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Reggio Calabria – Doppio sold-out per “Aggiungi un posto a tavola”

di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – L’intramontabile “Aggiungi un posto a tavola” lascia un messaggio di positività, speranza e accoglienza al pubblico del teatro “Francesco Cilea” siglando per la Polis Cultura di Lillo Chilà un doppio sold-out.

Tantissimi applausi ieri (e si replica questa sera), per l’atteso grande evento inserito nel cartellone “Le Maschere e i Volti 2019” che, per l’occasione, mette in scena una delle opere più amate di Garinei e Giovannini, spettacolo interamente cantato dal vivo, anche nelle parti corali.
Gianluca Guidi raccoglie l’eredità del padre Johnny Dorelli come protagonista e indossa i panni di Don Silvestro, parroco di periferia che viene incaricato per salvare il futuro della terra. Sin dalle prime battute, Gianluca mostra la padronanza del palco ma anche la perfetta simbiosi con il suo personaggio che deve guadagnarsi la credibilità di tutto il paese, fronteggiare l’ostilità del sindaco e, soprattutto, scampare al corteggiamento della giovane Clementina.
Il cast è ben affiatato, tutto scorre velocemente tra racconto e canti che “ovattano” un amore puro tra Silvestro e Clementina ma anche quello passionale e divertente che sboccia tra Toto e Consolazione. In questa commedia nulla è lasciato al caso, tutto è minuziosamente studiato nei minimi particolari: da Garinei e Giovannini come autori originali, passando per le coreografie di Gino Landi e le musiche di Armando Trovajoli.
“E’ uno spettacolo sempre attuale e persiste ancora oggi, la necessità di desiderare un diluvio che venga e spazzi tutto per ricominciare da capo, cosa che non avviene – afferma Guidi prima di salire sul palco – Essendo una favola, è tutto molto alleggerito anche perché tanti sono gli esempi di persone che hanno cercato di fare delle migliorie in questo mondo ma non ce l’hanno fatta. Garinei e Giovannini hanno avuto la capacità di attorniarsi del meglio che c’era sulla piazza, di indovinare le necessità sociali del pubblico in quel momento e quindi, il segreto di questo spettacolo è il prodotto che è stato fatto poi nel tempo. Sono state proposte più versioni dell’opera ma credo che la bellezza di quest’ultima, la si deve al produttore Longobardi che ha investito molto offrendo al pubblico uno spettacolo di grande pienezza riportando sulle scene tutto il suo splendore”.
Uno splendore che si rispecchia nei costumi, nella scenografia, nelle coreografie, nella costruzione dei personaggi e in quella possente e magnifica voce di Dio, riproposta da un monumento del teatro italiano, Enzo Garinei, un Dio meno austero rispetto alla versione originale, più bonariamente giocoso. Dio intima al suo curato di costruire un’arca per salvare esclusivamente gli uomini e le donne del paese e ripulire il mondo da tutti gli uomini che, oramai, sanno solo essere malvagi e distruttivi sulla Terra.
Malgrado l’operazione sia fortemente ostacolata dall’avidità del Sindaco Crispino, interpretato da un ironico Marco Simeoli, Don Silvestro riuscirà nel suo intento.
A fine spettacolo, Enzo appare sulla balconata a destra del palco per ricevere a sua volta i meritati applausi del pubblico e, nonostante “siano passati 45 anni, oggi è come se fosse il primo giorno. Il segreto di questo successo – dice Garinei – è volersi bene, stimarsi, andare d’accordo, non discutere, sentire le opinioni anche degli altri e poi, senza acqua si muore, senza il pane non si può vivere, senza amore è la fine di tutto”.
Imponente la scenografia con doppia pedana girevole che regala agli spettatori ambientazioni sempre nuove e sorprendenti.
“Aggiungi un posto a tavola” disvela valori positivi suscitando ottimismo e umanità, tocca le corde dell’animo umano, trasmette messaggi sempre attuali e molto apprezzati dal pubblico.
Ma anche, mostra la presenza di vere “eccellenze” (circa 17 gli artisti sul palco, con i protagonisti accompagnati da cantanti e ballerini di primo livello), coadiuvate dalla moderna tecnologia video che, con le luci, regala, ad esempio, un notevole e credibile diluvio rendendo il livello qualitativo dell’opera molto alto.
Il pubblico si lascia trasportare dagli storici brani che tutti gli agée (e non solo) ricordano: “Peccato che sia peccato”, “Una formica è solo una formica”, “La ballata di San Crispino”, rigorosamente eseguiti dal vivo.
E, alla fine, immancabilmente, il canto “Aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più, se sposti un po’ la seggiola starai più comodo tu..” mentre la colomba bianca, simbolo di pace, si posa sulla sedia destinata a Dio. Insomma, ci troviamo di fronte ad un kolossal e andare a vederlo a teatro, è sicuramente una scelta vincente ed un’emozione unica da vivere.






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