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L’intensa dichiarazione d’amore dei Negramaro a Reggio Calabria

di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Un live che in un certo senso segna una “rinascita”, la rinascita di un gruppo di amici fraterni e artisti che con la loro musica hanno scritto ieri sera al PalaCalafiore di Reggio Calabria, un’intensa dichiarazione d’amore alla vita. I Negramaro, dopo l’emorragia cerebrale, che a settembre ha colpito il chitarrista Lele Spedicato, tornano con una tournèe che sta segnando ovunque sold-out e anche in riva allo Stretto, grazie alla Esse Concerti Srl, fa il botto prendendosi tutto il calore e l’affetto della Calabria.

Studiato nei minimi particolari, il palco, posizionato in mezzo al pubblico, si compone di una serie di elementi mobili che fanno della scena un panorama cangiante: pedane automatizzate muovono i componenti della band sulla superficie aggiungendo dinamicità al live e anche chi è tra gli spalti, può vedere il frontman Giuliano Sangiorgi e tutti i musicisti grazie ai led ad alta risoluzione con riprese live e visual geometrici raffinati.
La scaletta è ricca di brani del nuovo disco mescolati insieme a pezzi storici volutamente rivisitati dalla band salentina nell’arrangiamento.
Si parte con “Fino all’imbrunire” per poi “Ti è mai successo”, “La prima volta”, “Estate”, “Sei tu la mia città”, “Amore che torni” un inno universale in bilico tra attese e speranze ma ricco di una luce raggiante che ha di nuovo illuminato i Negramaro.
“Come state? Fatemi sentire se state bene –urla Giuliano – Noi stiamo bene e siamo tornati, come l’amore che torna. Reggio ti ricordi quando ci siamo visti la prima volta? Io sì e vorrei che questa notte non finisse mai”.
Il palazzetto sembra “esplodere”, dall’alto è impressionante il tappeto umano illuminato dalle luci dei telefonini sempre accesi soprattutto, durante il set acustico composto dal capolavoro “Solo per te” suonata da Giuliano piano e voce, forse il momento più romantico e introspettivo dello show, “Basta così” e “Solo 3 minuti”.
A fine esecuzione, il frontman salentino è letteralmente steso dall’ovazione di un Palazzetto impazzito, innamorato, perso in quella musica che tocca il cuore. Romanticismo ma anche tanto rock, pop ed elettronica con la forza di “Via le mani dagli occhi”, “Senza fiato” scritta insieme alla compianta cantante irlandese Dolores O’Riordan dei Cranberries, “Mentre tutto scorre” (“un brano – ci tiene a precisare Giuliano – senza il quale oggi, non saremmo qui”) per concludere con “Nuvole e lenzuola”.
Le luci diventano tenue, la band abbraccia idealmente tutti i presenti e poi via, verso un’altra meta, perché “torneranno anche gli uccelli, ci diranno come volare, per raggiungere orizzonti più lontani, al di là del mare”.








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