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Reggio Calabria – Scleroterapia, tecnica innovativa all’ospedale Morelli

di Grazia Candido – Spesso si parla di malasanità e poche volte invece, si fa conoscere quella parte di buona sanità che ogni giorno, si batte e si impegna per migliorare la vita di tantissimi ammalati. Reggio Calabria ha molti “figli” professionisti che non amano stare sotto i riflettori ma non con poche difficoltà, riescono ugualmente a mostrare il volto buono di questa terra. Presso il GOM, nell’ambulatorio di angiologia dell’ospedale Morelli di Reggio Calabria, il dottore Emanuele Nazario Scarlata con tanta professionalità e umanità, da circa 8 mesi, utilizza una recente tecnica innovativa per il trattamento delle varici degli arti inferiori, la scleroterapia e i risultati ad oggi registrarti, sono molto soddisfacenti.

Cos’è la scleroterapia?
“La scleroterapia è una metodica medica che non richiede ricovero ospedaliero ed è eseguibile in sicurezza in regime ambulatoriale. Dopo aver fatto un’accurata mappatura emodinamica delle varici (le varici sono l’ipertensione delle vene) ed una idonea asepsi, si inietta l’agente sclerosante che formerà uno sclerotrombo. La scleromousse, introdotta nel 2002 dal professore Tessari, è una variante della scleroterapia e con la produzione di una schiuma (mousse) si curano le vene varicose ottenendo un effetto più efficace con un’incidenza collaterale minore. In genere, i capillari sono prevalentemente un problema estetico e non provocano una sintomatologia dolorosa, ma certamente con il caldo e la stazione eretta possono provocare un maggior gonfiore alle gambe, soprattutto alle caviglie. L’effettuare il trattamento sui capillari ci permette di diminuire questi fastidi oltre a migliorare l’estetica delle gambe. Quando invece abbiamo delle ectasie delle piccole e grandi vene, i disturbi quali gonfiore, parestesie, crampi notturni sono parte integrante del quadro patologico e quindi, il trattamento sclerosante mira prima di tutto alla risoluzione della sintomatologia, prima che ad un ripristino estetico delle gambe”.
E’ dolorosa la scleroterapia?
“No, il trattamento consiste in piccole iniezioni all’interno dei capillari o delle vene fatte con un ago sottilissimo. L’iniezione è interrotta quanto tutto il vaso da trattare è stato riempito dalla schiuma. Può capitare, che il trattamento vada ripetuto diverse volte fino a completa scomparsa del capillare o della vena. Nell’80% dei casi, la risoluzione è definitiva, può succedere però che la vena trattata ripresenti la stessa sintomatologia. In questo caso, si procede riutilizzando la stessa tecnica, considerata la meno invasiva. Subito dopo l’iniezione, il paziente dovrà indossare una calza elastica che va mantenuta per almeno tre giorni.
Ci sono rischi?
“In generale non si rileva alcun rischio, non ci sono limiti d’età e nelle persone anziane la scleromousse risolve fastidi e disagi quotidiani”.
Un servizio “innovativo” per l’ospedale Morelli ma soprattutto, i pazienti evitano l’intervento chirurgico?
“L’ambulatorio di angiologia è l’unica unità in Calabria che lo fa in ospedale e si accede tramite prenotazione. Il servizio è partito a Settembre scorso e le richieste sono aumentate notevolmente: c’è una affluenza non solo di Reggio ma anche dalla Provincia. Si evita l’intervento chirurgico e con un paio di sedute, si può risolvere il problema”.
Sono più donne o uomini a sottoporsi alla scleromousse? E soprattutto, chi può farla?
“Le donne sono senza dubbio le più colpite. Esiste poi una familiarità che può insorgere con maggiore frequenza tra i soggetti che svolgono un’attività lavorativa che li costringe a stare per molte ore in posizione eretta. Comunque, noi facciamo una scleroterapia medica non estetica, andiamo a curare l’aspetto emodinamico del ritorno venoso. Per esempio, abbiamo avuto delle ulcere venose che non tendevano a guarire e con la scleroterapia si sono chiuse in tempi ragionevoli. La scleromousse la possono fare tutti tranne chi è allergico al farmaco, le donne in gravidanza e le persone con grave insufficienza respiratoria”.
Ad oggi, i risultati ottenuti sui pazienti sono buoni?
“Abbiamo un discreto numero di pazienti che da Settembre scorso ad oggi, si sono sottoposti alla scleroterapia e la percentuale di riuscita è buona. Grazie all’aiuto del personale medico e a quello para sanitario che mi sta aiutando nell’esecuzione della scleroterapia, mi ritengo soddisfatto. E’ ovvio, che bisogna monitorare nel tempo i pazienti che hanno avuto questo tipo di problema”.
Dottore possiamo dire che questo servizio è un punto di forza dell’ospedale Morelli?
“Assolutamente sì perché parliamo di una patologia molto frequente che interessa tantissimi soggetti, donne e uomini, giovani e meno giovani. Per la mia caparbietà, continuo e metto a disposizione il mio laboratorio di angiologia per poter fare la scleroterapia consentendo così ai pazienti di poter essere curati in una struttura pubblica. Purtroppo, non possiamo fare la scleromousse a tutti pertanto, scegliamo in maniera oculata i casi urgenti”.
Si dice che dietro un successo ci sia sempre una buona squadra.
“Concordo. Pertanto, ringrazio per il supporto il direttore dell’Unità Operativa il dottor Francesco Condemi, i colleghi del reparto che mi aiutano in ambulatorio e l’ospedale Morelli che, nonostante le difficoltà, mi ha sempre mostrato la sua attenzione e disponibilità. Per il futuro, spero di avere personale sanitario e un lettino mobile perché molti pazienti hanno difficoltà motorie e anche salire su un lettino tradizionale è per loro un’impresa. Piccole cose necessarie che possono migliorare la qualità del nostro servizio, un servizio che Reggio Calabria non può assolutamente perdere”.
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