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    Al Cilea, il “Colpo di scena” di Buccirosso piace e sprona a dire No alla violenza

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – “Volevo parlare della violenza sulle donne in particolare dell’articolo 609 che prevede l’estinzione del reato di stupro e, in assenza di denuncia, passati 6 mesi, la vittima si trova di fronte ad una serie di minacce da parte del responsabile dell’abuso. E’ già venuto a Bari e in altre città e credo che questo articolo andrebbe rivisto”.

    Così Carlo Buccirosso prima di salire sul palco spiega la sua ultima “sfida” teatrale “Colpo di scena” che ha aperto ieri sera in un gremito teatro “Cilea”, la nuova stagione della Polis Cultura “Le maschere e i volti” di Lillo Chilà che sceglie per la prima, la commedia del maestro partenopeo abile a portare in scena un thriller che si inserisce nella madre di tutti i conflitti umani, la famiglia.
    “Ho costruito questa storia e il protagonista, il vicequestore Eduardo Piscitelli, si preoccuperà e farà in modo che la donna denunci l’abuso – continua Buccirosso – La storia infatti, inizia quando mancano 13 giorni all’estinzione del reato di cui si è reso protagonista Michele Donnarumma e Piscitelli tenterà di convincere la vittima a denunciare ma è restia per pudore e paura. Il vice questore va a casa del padre perché lì si trasferisce la storia ed è lì che il criminale opererà. Quest’opera è, sicuramente, una delle mie più mature scritture, è stata molto complessa, ci ho messo 5 mesi per realizzarla e la trovo molto completa e poi è un poliziesco”.
    Più di due ore di spettacolo portate avanti con un’attenta regia, un ritmo incalzante che non annoia mai anzi, rende partecipe il pubblico travolto dalle vicende di quel commissariato di polizia.
    Tutto è curato nei minimi particolari, come la consueta scenografia dinamica che cambia forma e si muove insieme alla storia.
    Carlo Buccirosso è un genio a cui piace che le cose siano complete e curate, vedere un suo lavoro ha sempre un carattere catartico nei confronti del mondo. Tra una battuta e l’altra, si incalzano messaggi forti che fanno da sprone a chi ascolta come quando il vice questore rivolgendosi alla vittima, la professoressa Cuccurullo, dice: “Non è la polizia che abbandona il cittadino ma lo Stato italiano. La violenza sessuale diventerà un male incurabile come i tumori se non si denuncia. Lei deve essere d’esempio per tutte le donne che tacciono. Lo stupro è un assassinio senza cadavere”.
    Piscitelli, conduce da sempre il proprio lavoro nel rispetto del più integerrimo rigore, con la consapevolezza di svolgere le mansioni di garante dell’ordine pubblico e difesa della sicurezza del cittadino ma in cuor suo, conosce bene le nefandezze degli uomini. Buccirosso veste in un certo senso i panni del paladino della giustizia e lo dimostrerà anche alla fine, quando tra le mura familiari deciderà di addossarsi la responsabilità dell’omicidio del fratello delinquente Donnarumma per salvare dalla giustizia Gina, la badante del padre, ex colonnello dell’esercito affetto da Alzheimer.
    Il finale è inatteso e il pubblico resta basito ma soddisfatto di un’opera che come dice l’attore Gennaro Silvestro (volto noto della fiction “I bastardi di Pizzofalcone” e perfetto nei panni del delinquente Donnarumma): “Questa storia è una commedia, un giallo, un poliziesco e Carlo ha messo vari generi creando sicuramente, uno nuovo mix non semplice da proporre ma abbastanza indovinato”.
    Gli scroscianti applausi premiano un cast eccellente che ha saputo tenere “inchiodato” per oltre due ore, un pubblico tornato a casa con la consapevolezza che “la violenza contro le donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani”.


    Buccirosso in Colpo di Scena