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Metropiana: un futuro tranviario per le Ferrovie Taurensi?

Aspettavamo questo momento ormai da anni: una svolta per le fino ad oggi sfortunate Ferrovie Taurensi, sembra si stia effettivamente avvicinando. La nascita del futuro Ospedale della Piana, a Palmi, è stato uno dei principali motivi “scatenanti” del ritorno sui binari della questione “Taurensi”: il nosocomio, che genererà quotidianamente un movimento di migliaia di persone, sorgerà a pochi metri dai binari a scartamento ridotto della linea Gioia Tauro – Palmi – Sinopoli.

Non potevamo lasciar sfuggire questa occasione, scrive in una notaRoberto Galati, Associazione Ferrovie in Calabria, per rilanciare la nostra proposta di ripristino di questa tratta, (per la quale erano stati già avviati i lavori di messa in sicurezza nel 2014), assieme a tutto il sistema della “Metropiana” che abbiamo ideato ormai alcuni anni orsono. Ma non solo: la nascita alcuni mesi fa dell’attivissimo Comitato Pro-Taurensi con il quale è nata una reciproca collaborazione e condivisione delle iniziative appunto “pro-Taurensi”, ha dato un ulteriore e concreto impulso alla tematica che, sempre di più, inizia a stare a cuore ai cittadini della Piana di Gioia Tauro. A dare manforte alla causa per la quale non si è mai arreso, inoltre, si aggiunge una personalità di eccellenza del territorio: ci riferiamo a Giuseppe Pedà, ex Presidente di Ferrovie della Calabria e sindaco di Gioia Tauro, oggi Consigliere Regionale e…cosa per noi ancor più importante, dal 3 febbraio 2015 socio onorario dell’Associazione Ferrovie in Calabria. Ed i motivi che ci hanno portato a compiere questa scelta, ovviamente, sono più che validi: Giuseppe Pedà è colui che nel 2014, durante la presidenza alle FdC, riuscì ad avviare gli interventi per la riattivazione della linea Gioia Tauro – Palmi, oltre al realizzato ripristino della tratta Rogliano – Marzi sulla linea Catanzaro – Cosenza, la ripartenza dei treni turistici a vapore sulla tratta Cosenza – Rogliano organizzati con la nostra collaborazione, e le prime basi alla riapertura in chiave turistica della Ferrovia Silana tra Moccone e San Nicola Silvana Mansio. Il tutto, non dimentichiamolo, in un periodo nero per l’azienda di trasporto pubblico locale di proprietà della Regione Calabria (fino al 2012 sotto gestione governativa del Ministero dei Trasporti), ereditata da Pedà con circa 100 milioni di Euro di debito, treni ed autobus fermi per mancanza di gasolio, stipendi del personale che non venivano erogati da mesi. Oggi siamo tutti assieme in pista, o meglio sui binari giusti, e siamo felici che una nostra proposta di riutilizzo per la mobilità locale delle Ferrovie Taurensi in modo “alternativo” ed economico sia effettivamente condivisa e sembrerebbe effettivamente piacere anche in ambienti della Regione Calabria oltre che delle stesse Ferrovie della Calabria.

Da tempo, infatti, ci chiediamo: quale potrebbe essere un sistema più economico possibile per gestire delle linee ferroviarie comunque obsolete relativamente ad armamento, sistemi di sicurezza e materiale rotabile, di fatto isolate dall’unica dorsale di Ferrovie della Calabria, ovvero la Catanzaro – Cosenza? La lampadina ce l’hanno fatta accendere gli amici del Gruppo Fermodellistico Tropeano, altra grande associazione con cui condividiamo la battaglia per il ripristino delle Ferrovie Taurensi: ci riferiamo al cosidetto “tram-treno”. Praticamente, ciò che in Italia è realtà per esempio a Cagliari, dove la rete tranviaria urbana e suburbana “Metrocagliari” è connessa alle linee a scartamento ridotto di ARST (Azienda Regionale Sarda Trasporti) di 950 mm: in pratica, le Ferrovie della Calabria…in versione sarda! Nel caso sardo, dove la linea tranviaria serve sia l’area urbana cagliaritana che i centri di Monserrato, Selargius e Settimo San Pietro, se vogliamo ci si trova di fronte addirittura ad un caso che sarebbe molto più complesso di quello della Piana di Gioia Tauro, poichè su parte della rete tranviaria circolano anche convogli ordinari, ovvero veri e propri treni, e coesistono quindi i regimi di circolazione e sicurezza sia ferroviari che tranviari (decisamente più economici e flessibili di quelli ferroviari). In Calabria, una situazione analoga dovrebbe nascere invece a Cosenza, dove la futura “Metrotranvia” Cosenza – Rende – Unical sarà connessa alla linea Cosenza – Catanzaro, e fino a Rogliano è prevista da progetto la circolazione promiscua sia di treni ordinari che di tram (e per tal motivo verrà elettrificata la già esistente linea a scartamento ridotto Cosenza – Rogliano).

E potrebbe essere proprio la Metrotranvia a “dare il La” ad una possibile “Metropiana”: noi di Associazione Ferrovie in Calabria immaginiamo una via per poter rilanciare in chiave moderna le Ferrovie Taurensi, istituendo quindi una tipologia di servizio molto più economica di quello cessato tra il 2009 ed il 2011 (fino alla chiusura le due tratte erano gestite tramite Blocco Telefonico e dirigenza locale delle stazioni, ed il materiale rotabile era costituito solo da automotrici M2.200 Breda risalenti agli anni ’60), e servendo in modo migliore il territorio, attraverso la trasformazione delle due tratte Gioia Tauro – Cinquefrondi e Gioia Tauro – Palmi in linee tranviarie extraurbane, con istituzione di nuove fermate lungo i percorsi (a servizio di scuole, centri commerciali, e del futuro Ospedale della Piana, a Palmi, valutando anche il prolungamento fino a Seminara).

I costi di esercizio di un servizio tranviario si aggirano mediamente a 7 € / km, circa la metà di un servizio ferroviario tradizionale. Per poter realizzare ciò, risulta necessaria in primo luogo l’elettrificazione delle due tratte, con tensione a 750 V a corrente continua: lo scartamento andrebbe invece mantenuto di 950 mm, per un motivo molto semplice: i futuri tram della costruenda “Metrotranvia” di Cosenza, commissionati alla spagnola CAF, avranno proprio questa caratteristica tecnica. Nello specifico si tratta di convogli “URBOS100”, a pianale totalmente ribassato, adatto per l’accessibilità anche ai diversamente abili. I tram URBOS100 hanno inoltre una coincezione modulare (è possibile scegliere quindi il numero di casse intermedie per convoglio), ottima inscrivibilità nelle curve a raggio più stretto, ottima flessibilità anche nell’impostazione degli interni (è possibile infatti scegliere un allestimento prettamente urbano, o uno da “tram treno” per percorsi più lunghi e maggior numero di posti a sedere). Sfruttando il bando relativo ai tram di Cosenza, ed ovviamente estendendolo, risulterà quindi possibile acquistare in tempi relativamente brevi dei rotabili già ideati per lo scartamento ridotto, ottimizzando peraltro i costi di manutenzione.Anche a livello infrastrutturale, la “MetroPiana” potrebbe avere le stesse caratteristiche tecniche e gestione del traffico della futura Metrotranvia cosentina. Non dimentichiamo inoltre il fattore più importante, ovvero quello del contrasto all’evasione: le Ferrovie Taurensi avevano purtroppo il triste primato dei bassissimi ricavi da traffico, nonostante i treni fossero pieni! E’ chiaro che con l’istituzione di un servizio tranviario simil metropolitano, oltre ad una necessaria integrazione tariffaria e modale con i servizi di tpl su gomma del territorio, eliminazione delle sovrapposizioni gomma/ferro ed integrazione con i servizi Regionali di Trenitalia (le stazioni RFI ed FdC di Gioia Tauro, perfettamente adiacenti, si prestano per un immediato interscambio treno/tram), risulterà necessaria anche l’installazione di tornelli presso le stazioni e le fermate, in modo tale da consentire l’accesso ai convogli solo da parte di coloro dotati di biglietto o abbonamento valido. Questo è ciò che auspichiamo per la Piana di Gioia Tauro, ed il suo bacino d’utenza potenziale che si aggira attorno a 150.000 persone, tra abitanti e pendolari che raggiungono questo territorio molto sviluppato a livello industriale, agricolo e del settore terziario, dal resto della provincia reggina: sarà la volta buona che ce la faremo? Noi siamo certi di sì, per un motivo molto semplice: stavolta non siamo soli!

 

Roberto Galati

Associazione Ferrovie in Calabria


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