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Scioglimento Asp di Reggio Calabria, la Cgil: “Avvalorati i nostri sospetti”

“L’atteso scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’ASP di Reggio Calabria, decretato dal Consiglio dei Ministri a seguito della relazione della commissione di accesso antimafia nominata dalla Prefettura di Reggio Calabria e insediatasi nell’estate scorsa, avvalora quanto la CGIL Calabria aveva chiesto con determinazione, all’indomani delle dichiarazioni che il commissario ad acta Massimo Scura aveva reso riguardo il sospetto che la sanità calabrese fosse infiltrata dalla criminalità organizzata.

Nell’individuare come importante e opportuno l’accesso ispettivo antimafia ordinato dal prefetto di Reggio, si segnalava la necessità di ispezioni approfondite presso tutte le Aziende sanitarie della Calabria, in ragione di una condizione diffusa di gestione critica dal punto di vista amministrativo e contabile e, soprattutto, dei disservizi e della oggettiva mancata assistenza e cura alla maggioranza dei cittadini calabresi.

Infatti, nonostante i lunghi anni di commissariamento per il piano di rientro, finalizzato al contenimento dei costi ed al riordino del sistema sanitario regionale, i tagli alle prestazioni, ai posti letto, il pesantissimo blocco del turn over che ha svuotato i presidi sanitari, è mancato il risanamento del disavanzo, somma dei debiti accumulati dalle aziende incapaci di razionalizzare le spese per beni e servizi, ove la spesa ha continuato a lievitare generando altri debiti. Amministrazioni inerti a fronte del mostruoso contenzioso divenuto un affare molto remunerativo per i vari creditori e responsabili di un peggioramento dei servizi alla cittadinanza con grave pregiudizio per la salute dei calabresi senza alcuna garanzia di rispetto dei LEA, costretti a cercare assistenza e cura fuori regione.

Tutto questo puntualmente denunciato dalla nostra Organizzazione, anche con un esposto alla procura il 25 settembre scorso, rende evidente che vi è un sistema dentro il quale le resistenze al cambiamento, all’ordinata amministrazione, all’erogazione dei servizi secondo le norme ha un radicamento che affonda in un terreno contaminato e incrostato dentro il quale, considerato l’ammontare di risorse finanziarie, gli interessi della criminalità organizzata dispiegano il loro disegno anche in ragione di un governo del sistema stesso che è altresì campo ideale di affermazione di potere.

L’ASP di Reggio Calabria non è nuova allo scioglimento per infiltrazioni, sono trascorsi 10 anni e nulla è cambiato. Ancora oggi si registra l’impossibilità di quantificare il debito, la mancata pluriennale redazione dei bilanci, i doppi pagamenti, le mancate costituzioni in giudizio, gli appalti opachi e le interminabili proroghe, le mancate assunzioni nonostante le autorizzazioni commissariali, il decennale degrado strutturale e una strumentazione obsoleta, una gestione amministrativa artatamente disordinata in cui è possibile che accada di tutto.Questa inerzia decennale avallata dalla politica e non scalfita da alcun commissario rivela un sistema inattaccabile contro il quale auspichiamo che la terna commissariale appena nominata, coadiuvata da tutti gli attori istituzionali, possa intervenire definitivamente per rimuovere quelle pesanti incrostazioni che, seppur denunciate, ancora insistono nella vita dell’Azienda e compromettono la salute dei cittadini e il lavoro di quegli addetti che quotidianamente fronteggiano situazioni critiche e sono essi stessi vittime del sistema.

Permane il rammarico di una politica che ancora una volta non ha inteso assurgere al suo ruolo lasciando varchi ad illegalità diffuse nel vitale sistema della salute pubblica”. Lo afferma una nota della Cgil.

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