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Reggio Calabria piange Antonio Megalizzi, reggino lontano da casa e innamorato

Non ce l’ha fatta (leggi qui la notizia). Antonio Megalizzi aveva cinque mesi quando la sua famiglia da Reggio Calabria emigrò definitivamente a Trento.  Il destino di tanti nuclei familiari che hanno scritto una storia lontano da dove, forse, avrebbe voluto.

Passerà alla storia come una giovane vita sacrificata sull’altare dell’odio, dell’intolleranza e del lato più bruto degli esseri umani.

Aveva la passione per la radio, per il giornalismo che lo avevano condotto ancora più a nord di quanto il destino lo avesse spinto inizialmente.  Da Reggio Calabria, a Trento, a Strasburgo.

Per certificare l’amore per le sue origini basta spulciare il suo profilo Instagram.  “My summer is better than yours” scriveva  il 12 agosto 2017.  Il tramonto di Scilla per ricordare che la sua estate era meglio di quella degli altri.

 

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Reggio Calabria era qualcosa che gli era rimasta dentro come a Natale 2016 mostrava ai suoi tanti followers come il lungomare regalasse un’atmosfera natalizia tipica di chi conosce quanto straordinario possa essere il clima sullo Stretto.

Su Facebook citava la celebre frase di Edward Lear per tributare il giusto omaggio ad uno scorcio suggestivo dello Stretto con l’Etna sullo sfondo.

 

Nel 2014, invece, raccontava l’altro lato della medaglia della sua terra d’origine ripostando qell’Ape sopra un cassonetto della spazzatura al Rione Marconi e che fece ii giro del web.

 

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#reggiocalabria #parcheggialternativi #raccoltadifferenziata

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Quello di Antonio Megalizzi era un sogno partito da Reggio e arrivato finisco a Stasburgo, dove per la radio Europhonica seguiva le sedute plenarie del Parlamento. Resta l’amore che aveva per le sue origini, mai rinnegate, e quello che da ora in avanti la città dovrà riservargli nel ricordo di uno dei suo figli non più come tutti gli altri.

 

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