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Reggio Calabria – Bolletta acqua, Comitato dei quartieri “bacchetta” Brunetti

Come comitato di quartiere sentiamo il dovere morale di doverci esprimere, in merito all’intervista rilasciata all’emittente televisiva locale Reggio TV, mercoledì 20 febbraio, sulle parole del Consigliere comunale delegato dal Sindaco – alla manutenzione delle reti idriche e fognarie – Paolo Brunetti.

Premesso che il Sindaco ha delegato tali funzioni al Consigliere che, secondo i principi espressi dal regolamento comunale, deve essere particolarmente qualificato in specifiche attività amministrative non delegate ad Assessori. Premesso che il Consigliere comunale, nell’espletamento degli incarichi e nelle deleghe alle funzioni politiche, terrà diretti rapporti con il Sindaco al quale relazionerà periodicamente. Ci risulta davvero sgradevole che il Consigliere delegato dal Sindaco Brunetti si esprima con ben altri principi che non sono degni di essere definiti tali e che non sono degni di rappresentare una istituzione particolarmente importante come quella del Consiglio comunale di Reggio Calabria e soprattutto come quella di rappresentante e collaboratore del primo cittadino.
A maggior ragione ci risulta sgradevole se ad esprimersi su un argomento – per il quale il consigliere delegato dovrebbe avere approfondite conoscenze – importante come quello idrico e fognario sia un collaboratore del primo cittadino che disconosce completamente gli atti amministrativi – atti ufficiali quindi – dell’istituzione che esso rappresenta.
Il Consigliere delegato Brunetti disconosce cosa sia il Servizio Idrico Integrato, quali siano le ordinanze e le delibere che interessano questo servizio – e il settore -, quali siano le voci in bolletta, quali siano le tariffe, come vanno calcolate e tutto ciò che concerne la conoscenza nell’esercizio delle sue funzioni. Ha esternato delle parole senza avere le nozioni base che anche un semplice cittadino ha, come quella della questione bollette dell’acqua. Per partito preso ha difeso – senza però riuscirci – ad occhi chiusi i compagni di partito – o di merenda – che sono incappati in uno dei tanti strafalcioni amministrativi che hanno segnato il passo di questa attuale amministrazione che esso rappresenta.
Gli atti amministrativi che il Consigliere delegato Brunetti non conosce sono: l’ordinanza che sancisce la non potabilità dell’acqua è la n.55 del 28 settembre 2012, che interessa TUTTO il territorio di Archi, pubblicata il 24 ottobre 2012 sul sito del Comune: la delibera n.181 del 29 agosto 2013 con cui i commissari prefettizi deliberano l’autorizzazione del rimborso del 50% della somma pagata a titolo di “canone acqua” per gli utenti residenti nelle aree interessate da ordinanze di non potabilità.
Fermo restando quanto da noi pubblicato recentemente [QUI] in merito alla illegittimità dell’emissione dell’acconto in bolletta da pagare per i cittadini, soprattutto di Archi, ma non dimentichiamo anche le periferie di Catona e di Pellaro, anch’esse interessate dalla delibera di riduzione del 50%, rimaniamo esterrefatti per le esternazioni del Consigliere delegato Brunetti, pregnanti di ignoranza e presunzione.
“L’acqua è un bene che si paga a consumo. Quindi se l’utente ha dato l’auto-lettura o se c’è stata la possibilità di prendere la lettura l’utente paga per quello che ha consumato”.
Il consigliere delegato Brunetti dimentica che c’è anche il costo fisso. A partire dal 1 gennaio 2016 è infatti presente una quota fissa in bolletta per l’utenza dell’acqua, necessaria a coprire i costi fissi contrattuali e le imposte. Osservando una bolletta dell’utenza dell’acqua, appunto, il cittadino potrà vedere la differenza tra quota variabile e fissa e trarre le sue stime sui consumi. La quota fissa prescinde dal consumo, per questo motivo va pagata anche in caso di appartamenti non affittati o vuoti. È inoltre da considerare che le quota fissa riguarda il servizio dell’acqua, della fognatura e della depurazione. Non essendo acqua depurata, quella di Archi, andrebbe esclusa questa voce dai costi che vessano i cittadini. Fermo restando l’assurdità dell’auto-lettura, il gestore del servizio deve leggere i contatori, solo in caso di rifiuto dell’utente può procedere alla stima dei consumi.
Questo il quesito posto al Consigliere delegato dal Sindaco a cui segue una risposta del tutto improvvisata:
“Per quanto riguarda il canone del quartiere Archi che pare ci fosse una delibera che poteva essere scontato il canone del 50%. Questo è un problema che abbiamo affrontato proprio ieri in commissione, lo stiamo approfondendo perché bisogna capire se l’acqua al 50% era legittimo già prima farlo al 50%. Perché c’era la considerazione che l’acqua non fosse potabile in alcune zone di Archi, poi Archi non è tutta Archi, alcune zone di Archi hanno l’ordinanza di non potabilità. Quindi stiamo valutando l’ipotesi di dare magari una percentuale minore del 50%”.
Non ci soffermiamo sul linguaggio che evidenzia un italiano pessimo da parte di una carica istituzionale anche se di rango inferiore, il solo fatto di dubitare di un atto ufficiale emanato dagli allora commissari prefettizi che con la delibera summenzionata hanno agevolato – a ragion veduta – i residenti con una riduzione sulla costo dell’acqua – fino a che revoca non giunga – e il fatto stesso che le riduzioni per gli utenti ci sono state fino allo scorso anno (2018) e che se ne sia accorto nel 2019 e non da quando è in carica di Consigliere comunale ossia dal 2014 fa capire che questa persona è stata messa lì per puro caso, in sostanza un vero improvvisato, un c.d. riempi lista nella tornata elettorale. Ci chiediamo come faccia un individuo del genere a rappresentare l’istituto municipale se esso stesso mette in dubbio la legittimità degli atti, fatto al quanto grave di per sé. Secondo punto: che l’acqua non sia potabile non è una considerazione ma un dato di fatto, c’è un’ordinanza di non potabilità. Sul territorio di Archi non conosce proprio nulla, forse non ci è mai passato nemmeno. Infatti l’ordinanza ricopre tutto il territorio di Archi perché lo stesso è fornito dallo stesso acquedotto. Per quanto riguarda l’ipotesi di “dare una percentuale minore del 50%” dovrebbe farsi prima un esame di coscienza perché la linea programmatica di questa amministrazione, che lui stesso rappresenta, è a dir poco vessatoria ossia contro i cittadini che li hanno votati – purtroppo – nella scorsa tornata elettorale. I risultati disastrosi di questa amministrazione Falcomatà sono sotto gli occhi di tutti e questa esternazione da parte di un consigliere delegato dal Sindaco alla manutenzione delle reti idriche e fognarie ne è il corollario di questo fallimento. Il segno evidente di una distruzione materiale e immateriale della città è sotto gli occhi di tutti, il mancato passo indietro fa ben capire che questi politicanti intendono ancora proporsi in occasioni elettorali future.
Invitiamo i cittadini di Archi, ma anche Catona e Pellaro, prima di tutto a leggere i propri contatori e seconda cosa a non pagare le bollette, vessatorie, illegittime arrivate per giunta con posta ordinaria.

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