto; l’atteso concerto “L’incanto di Venere” con Incanto Quartet e Venere Ensemble l’8 agosto; il travolgente live “Love and peace tour” con Maurizio Vandelli e Shel Shapiro l’11 agosto; la commedia “Se devi dire una bugia dilla grossa” con Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Paola Quattrini, Ninì Salerno il 13 agosto; l’inseparabile duo Enrico Guarneri e Salvo la Rosa con “Io sono l’altro 2.0” il 16 agosto e chiuderà la kermesse il cantante napoletano Edoardo Bennato in concerto il 20 agosto.
“Quest’anno ci siamo confrontati con realtà molto consolidate come Verona, Borgio Verezzi, la Versiliana o la Sarsina e anche se alcuni spettacoli dei nostri sono presenti in questi festival prestigiosi, Catonateatro dimostra la sua coerenza e forza nel voler rischiare per incrementare la proposta culturale anno dopo anno, con cose nuove – afferma il direttore artistico Lillo Chilà – Una chicca di questa edizione è la nostra produzione de “La cavalleria rusticana” del regista Walter Manfrè che la Polis Cultura realizzerà in collaborazione con l’International Theater Center di Comiso, uno spettacolo in prosa che manterrà le musiche originali di Pietro Mascagni, con oltre 30 personaggi sul palco, 21 tirocinanti dell’Accademia di Belle Arti, scenografie imponenti, costumi, luci. Un rischio che a noi piace affrontare visto che siamo arrivati a 34 anni di attività bellissimi ma estremamente difficili”.
Il “deus ex machina” Chilà oltre ad evidenziare “il passato storicizzato di Catonateatro che non può essere inserita in un bando al quale partecipano associazioni territoriali alle prime armi, ben vengano queste realtà perché arricchiscono le offerte del territorio calabrese, ma il festival della Polis Cultura ha una portata artistica molto superiore per produzioni e compagnie e può capitare che non venga data la giusta importanza ad alcune nostre scelte proprio perché si rischia di mettere tutti nello stesso calderone”, postilla sulla “scarsità delle risorse, i ritardi anche dei contributi che non permettono di saldare le compagnie subito e le esose spese che abbiamo dovuto pagare per mantenere una realtà di provincia come Catonateatro lontana dai grossi centri produttivi”.
“Catonateatro è una forza culturale molto amata dai produttori e quelli che restano fuori dal nostro festival ci rimangono male – aggiunge ancora – Ma tanti non sanno che questi spettacoli non si riescono a pagare col solo incasso derivante dai biglietti della platea, questo vale per tutti i teatri d’Italia ed è appunto a questo che servono i fondi destinati alla cultura, anche se troppe volte ci imbattiamo in gravi ritardi nell’erogazione degli stessi. Il piano triennale regionale che sostiene Catonateatro ci ha consentito di programmare cartelloni prestigiosi in tempo e sarebbe giusto che un evento come quello invernale al Cilea, “Le Maschere e i Volti”, giunta al quinto anno e con un cartellone strepitoso come quello dell’anno passato, non debba essere inserito in bandi generici aperti a tutti, anche ad associazioni con pochi anni di attività. Riteniamo corretto che ci debba essere un criterio differenziato nella valutazione che ci consenta di offrire un’elevata proposta teatrale che per ovvi motivi, l’ente pubblico non riesce a sobbarcarsi economicamente. Reggio Calabria gode di due rassegne teatrali, estiva ed invernale, molto apprezzate dal pubblico, ed è impensabile fare due stagioni di questo livello senza fondi o con i fondi che, però, arrivano in ritardo – conclude Chilà – Da anni, il progetto a cui siamo legati alla Regione Calabria, quello dei grandi eventi, ci consente di allungare la stagione e chiudere Catonateatro al teatro Cilea come avvenne lo scorso anno con il grande successo di “Shakespeare in love”. Quest’anno, abbiamo puntato su Alessandro Siani con il suo “Felicità tour” in scena il 29 novembre, uno show esilarante che ha riempito i teatri d’Italia. E poi, stiamo lavorando alla quinta edizione de “Le maschere e i volti” che, da gennaio ad aprile, porterà gli spettacoli di prosa e musica più importanti della circuitazione nazionale. Insomma, l’impegno della Polis Cultura c’è e continua a crescere rafforzando la sua idea di proposta culturale allargata a tutto il territorio”.

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