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    Reggio Calabria, Lungomare Falcomatà

    Fiamma Tricolore: ‘Reggio Calabria, mai in ginocchio come adesso’

    Mai come oggi Reggio è stata in ginocchio nella propria storia. Una città dalle strade bombardate, in costante emergenza sanitaria per l’immondizia che ci circonda; una città che ha superato l’orlo della crisi già da un pezzo e in cui l’unica “svolta” che si è intravista in questi cinque anni è stata quella verso il baratro.

    Un’amministrazione, a cominciare dalla sua guida, il sindaco, la giunta e consiglieri che si è dimostrata un ammasso di inetti ed incapaci boriosi che con inesistente umiltà (non) hanno ascoltato i propri cittadini e a più riprese hanno avuto modo di sfogare il loro astio e livore, accumulato in quindici anni di opposizione, verso chi non la pensasse come loro.

    Una scadenza di quella che era una volta l’arte nobile della politica che interessa l’Italia ormai da diversi decenni e che vede in Reggio Calabria il culmine del pressapochismo, dell’incapacità, della mala gestione e della supponenza di una classe politica ben oltre il ridicolo.

    Restiamo a dir poco scioccati a leggere su “Il Quotidiano della Calabria” di sabato 25 maggio a pagina 13 quanto portato alla luce a seguito del comunicato stampa del gruppo 5 stelle di Reggio Calabria in merito alle stabilizzazioni al CPI. A loro il plauso di aver fatto luce sull’ennesima vicenda vergognosa che rischiava di passare sottotraccia come tanti altri provvedimenti di questi loschi figuri. Politici e sindacalisti come sempre complici, come sempre di sinistra, che ritengono il settore pubblico un vero e proprio “affare di famiglia”.

    Per questo motivo la Fiamma Tricolore chiede e pretende dal sindaco Falcomatà di relazionare alla cittadinanza in modo immediato sulla gravissima vicenda ed in caso contrario invita già da ora alla mobilitazione tutti i partiti affini e non, i movimenti, le associazioni e i cittadini che non si riconoscono in questa amministrazione di marchesi del Grillo che con incredibile strafottenza ha amministrato e pensa ancora di amministrare la città e la cosa pubblica come fosse propria, in barba ad ogni legge e millantando poi all’esterno una verginità che non solo non esiste ma che è stata perduta dapprima che gli stessi si insediassero.

    Un’amministrazione che in assenza di argomenti, per distogliere l’attenzione pubblica dalla propria inenarrabile incapacità, ha svolto una guerra al fascismo in assenza di fascismo riscoprendo cariatidi dal saluto a pugno chiuso che in cinque anni ricorderemo solo per essere promotori di un regolamento comunale oltre il ridicolo ed il grottesco, in stile Unione Sovietica ma poi prontissimi a sistemare congiunti in perfetto stile democristiano anni ottanta.

    Dai parenti del primo cittadino (con la nota vicenda che tocca cognato e sorella) a quei consiglieri che secondo la nota hanno oggi sistemato figli e parenti vari; questi signori non conoscono pudore.

    E siccome il lupo perde il pelo ma non il vizio ci sembra dunque estremamente naturale richiamare l’attenzione della magistratura in modo che la stessa possa fare luce oggi sulla questione delle stabilizzazioni al CPI e dei contestuali trasferimenti di altri poco fortunati, in quanto non parenti e amici dell’amministrazione, in sedi lontanissime da Reggio Calabria. Che ciò avvenga oggi e non tra dieci anni. Il nostro è un chiaro tirare dalla giacca quei magistrati fin troppo dormienti all’operato scabroso di una parte politica ben precisa. Non vorremmo ripetere un caso Riace bis quando già nel 2006 denunciammo pubblicamente come Fiamma Tricolore le ruberie del “sistema Riace” salvo poi assistere ad un risveglio della magistratura con ben dodici anni di ritardo.

    In virtù di questo modus operandi ci chiediamo cosa dobbiamo aspettarci in vista dei concorsi più volte annunciati dal sindaco? Quali consiglieri, loro figli, parenti e affini verranno sistemati in quella tornata?

    La Fiamma Tricolore è pronta a scendere in piazza affianco di chiunque, anche lontanissimo dalle nostre idee politiche, condivida questa battaglia di trasparenza e legalità contro un’amministrazione che dalla questione Miramare in poi tutto è stata tranne che trasparente.

    E’ ora che questa gente capisca che a Reggio Calabria vige la legge e la Costituzione italiana e non la loro personale interpretazione delle stesse.

    f.to Giuseppe Minnella

    militante Fiamma Tricolore

    p.c. Segreteria provinciale di Reggio Calabria