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Malacrino è chiaro: i Bronzi non si muovono da Reggio Calabria

Era solo una mozione, ma è bastata per urtare la sensibilità di migliaia di reggini. Due consiglieri regionali, Orlandino Greco ed Enzo Ciconte (nessuno dei due reggino), erano e sono pronti a sottoporre alla Giunta Regionale l’ipotesi di mandare in giro i due guerrieri, divenuti ormai simbolo di Reggio Calabria.

Un’ipotesi che cozza anche con la vulnerabilità delle opere, ma soprattutto con la potenziale feroce contestazione di Reggio Calabria che ha già alzato gli scudi. C’è chi non si fida che un giorno tornino, chi ritiene che non sarebbe giusto privarsi anche solo per poco tempo di chi garantirebbe enormi flussi turistici se solo ci fosse una seria politica infrastrutturale e promozionale.

C’è chi propone uno scambio con altri grandi opere, ma sarebbe difficile immaginare che il Louvre se li tenga per un mese, lasciando la Gioconda a Reggio Calabria per  lo stesso periodo. Allora si che, in quel caso, lo scambio sarebbe vantaggioso, molto più che mandare le due statue in giro per il globo per inserire la Calabria, a detta di Orlandino e Greco, nella mental map dei flussi turistici internazionali.

Nel frattempo è arrivata, su Facebook, la reazione alla notizia del direttore del Museo della Magna Graecia Reggio Calabria, Carmelo Malacrino.

“In accordo con i Componenti del Comitato Scientifico del #MArRC, ho avuto  – ha fatto sapere – l’onore di definire i Bronzi di Riace quali beni identitari e inamovibili del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria.
Passo e chiudo!”.

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