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    Da capitale della ndrangheta a modello virtuoso, il progetto di Anoldo per San Luca

    Ci sono  – si legge in un comunicato diffuso da Francesco Anoldo – elezioni ed elezioni: quelle per il rinnovo dell’amministrazione comunale di San Luca meritano, sicuramente, un’attenzione particolare.

    Dopo oltre 6 dallo scioglimento per mafia e il successivo commissariamento, dopo l’astensione di massa alle ultime 2 Tornate elettorali quella che molti hanno definito la Capitale della Ndrangheta si torna alle urne.
    #Cambiamento, #Svolta, voglia di riscatto e coraggio sono i sentimenti che ci animano  questa vivace campagna elettorale che ci apprestiamo ad affrontare: non potevamo stare alla finestra a guardare, sentivamo di dover essere di nuovo in prima linea.

    Il nostro candidato non SanLuchese  di nascita, ma uno Jonico DOC: Francesco Anoldo . Un “emigrante al contrario” che ha deciso di lasciare la Lombardia e fare Ritorno Nella Sua Terra. Un fatto inedito, soprattutto se si considera la crescente emigrazione – in particolare di giovani, ma non solo – da questo territorio. Una continua “emorragia” di cuori e cervelli che cercano altrove la loro strada.

    Francesco Anoldo vuole dimostrare (cosa che ha già fatto negli ultimi 10 anni di attività nella  sua terra) che andare via non è necessario: le risorse ci sono e si possono trovare. E lo dice lui stesso: “Due sono i settori su cui puntare per far ripartire il paese: l’agricoltura e il turismo enogastronomico. Se finora sono stati sempre considerati in modo marginale e mai sfruttati al massimo, ora dobbiamo scommettere su di essi per garantire il rilancio di questa terra. Solo così possiamo parlare di sviluppo e crescita”.
    Queste Amministrative accendono ancora i riflettori su San Luca. L’aria che si respira stavolta è diversa, anche grazie al nostro lavoro con Francesco Anoldo  e il suo team: una squadra di 9 consiglieri giovani e motivati e un gruppo di instancabili attivisti/militanti.
    San Luca  deve essere rilanciata: è stata martoriata per anni, sbattuta in prima pagina decine di volte per fatti di sangue e morte, per uno scioglimento del Comune per mafia che è una macchia indelebile per tutto il paese. Ora, grazie a noi, quella macchia può essere cancellata, così come può essere spazzato via un vecchio modo di fare politica che ha lasciato solo macerie.
    “Ci batteremo – dichiara Anoldo – per fare di San Luca una comunità dove le ombre siano memoria e la luce sia splendente per tanti e non pochi. Pensiamo che promuovere sviluppo economico, migliorare la qualità della vita, applicare trasparenza e pari opportunità nella pubblica amministrazione sia un percorso giusto per affermare che per ottenere un diritto non si debba chiedere un favore. Siamo convinti che così otteniamo una legalità diffusa di contrasto alla cultura mafiosa. Uno sviluppo economico che corrisponde a valorizzare i beni culturali e ambientali presenti a cielo aperto a partire dalle dalla chiesa e dal Santuario di Polsi fino ai valori archeologici ”.
    Il candidato sindaco punta a creare percorsi del gusto per rilanciare il turismo che  “deve diventare il nostro biglietto da visita per attrarre visitatori da tutto il mondo. Punteremo infatti alla salvaguardia  della Fauna selvatica , all’individuazione e pubblicizzazione tramite guide certificate di sentieri che portano sulla meravigliosa pietra Cappa, o ad incentivare manifestazioni all’interno del Parcp con passeggiate a piedi e in mountain bike”.
    Nell’ambito agricolo sogna di costituire un corridoio agroalimentare tra il mercato ortofrutticolo e il Car di Roma evitando gli intermediari e i grossisti e tenendo giù i prezzi.
    “Se sarò eletto sindaco – promette – istituirò al piano terra del Comune, uno sportello sul Diritto alla Salute che osserverà l`orario dalle ore 8 alle ore 20, dal lunedì al sabato, con due operatori pubblici che ascolteranno le disfunzioni sanitarie e attiveranno una pratica per permettermi di operare affinché` le difficoltà riscontrate siano rimosse. Il Diritto alla Salute non può essere violato dalla burocrazia, da interessi privati o da dinamiche di carrierismo: o c‘e o non c’è”.
    Noi non ci siamo e non ci tiriamo indietro.