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A Sant’Ilario dello Ionio (RC) il “Mercatino di Natale solidale”

Creatività, condivisione e integrazione, nel borgo antico di Condojanni, a Sant’Ilario dello Ionio (RC), per il “Mercatino di Natale solidale” dei minori ospiti del centro di seconda accoglienza FAMI, prog.1408 “Sant’Ilario accoglie”. Le opere realizzate grazie al laboratorio, curato con passione e dedizione dall’insegnante di alfabetizzazione della lingua italiana, Ines Chiricosta, sono espressione di idee, abilità manuale e condivisione del lavoro. È nato così il “Mercatino solidale”, svoltosi nei giorni scorsi in un clima di festa.

Oggetti di uso quotidiano, addobbi per l’albero, decorazioni natalizie colorate e scintillanti, tutti realizzati con materiali “poveri” o di riciclo, trasformati dal gusto e dalla fantasia, frutto dell’impegno quotidiano dei giovanissimi richiedenti asilo, dell’insegnante e di tutti gli operatori del centro. Oggetti in mostra per un evento benefico all’insegna della solidarietà e convivialità che ha visto la partecipazione del parroco don Lorenzo Spurio, della presidente della Cooperativa Pathos, Maria Paola Sorace, che gestisce il progetto “Sant’Ilario accoglie”, e degli operatori dell’ufficio amministrativo. Molti i cittadini che hanno accolto l’invito a visitare il mercatino e a conoscere da vicino le abilità dei giovanissimi ospiti. I partecipanti, dopo aver ammirato le creazioni dei giovani migranti e aver conosciuto il loro ambiente di vita, hanno gratificato i ragazzi lasciando un piccolo contributo.

«Il laboratorio ha avuto una durata di circa un mese e mezzo – spiega l’insegnante Ines Chiricosta –. I ragazzi si sono dedicati alla realizzazione di piccoli lavori, via via più impegnativi, con molto interesse e attenzione. Volevamo farli sentire attivi, creativi, e con il mercatino natalizio desideravamo creare un importante momento di incontro con la comunità. Siamo perciò felici della riuscita del laboratorio e dell’evento finale che ha visto il coinvolgimento e la partecipazione della comunità. L’apprendimento e l’integrazione, la possibilità di un futuro di fratellanza passa attraverso momenti come questo».

I ragazzi sono al momento 8, provenienti da Gambia, Ghana, Mali, Senegal, Costa d’avorio, Bangladesh e Pakistan: minori, in gran parte, con alcuni da poco maggiorenni, in attesa della regolarizzazione dello status di rifugiati sul territorio italiano.   «Studiano, giocano al calcio, si dedicano ad attività ludico-ricreative, soprattutto apprendono la lingua italiana, fondamentale per il loro futuro inserimento nel tessuto sociale del nostro Paese – ci dice la coordinatrice del progetto Rosy Caristo –. Grazie a questo laboratorio si sono aperti a nuovi modi di collaborazione e integrazione, si sono appassionati ai piccoli lavori manuali, sentendosi così utili, apprezzati, mostrando la loro voglia di fare».

«Attraverso queste iniziative si vuole far conoscere il volto vero dell’accoglienza, fatta di piccoli gesti quotidiani che ci arricchiscono e ci aiutano a capire il vero senso della vita – conclude la presidente Maria Paola Sorace –. Per noi la fratellanza è un principio fondamentale, la dignità umana prima di ogni altra cosa e la solidarietà senza differenze. Tutto questo è possibile grazie all’impegno quotidiano degli operatori che lavorano con serietà, umanità e senso del dovere».

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