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locandina a scuola col geologo

Taurianova – I geologi anche all’IIS Gemelli Careri

Quando si vive in un terra meravigliosa ma piagata da terremoti e alluvioni come la nostra, conoscere il territorio e informarsi sui rischi dovuti allo scatenarsi degli eventi naturali non è importante, è fondamentale.

Ed è per questo che l’IIS Gemelli Careri di Taurianova, diretto dall’ingegnere Pietro Paolo Meduri, ha accolto con entusiasmo quello che il preside stesso ha definito “un incontro formativo ed informativo sulla salvaguardia dell’ambiente e su come prevenire i rischi connessi alle calamità naturali”.
A parlare ai ragazzi del triennio, in maniera chiara e stimolante, è stato il geologo Vincenzo Tripodi, consigliere dell’ordine dei geologi della Calabria, nonché ex alunno dell’istituto. L’evento a carattere nazionale dal titolo “La terra vista da un professionista. A scuola con il geologo” è stato organizzato dal consiglio nazionale dell’ordine con il patrocinio del ministero dell’ambiente e della Protezione civile.
Gli obiettivi sono molteplici: sensibilizzare sui georischi, informare affinchè essi siano prevenuti, formare cittadini attivi e far capire quale sia il ruolo del geologo e la sua importanza. “Il geologo – afferma Tripodi – è colui che studia i fenomeni naturali, la struttura della Terra e i processi che la trasformano. Spesso siamo chiamati solo dopo che un disastro si è compiuto, invece sarebbe bene che lo si facesse soprattutto in fase preventiva per pianificare eventuali attività dell’uomo”.
Perché se è vero che lo scatenarsi dei fenomeni naturali è inevitabile e non si può impedire in alcun modo, è vero anche che le conseguenze e i rischi per l’incolumità dell’uomo possono essere prevenuti se non addirittura evitati. Attorno a questo concetto ruota gran parte dell’incontro. Tutto parte dalla differenza tra pericolo e rischio e, per spiegarla, Tripodi utilizza una metafora: “Se un leone (pericolo) è in gabbia non c’è rischio per l’uomo”. Come dire: se c’è un terremoto ma le case sono costruite su terreni solidi, se c’è un’alluvione ma le case rispettano i limiti di distanza dal punto di massima piena, se c’è poca esposizione umana al pericolo, allora il rischio si riduce al minimo, anzi si annulla. “Tutti noi siamo potenzialmente esposti a rischi – prosegue Tripodi – ma un fenomeno naturale diventa rischio quando l’uomo con la sua attività, la sua condotta e la sua presenza va a scontrarsi e interferire con la natura. Sapere come affrontare le emergenze, spesso, salva la vita. Ci si difende conoscendo il rischio e sapendolo affrontare quando si verifica un evento calamitoso”. In pochi sanno, infatti, che tutti noi siamo chiamati ad essere cittadini attivi e facciamo parte del sistema di Protezione civile. “Oggi c’è la possibilità di informarsi sia su internet che andando al comune a chiedere un piano di protezione civile – consiglia Tripodi – dove ci sono le aree a rischio e le vie da utilizzare per recarsi nelle aree di attesa”.
La Calabria è sottoposta al massimo rischio sismico e idrogeologico, questo è fin troppo noto. L’incontro, dunque, ha avuto un’importante valenza tecnica perché indirizzato a studenti del geometra e dell’agraria che avranno, per lavoro, a che fare con il territorio ma anche una valenza umana perché ognuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo per la salvaguardia dell’ambiente e la tutela del prossimo.
“Non pensiamo di coltivare il nostro orticello – ha concluso il dirigente scolastico, Meduri – perché facciamo parte di una società che ha bisogno di noi in qualsiasi momento”.

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