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Reggio futura: “La strategia della distrazione non salverà il csx dal fallimento”

La strategia “paramilitare” attuata dalla giunta Falcomatà appare ormai chiara: gettare la palla fuori (per dirla in gergo calcistico), confondere le acque, alzare inutili polveroni, riattivare triti e ritriti spauracchi cari al vocabolario vacuo e parolaio della sinistra, nel vano tentativo di nascondere il totale e, ormai conclamato, fallimento della loro azione politico-amministrativa.
Lo afferma in una nota il coordinatore di “Reggio Futura” Giuseppe Agliano.

Siamo di fronte a quella che Chomsky definisce “strategia della distrazione”, deviare l’attenzione del pubblico (dei cittadini reggini in questo caso) dai veri problemi attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue azioni di distrazione e di supercazzole varie. Perché è questa la strategia, ampiamente e precedentemente collaudata, che sta cercando di portare avanti la peggiore amministrazione che Reggio Calabria ricordi fin dai tempi delle famose fioriere, attardandosi e avvitandosi su temi insignificanti sorvolando invece su quei fattori che hanno condotto la nostra città verso un baratro profondo, che l’hanno fatta tornare indietro di almeno 25 anni, relegandola tristemente nei bassifondi delle classifiche di tutti gli indicatori sociali, culturali ed economici.
Non basterà un braccio (sinistro!) alzato durante l’appello in consiglio; non basterà un “ffundamu sti zinghiri”; non basterà la pelosa e interessata “politica dell’accoglienza”; non basterà l’antimafia militante; non basterà un “ non simu tutti i stessi”. No, non basterà tutto ciò a gettare fumo negli occhi dei reggini sulle incapacità, sulle responsabilità e sulle inefficienze di Falcomatà e del centrosinistra che hanno trascinato la città nel baratro in cui oggi si trova. No, non sarà la solita sceneggiata, non sarà l’ennesimo arrogante tentativo di mantenere la cittadinanza nell’ignoranza (dei fatti) e nella mediocrità (delle loro scelte) a salvaguardargli la permanenza a Palazzo San Giorgio. Perché Reggio ha compreso che questo Sindaco (votato non certo per la sue esperienze politiche e/o gestionali) e questa attuale maggioranza (tale solo sulla carta) non sono in grado di amministrare neppure un condominio, figuriamoci un Comune con annessa Città Metropolitana.
I cittadini di Reggio pretendono e si meritano altro, sostiene Giuseppe Agliano.
Pretendono che sindaco e maggioranza, risolvano finalmente qualche problema della Città (almeno qualcuno!), smettendola di crogiolarsi dietro la finta accoglienza, dietro un vittimismo di facciata, dietro alle “colpe di quelli che c’erano prima”, autoproclamandosi paladini della legalità, quasi a volersi ergere ad una superiorità morale che non hanno e non gli si può concedere (senza avere la necessità di ricordare le diverse pagine di cronaca giudiziaria locale che li riguarda), poiché la lotta alla criminalità e all’illegalità non ha colore politico e chi vuole strumentalizzarla nasconde la propria codardia, la propria inefficienza ed il proprio vuoto di contenuti.
I Reggini attendono, infatti, che in questi ultimi mesi (che speriamo possano trascorrere in fretta), almeno uno dei tanti annunci, fatti da quasi cinque anni a questa parte, possa vedere la luce: perché Reggio è una città allo sbando, impoverita economicamente, depressa socialmente, anarchica dal punto di vista urbano; perché non sarà una mano alzata ad abbeverare i reggini dalla grande sete, con quartieri a secco da mesi nonostante i mediatici proclami dell’entrata in servizio della diga del Menta; perché con i “ffundamu i zinghiri” non ne partono opere pubbliche; perché non sarà un meschino tentativo di scaricare sul centrodestra “che c’era prima” le palesi incapacità gestionali a ripristinare e riqualificare le strade cittadine, ormai bombardate senza precedenti, nonostante i continui annunci di un piano strade mai avviato; perché non sarà una vergognosa baraonda mediatica a far spendere i fondi Metro e quelli dei Patti per il Sud, che solo il comune di Reggio Calabria ancora non riesce a sfruttare e valorizzare; perché non sarà un “non simu tutti i stessi” a far sì che le società partecipate e in house possano funzionare a regime e garantire serenità ai lavoratori e alle loro famiglie.
No, nonostante ciò, conclude il coordinatore di “Reggio Futura” non riusciranno Falcomatà e soci ad uccidere Reggio che, come sempre nella sua Storia, risorgerà bocciando alle prossime elezioni questa inconcludente, arrogante e inutile amministrazione.

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