Home / Primo piano / Bombardieri: “Non vogliamo stare dietro la criminalità ma accanto per debellarla”

Bombardieri: “Non vogliamo stare dietro la criminalità ma accanto per debellarla”

di Grazia Candido – “Non vogliamo stare dietro la criminalità ma accanto per debellarla. Per fare questo, però, serve un potenziamento delle forze”.

Il procuratore capo della Repubblica Giovanni Bombardieri commenta così questa mattina l’operazione “Europea ‘ndrangheta connection” frutto di anni di intenso lavoro investigativo svolto nell’ambito di una Squadra Investigativa Comune (Joint Investigation Team) a L’Aia (NL) e che ha visto cooperare la Magistratura, la Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria con il supporto della Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, le Forze di Polizia di Italia, Paesi Bassi e Germania, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro con il supporto del Servizio Centrale d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza ed il IV Gruppo del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza; per la Germania la Procura di Duisburg e il Bundeskriminalamt (B.K.A.) di Wiesbaden, per i Paesi Bassi la Procura di Zwolle e il F.I.O.D. (Corpo olandese di polizia fiscale ed economica) di Eindhoven.
“European ‘ndrangheta connection è un’operazione importantissima che mette in risalto una squadra che, in sinergia con l’Estero, raggiunge i primi risultati – afferma il procuratore Giovanni Bombardieri – Un ringraziamento va agli uffici Gip-Gup che, in tempi ristretti e con grandissimo impegno, hanno fatto fronte ad una operazione che ha avuto rapporti con Germania, Olanda, Belgio e anche se c’è stata una grossa attenzione, abbiamo una situazione di grande affanno al Tribunale giudicante. Se la ‘ndrangheta è il fenomeno numero uno va affrontato come numero uno e occorre mettere in campo tutte le forze”.
Il procuratore Bombardieri si sofferma sul fatto che “per la prima volta, vi è stata la capacità di Autorità Giudiziarie e Forze di Polizia di Italia, Germania, Paesi Bassi e Belgio di investigare in simultaneità in un’azione comune contro la ‘ndrangheta e le sue proiezioni in Europa e nel Sud America, dimostrano come diversi esponenti di affermate famiglie della criminalità organizzata calabrese, operanti principalmente nel cuore della Locride, svolgano attività classiche in Nord Europa come il rinvestimento di capitali negli esercizi commerciali o il traffico di sostanze stupefacenti”.
“Io non chiedo più sostituti ma uno sforzo perché serve un adeguamento dell’organico dei giudici – aggiunge Bombardieri – Gli uffici della Procura sono stati potenziati ma nel distretto di Reggio Calabria che affronta una mole di lavoro impressionante, le forze dell’ordine e il Tribunale giudicante sono in grande affanno. Al Tribunale di Reggio Calabria, in un organico di 48 giudici, c’è una mancanza di 11 persone, con altri 4 giudici che sono in aspettativa per maternità. Abbiamo un ufficio Gip che ha 9 giudici su un organico di 14 persone e che fa i salti mortali per far fronte al lavoro della procura distrettuale. A causa di ciò, manca la necessaria tempestività di risposta. All’aumento di sostituti deve corrispondere un adeguamento dell’organico dei giudici. Per quanto riguarda le Forze dell’ordine svolgono un lavoro egregio ma a Reggio Calabria, le forze di polizia hanno organici non idonei per affrontare le attività criminali della ‘ndrangheta. Noi li ringraziamo ma dobbiamo fare di più affinché i comandi regionali siano potenziati. Bisogna rendere permanente il potenziamento delle forze di polizia”.
Il procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo si sofferma invece, sulla “capacità della ‘ndrangheta di entrare nei territori esteri come se il tessuto fosse calabrese” e che “Reggio Calabria da anni, lavora su progetti investigativi che hanno inquadrato la ‘ndrangheta in certi contesti e poi, in altri contesti mafiosi”.
“Siamo consapevoli che il lavoro non è completo e completato – aggiunge Lombardo – La ‘ndrangheta oggi, si struttura e stanzia le sue articolazioni spostando anche i settori decisionali. Queste decisioni vengono prese anche all’Estero a dimostrazione che la ‘ndrangheta riesce a rapportarsi con altre realtà criminali e non ha più confini territoriali. Oggi, si delocalizza e la sua unitarietà è rafforzata nel momento in cui la ‘ndrangheta opera all’Estero. E’ stata un’attività faticosa e particolarmente complessa relazionarsi con l’Estero che percepisce cosa sia la ‘ndrangheta ma non la conosce come noi. Alla fine, hanno capito che la ‘ndrangheta è un pericolo per l’Estero”.
Vincenzo Nicolì della Direzione servizio centrale operativo Sco di Roma e il colonnello Michele Di Nunno del Goa per la finanza ribadiscono “l’importanza della cooperazione nazionale e di interfacciarsi con una realtà nuova collaborando e pretendendo di poter ascoltare in tempo reale le intercettazioni dei tedeschi”.
“Questa operazione di polizia non è solo un’azione di contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti ma è un’azione di contrasto di affari e interessi che la ‘ndrangheta ha all’estero – continua il capo squadra mobile Francesco Rattà – La forza della ‘ndrangheta è conciliare il nuovo con il nuovissimo, da qui la sua avanguardia nella tecnologia, esportando la violenza all’Estero”.
Il Colonnello Mauro Marzo della Guardia di Finanza parla di “una indagine molto complessa ma valorizzante per le nostre attività e l’elemento positivo è di aver potuto confrontare e avere in tempi brevi, informazioni con i colleghi stranieri”.
Entusiasti anche il vice capo squadra mobile della Polizia di Stato Fabio Amore che ricorda “l’inizio del lavoro nel 2015 sia con l’Olanda che con la Germania” e il Maggiore Sergi della Gdf che rimarca “la facilità e la scelta scientifica della ‘ndrangheta 3.0 di spostarsi all’Estero ed aprire attività commerciali”.

Leggi qui!

European Film Awards, ancora un trionfo per il reggino Marcello Fonte

Marcello Fonte si prende lo scettro anche agli European Film Awards. L’attore reggino, originario del …