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L’urlo di una disabile: “Reggio Calabria deve essere una città vivibile per tutti”

di Grazia Candido – “Vogliono avere i privilegi dei disabili se li prendano ma insieme alla mia disabilità”.
Maria Grazia Rizzo è una giovane mamma e da quando è sulla sedia a rotelle, ha potuto concretamente capire cosa siano le barriere architettoniche e scontrarsi con quelle “mentali”. Prova ogni giorno a combattere stereotipi e pregiudizi ma soprattutto, a far comprendere alla gente che la diversità è una ricchezza culturale immensa.

Salire su un marciapiede o semplicemente attraversare una strada, diventa per un disabile una missione impossibile. E questo Maria Grazia lo sa bene, lo vive quotidianamente ma ora fa sentire la sua voce per far comprendere alle autorità competenti, le difficoltà di chi è costretto su una sedia a rotelle in una città non “omologata” per i disabili.
“Se il Governo decide di aumentare le tasse sulla benzina, uno può prendere benissimo l’autobus, se aumentano le sigarette, uno può anche smettere di fumare. Ma se lo Stato taglia i fondi destinati ai disabili, questo non può decidere di non esserlo più – afferma Maria Grazia – Dire addio alla disabilità è tecnicamente impossibile. Tutti durante la propria vita, in qualsiasi momento, possono smettere di essere quello che sono ma smettere di essere disabile non ci è consentito. Se fosse possibile, se non fossi più un portatore di handicap, vorrei salire su una moto d’acqua, vorrei fare la doccia in piedi, vorrei camminare saltando le buche e gli ostacoli che ci sono per le strade di Reggio Calabria. Se potessi dire basta alla disabilità – aggiunge ancora – vorrei parcheggiare la macchina lontano dal supermercato per raggiungere a piedi il negozio e non avere più l’incertezza di trovare il parcheggio vicino per poter scendere insieme alla mia carrozzina”.
Un altro problema per i disabili sono i parcheggi, spesso occupati impropriamente da automobilisti incivili che, puntualmente, si impadroniscono di quei pochi posti messi a disposizione per i diversamente abili.
La giovane mamma vuole trasmettere un messaggio di speranza da inculcare ai ragazzi attraverso i valori dell’attenzione verso l’altro ma anche si fa promotrice di una battaglia per la mobilità sostenibile per tutti i cittadini con difficoltà motorie di ogni genere.
“Vorrei correre sulla spiaggia con i miei figli, vorrei spingere la mia macchina rimasta senza benzina e vorrei alzarmi presto la mattina per andare a lavorare – continua Maria Grazia – Chi stupidamente crede che i disabili siano fortunati, che hanno privilegi, non sanno che per noi la vita è molto più difficile soprattutto se non si ha l’autonomia di potersi spostare da soli. E se poi mancano le strutture idonee alle nostre esigenze, se mancano gli scivoli per accedere all’interno dei negozi, se ci sono scale e non dotano gli uffici di pedane, un disabile come può integrarsi alla vita della comunità? Rappresentanti delle istituzioni e semplici cittadini toccate con mano le quotidiane difficoltà di un disabile: provate a sedervi su una sedia a rotelle e percorrete le vie del centro. Vivrete un’esperienza molto forte, l’unica in grado di spiegare che cosa significa davvero essere un disabile e cosa sono realmente le barriere architettoniche. Io vi dono i miei “privilegi” da disabile ma voi restituitemi la dignità di essere una donna libera, di vivere la mia vita senza più ostacoli, di poter finalmente camminare serena senza aver più paura di uscire per le vie della mia città e cadere a terra con la mia carrozzina. Reggio Calabria deve essere una città vivibile per tutti. Insieme possiamo costruire una città a misura di disabile ma per farlo, servono due rivoluzioni: una strutturale, l’altra, la più importante, è quella culturale”.

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