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Lsu-Lpu in Calabria, Siclari (FI): “Eliminano posti di lavoro per dare l’elemosina”

“Quello che sta accadendo in Calabria è paradossale, questo Governo sta tagliando 4500 posti di lavoro per fare l’elemosina con il reddito di cittadinanza”.
Con queste parole il senatore forzista Marco Siclari ieri è intervenuto durante la protesta dei precari calabresi che vedono la loro posizione sempre più incerta. Il senatore accolto dagli Lsu e Lpu, in mezzo a loro con il megafono, non ha solo espresso vicinanza e solidarietà ma preso impegni concreti presentando loro l’emendamento depositato.
“Al fine di proseguire nel processo di stabilizzazione della intera platea dei lavoratori ex LSU ed LPU della Calabria, di cui all’articolo, comma 207 è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2019. Sono altresì prorogate di ulteriori 12 mesi, fino al 31 dicembre 2019, le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 223, 224 e 225 della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Le amministrazioni in base a quanto previsto dal presente comma sono autorizzate a prorogare i corrispondenti rapporti di lavoro a tempo determinato, anche in deroga alla normativa vigente rispetto al limite dei 36 mesi, con i soggetti che partecipano alle procedure di cui alla presente disposizione, fino alla loro progressiva stabilizzazione. La stabilizzazione dei lavoratori della platea ex LSU ed LPU della Calabria può avvenire anche previa mobilità territoriale fra enti locali e enti regionali, non sono soggette, con espressa deroga di tutti i limiti assunzionali vigenti. Agli obiettivi di cui al presente comma concorre la Regione Calabria con propria previsione di bilancio”.

Il senatore, dopo l’intervento ha accompagnato una delegazione di lavorati in Prefettura per affrontare la situazione ormai diventata una vera emergenza. Anche in questo caso Siclari non ha lasciato soli i lavoratori e le famiglie che questo Governo sta mettendo spalle al muro nella speranza che “questo emendamento possa essere preso in considerazione e approvato in virtù di un proposito che in questa terra non può essere ignorato: il lavoro è dignità e i calabresi chiedono rispetto e lavoro non gli spiccioli del reddito di cittadinanza. Adesso il rischio è che si concretizzi cioè che in queste ore è circolato, ovvero che in Senato arrivi una manovra blindata e addirittura riscritta rispetto a quella passata alla Camera senza discutere con noi senatori”, ha concluso il senatore azzurro.

 

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