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    Andriani: ” La nostra terra non si chiama “le Calabrie” ma Calabria”

    di Gabriella Andriani* – Pur comprendendo lo sfogo del Sindaco di Catanzaro, il quale a difesa della sua città, non ha gradito la scelta  del Governo per svolgimento del CDM presso la prefettura di Reggio Calabria, mi vedo costretta a richiamare l’ attenzione su alcuni aspetti di  mera concretezza politica.

    E’ vero che nel 1970 Catanzaro ha strappato (e c’è voluta una guerra), il capoluogo alla nostra città ma è pur vero che Reggio, oggi, è giuridicamente ed istituzionalmente Città Metropolitana.

    E’ appena il caso di precisare che Reggio Calabria si trova in una condizione di assoluta emergenza stante il rischio di dissesto ed il Governo ha sicuramente pensato di dare un segnale forte di spalleggiamento ai reggini, nell’imminenza peraltro, del rinnovo del Consiglio Comunale.

    Penso che al Sindaco di Catanzaro, quale navigato politico e già deputato regionale, non possa sfuggire che i falsi idealismi  ed i futili contrasti all’interno di una Calabria, vessata da una generale crisi economico-sociale , non giovano certo alla doverosa ricerca di soluzioni per poter uscire tutti quanti dai vari “gap”, ormai strutturali.

    Noi non viviamo nelle Calabrie,  la Calabria è una e se  qui un Governo fallisce, tra chi lo disapprova corre l’obbligo di dimostrare collaborazione ed unità, per esautorarlo.

    Il declino ecomomico della nostra Regione è purtroppo una realtà e bisogna evitare che diventi assoluta decadenza.  Il “ sistema Calabria” ha perso competitività: la cronica carenza degli investimenti, del rilancio delle nostre peculiarità, fa perdere quote di mercato nel contesto globale e ciò incide nettamente sui livelli di produttività e mette in forse la capacità della nostra Regione a garantire anche il minimo benessere a noi tutti ed alle generazioni future. Risparmio l’elenco delle carenze  della nostra regione essendo già  al centro del dibattito quotidiano.

    Pensiamo dunque, da ognuno dei nostri ruoli istituzionali o di semplici cittadini , a compiere i nostri doveri, senza lamentarci del superfluo  perche’,  con i nostri comportamenti, stiamo rischiando di essere cancellati anche dalla carta geografica.

     

    *Responsabile Movimento Autonomo Calabria