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Nicolò: “Nominati componenti Nucleo tecnico senza regolamento attuativo”

“Perché si è proceduto a nominare i componenti del Nucleo tecnico della cooperazione e relazioni internazionali senza la previa adozione del Regolamento attuativo di disciplina che dovrebbe rappresentare atto propedeutico finalizzato a garantirne la reale operatività e funzionalità?”.

È quanto chiede di sapere il consigliere regionale Alessandro Nicolò in merito alla risposta scritta prot. N. 53232 dell’8 febbraio relativamente ad una sua interrogazione datata 23 gennaio “per conoscere le cause ostative che impediscono la funzionalità del Nucleo tecnico della cooperazione e relazioni internazionali disciplinato dalla legge regionale n. 4 del 10 gennaio 2007 ‘Cooperazione e relazioni internazionali della Regione Calabria e s.m.i.”.
“Si rileverebbe un marchiano difetto nella ‘consecutio temporum’, oltre che un sorprendente sovvertimento della gerarchia degli atti, stando almeno alla risposta scritta fatta pervenire dalla Regione” – afferma Alessandro Nicolò – “richiamando testualmente le motivazioni addotte nella stessa risposta vergata dall’ing. Domenico Pallaria il quale precisa: …si rappresenta che per l’effettiva operatività del Nucleo è necessaria la preliminare adozione di un regolamento attuativo di disciplina, coordinato rispetto alle competenze del predetto Nucleo e dei Dipartimenti regionali, in fase di definizione’”.
“Nulla quaestio rispetto al ragionamento addotto in teoria, salvo poi in pratica incappare nella contraddizione discendente dal fatto che con decreto n. 11 del 10 settembre 2018 – prosegue Alessandro Nicolò – si è provveduto alla nomina di sei esperti nel Nucleo tecnico della cooperazione e relazioni internazionali della Regione. Quanti mesi servono per redigere un Regolamento? Perché il Regolamento non è stato adottato prima o quantomeno nell’immediatezza della nomina per consentire l’efficacia e l’efficienza di questo Nucleo Tecnico? Organismo che, peraltro – sottolinea – riveste un ruolo significativo, considerato che nella cooperazione con le nazioni prospicienti il Mediterraneo, con i Paesi in Via di Sviluppo e di quelli con economia in via di transizione, la Regione riconosce uno strumento essenziale di solidarietà tra i popoli per la promozione dei diritti umani e di una cultura di pace in conformità ai principi costituzionali, alle dichiarazioni internazionali ed alle norme comunitarie e nazionali. Costituito presso la Giunta regionale – con funzione di consulenza, per l’attuazione degli interventi previsti dalla legge istitutiva – il Nucleo Tecnico potrebbe dunque già lavorare ma non è messo nelle condizioni di farlo mancando un atto giuridicamente e tecnicamente prodromico. A tutt’oggi cosa osta all’adozione del Regolamento, considerato che il Nucleo suddetto potrebbe operare ove solo si procedesse in tal senso? Si tratta di un atto dovuto anche rispetto all’accusa di inerzia, caratteristica ormai costante di questo Governo regionale” – conclude il consigliere regionale di FdI.

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