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Insieme per Maria Antonietta. Falcomatà: “Ci siamo rotti le palle, basta violenza”

di Grazia Candido – La città è sulle scalinate del teatro “Cilea” per urlare il suo dolore e un forte “no alla violenza” perché Maria Antonietta Rositani, giovane donna e mamma bruciata dal marito qualche giorno fa, si era opposta in tutti i modi ai soprusi di un compagno che diceva di amarla.

Maria Antonietta, attualmente ricoverata all’ospedale di Bari per ustioni gravi sul 50% del corpo, non è sola, i suoi figli e i suoi parenti sono letteralmente abbracciati dall’amore di una città che, questa mattina, si è data appuntamento nel salotto buono del centro storico per alzare idealmente “un muro di protezione” per tutte le donne.
L’iniziativa, promossa da Laura Bertullo, presidente della Commissione Pari opportunità della Città Metropolitana di Reggio Calabria, ha ancora una volta dimostrato, anche se non ce n’era bisogno, che ci sono tantissime persone perbene che lottano e si impegnano per far capire che la violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci e sotto qualunque forma, si manifesti, è un fallimento.
“Siamo vicini alle nostre amiche in qualunque parte del globo e a loro diciamo che dobbiamo alzare la testa e dire basta alla violenza contro le donne – lo urla più volte Laura Bertullo – Il ruolo come presidente Commissione Pari Opportunità a me non serve se non possiamo difendere le donne. Non ringraziatemi se non possiamo fare nulla, se non possiamo aiutare le nostre sorelle. Nei giorni scorsi, ho sentito la sorella di Maria Antonietta, ho raccolto la sua pena, ascoltare il dolore di Valeria mi ha spezzato il cuore. Io sono mamma di due bambini, un maschio al quale insegnerò a rispettare le donne mentre alla bimba ad alzare la testa e tenere la schiena dritta. A tutti sarebbe potuto succedere quello che hanno fatto a Maria Antonietta. Dicono di essere uomini ma sono vigliacchi, meschini. Una società civile non può giustificare la violenza sulle donne che non è solo fisica ma sopraffazione, violenza psicologica, economica. Siamo stanche, Reggio dice basta violenza alle donne”.
Molte donne indossano come se fosse una veste, un cartellone con su scritto “Forza Antonietta”, tante ne tengono un altro in alto come se volesse toccare il cielo, “Brucerete i nostri corpi ma non riuscirete mai a bruciare la nostra R-esistenza”, invece Valeria Rositani indossa sul petto una dichiarazione d’amore per Maria Antonietta: “le mie mani saranno le tue. Lotta sorella mia”.
Fa sentire la sua voce, Annie Russo, figlia di Maria Antonietta (stretta dagli zii materni) che cerca di urlare anche se le sue parole sono rotte dalle lacrime: “Al primo schiaffo dite basta perchè al primo segue il secondo, il terzo e poi vi riducete in questa maniera, come la mia mamma. Non dovete curare, dovete prevenire. Mia mamma non è la prima né purtroppo, sarà l’ultima ma uniamoci. Noi donne siamo forti. Fatevi sentire e urlate tutti insieme: basta”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Pari Opportunità della Regione Calabria Cinzia Nava che nel ribadire “l’atto ignobile perpetrato ancora una volta, su una donna che lede la dignità umana” ribadisce che “dobbiamo lottare tutti perchè il possesso non è amore ma uccisione. Le istituzioni devono intervenire con pene certe e durature perchè non è più possibile accettare sentenze che riducono le condanne come quella degli ultimi giorni”.
All’appello hanno aderito tantissime associazioni, studenti (i compagni di Annie del Liceo scientifico “Volta”), il presidente dell’Arcigay “I due Mari” Lucio Dattola, consiglieri e assessori comunali come Anna Nucera che manda un messaggio a chi dovrebbe proteggere le donne: “Ancora, dopo tanti anni di battaglia, siamo oggetto di violenze, soprusi e a dire che un’altra donna, Antonietta è stata bruciata, annullata. Vogliamo essere rispettate. Ci dicono di denunciare ma quando lo facciamo poi ci bruciano lo stesso. Chi ha difeso tutte le donne che sono state ammazzate in questi anni?”
E se il vice sindaco della Città Metropolitana Riccardo Mauro annuncia che “il Comune di Reggio si è costituito parte civile perchè quello successo a Maria Antonietta non deve verificarsi più, è un gesto ignobile che non appartiene ad un essere umano”, il primo cittadino Giuseppe Falcomatà nel vedere presenti “tante donne e pochi uomini” ribadisce un concetto precedentemente affermato in altra occasione di violenza: “E’ giusto dire le cose come stanno: ci siamo rotti le palle, della violenza sulle donne, del femminicidio, di chi in maniera frustrata riversa i suoi fallimenti lavorativi, professionali e quant’altro sulle donne, sugli esseri più deboli. Lanciamo da qui, un ideale abbraccio ad Antonietta e come istituzioni, la sosterremo e le staremo vicino”.
Gli interventi sono tanti ma è quello di un uomo che sembra riscuotere più consensi: “Sono un semplice cittadino, un uomo che odia la violenza in ogni sua forma ma in tutto questo, lo Stato, i magistrati come difendono le nostre donne da questi animali?”
Gli applausi stordiscono Reggio e dopo aver urlato il proprio dissenso e manifestato la rabbia contro esseri che dicono di amare le donne e invece, poi uccidono le compagne, le mamme dei loro figli, pian piano, ci si allontana da quelle scalinate e si torna a casa con la speranza di essere riusciti ad infondere nel cuore di ognuno che non bisogna cedere mai al primo impulso dell’ira: cedete sempre al primo impulso dell’amore.

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