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Una fiaccolata per Maria Antonietta, Reggio Calabria cellula di resistenza

di Grazia Candido – Una singola fiaccola ne accende un centinaio illuminando il “salotto buono” di Reggio Calabria che, ieri sera, ha voluto idealmente “abbracciare” la sorella Maria Antonietta Rositani. E’ passato un mese da quando la giovane infermiera, vittima di tentato omicidio da parte del marito Ciro Russo che le diede fuoco davanti il Liceo artistico, lotta per tornare a riprendersi la sua vita e i suoi figli e da quel letto dell’ospedale di Bari dove è ricoverata, continua ad urlare “sarò più forte di prima”.

La fiaccolata, promossa dalla Commissione Speciale per le Pari Opportunità della Città Metropolitana, è partita ieri sera da Piazza De Nava per poi snodarsi lungo il Corso Garibaldi sino al teatro “Francesco Cilea” dove cittadini e istituzioni si sono confrontati in un dibattito aperto sulla violenza di genere.
Puntuali alla chiamata per dire “basta al femminicidio”, i parenti di Maria Antonietta, il fratello Danilo, la sorella Valeria e la figlia Annie, l’associazione nazionale Vigili del Fuoco sezione Reggio Calabria, i centri anti violenza, l’Udi (Unione donne in Italia), l’Agedo nazionale, volontari dell’Avo, la Confcommercio con i suoi commercianti che, per l’occasione, hanno esposto delle candele in segno di vicinanza a Maria Antonietta, tanti ragazzi e membri dell’associazionismo reggino.
“Nessun fuoco deve essere acceso sui corpi delle donne, noi accendiamo la fiamma dell’amore, della resistenza. Ad un mese dal grave fatto accaduto a Maria Antonietta, ho voluto che la gente tornasse nelle piazze, si riappropriasse dell’agorà in modo da poter far sentire e dar voce a chi per fragilità, non riesce ad ammettere la violenza nascondendo questo profondissimo dolore e patimento – afferma Laura Bertullo presidente della Commissione Pari opportunità della Città Metropolitana di Reggio Calabria – E’ importantissimo manifestare per sensibilizzare anche le istituzioni, i giovani, gli uomini e le donne. Io ho un sogno che Reggio si faccia cellula di resistenza e possa fare da esempio per tutto il Paese. Non c’è un tempo utile e giusto per manifestare – continua in maniera incisiva il numero uno della Commissione – la violenza di genere non ha mai una dimensione privata, non è un fatto che riguarda solo marito e moglie o fidanzato e fidanzata. La violenza di genere è un enorme questione sociale che riguarda tutte le famiglie e tutte le generazioni. E’ un grosso problema di salute pubblica che incide sulla vittima e, indirettamente incide, sulla condizione sociale e culturale della popolazione”.
Un pensiero poi, va ai figli delle vittime che, a volte, perdono entrambi i genitori e a loro, la presidente Bertullo rivolge un pensiero da mamma: “la cronaca purtroppo, ci mostra e racconta storie di bambini che rimangono traumatizzati dalla violenza brutale di uomini che dicono di amarci e il dovere di una società civile è tenere conto dei minori e non. Tutti noi dobbiamo sentire la responsabilità di aiutare questi ragazzi”.
Davanti lo striscione “Insieme a Mary” si dispongono i giocatori della Reggina Calcio e della Viola Basket, tanti uomini ai quali si affiancano nel cammino, il sindaco Giuseppe Falcomatà, il vice sindaco della Città Metropolitana Riccardo Mauro, gli assessori Giovanni Muraca, Irene Calabrò, Anna Nucera, il consigliere comunale Gianni Latella e gli sguardi sono tutti rivolti verso quel “sentiero della non violenza che richiede molto più coraggio di quello della violenza”.
“Questi gesti non devono succedere più, denunciate subito – urla Danilo, fratello di Maria Antonietta – Mia sorella è da un mese che lotta su quel letto di ospedale e noi soffriamo insieme a lei nonostante ci rassicuri dicendoci che è forte. Per me, Ciro è stato come un fratello, 20 anni non si possono dimenticare ma parlare di questa persona oggi non ha senso. Vogliamo giustizia e risposte: ci domandiamo perchè l’ex marito di mia sorella non aveva il braccialetto elettronico e come è riuscito a scappare? Ha fatto quello che aveva più volte, preannunciato: fargliela pagare, vendicarsi. E lo ha fatto senza che nessuno lo controllasse”.
Il mondo dello sport si stringe a Maria Antonietta, compatti i giocatori della Reggina Calcio e della Viola Basket le chiedono di “non mollare” ed è il mister Roberto Cevoli a ribadire: “la condanna netta contro l’orrore di ogni tipo di violenza fatta alle donne. In una città come Reggio Calabria che, quotidianamente, sta cercando di uscire dalle difficoltà, lo sport può essere un sano mezzo per contrastare il seme del male, per risollevarci. I giovani sono il nostro futuro e a loro dobbiamo rivolgere maggiore attenzione per farli diventare uomini giusti”.
Il corteo pian piano diventa più fitto, dai marciapiedi si uniscono i passanti mentre molti scelgono di fermarsi ai lati della strada a guardare quelle fiaccole che illuminano un corso che vuole eliminare il buio dell’indifferenza e del silenzio.
“Spero di vederne sempre di meno di fiaccolate perché questo vorrà dire che il problema è stato risolto – postilla il vice sindaco Mauro – Sicuramente, questo è un bel segnale della città che si stringe ancora una volta a chi è stato colpito da una violenza cieca e barbara”.
“E’ importante tenere accesa l’attenzione e mantenere i fari su un tema che non può risolversi solo dopo lo spazio emozionale dell’avvenimento – afferma il sindaco Falcomatà – La città non dimentica e Maria Antonietta deve sapere che Reggio la avvolge di affetto e le starà vicino in questo difficile suo percorso di vita”.
Il dovere di ognuno di noi è di parlare, denunciare, aiutare chi è vittima di violenze domestiche facendo capire che un vero uomo conquista con la forza del cuore e non con le mani. Ma soprattutto, è fondamentale che si fortifichi la rete “Stato-Cittadini” solo così sentiremo sempre meno casi di donne uccise, violate, sfregiate dalla brutalità di pseudo uomini. Solo così ci troveremo a piangere molte meno persone e a dover adottare molti meno figli di un “amore” che non è amore, ma è solo violenza e odio.

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