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    A Reggio Calabria Otello Profazio in concerto con il suo ultimo lavoro

    A sessantacinque anni dall’esordio, avvenuto nel 1953, Otello Profazio ha pubblicato da poco, per Squilibri editore, un nuovo cd di brani inediti, La storia, accolto con entusiasmo dalla critica nazionale:

     “Otello Profazio è un uomo-ulivo. I suoi brani dovrebbero essere protetti come patrimonio di tutti” Guido Festinese, Il giornale della musica

     

    “Se Profazio andasse in giro con il marchio “patrimonio dell’Umanità UNESCO” stampato in fronte non ci sarebbe nulla da ridire. E’ un archivio vivente” Piercarlo Poggio, Blow Up

    “Testi caustici (in alcuni casi di Ignazio Buttitta), inclini allo sberleffo e un’ironia al vetriolo abitano l’album, di straordinario interesse”Alberto Bazzurro, MusicaJazz

     “La storia della musica popolare italiana porta scritto a lettere d’oro il nome di Otello Profazio, un monumento della nostra musica” Ernesto Assante, La Repubblica

    “Con arguzia beffarda e sarcasmo ecumenico regala veri e propri gioielli, con la forza di un ventenne: per inventiva, acume, freschezza d’ispirazione e verve dialettica” Andrea Pedrinelli, Avvenire.

                Presentato con successo all’Auditorium Parco della Musica di Roma, questo nuovo album di Profazio, in effetti, sorprende per la forza e l’originalità dei temi trattati dove, ancora una volta, l’inarrivabile interprete delle tante anime del meridione si pone al confine tra due mondi -tradizione e modernità- per prendere dall’uno motivi e suggestioni da far rivivere nell’altro, nel personalissimo equilibrio tematico ed espressivo che da sempre caratterizza la sua rivisitazione dei patrimoni popolari. I diciotto brani si succedono nella varietà dei diversi registri espressivi di cui Profazio ha già dato prova nella sua imponente discografia: il tono drammaticamente epico del pezzo d’apertura, la delicata intonazione lirica dei canti d’amore, l’andamento irriverente delle canzoni di denuncia fino all’irruzione improvvisa di altri brani senza un nesso evidente con gli altri come l’omaggio che rende a Fabrizio De André con Donna Vicenza. Quasi una summa dei lavori precedenti sul piano stilistico, questo nuovo album si prospetta come “una seconda Italia cantata dal sud ma più meditata e più sofferta” perché composta dopo la caduta di ogni speranza. Lo stupore del vecchio isolano, rispetto a cambiamenti politici che lasciavano inalterata la sua condizione, ha ceduto così il posto a un silenzio sordo ad ogni tentazione ideologica ma gravido di parole che non possono esprimersi se non sotto forma di sfregio, sberleffo e invettiva.

    Come è noto, è soprattutto dal vivo che Profazio dà il meglio di sé, rispolverando, da indiscusso maestro della materia, le antiche e ammalianti forme del recitar cantando dei cantastorie: un motivo in più per non perdersi il suo prossimo concerto in Calabria. L’appuntamento è il 26 gennaio, alle ore 18, con l’Accademia del Tempo Libero, presso il Teatro Zanotti Bianco, in via Melacrino 34 dove Profazio, accompagnato da Saverio Viglianisi, interpreterà dal vivo questo suo nuovo omaggio a una tradizione antica eppure attualissima.