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Reggio Calabria – “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi” fa impazzire il Cilea

di Grazia Candido (foto Aldo Antonio Fiorenza) – Al teatro “Francesco Cilea” si scopre il rapporto “uomo–donna” tra disavventure ed incomprensioni quotidiane.

“Uomini sull’orlo di una crisi di nervi” scritta da Alessandro Capone e Rosario Galli che cura anche la regia, in scena ieri sera, secondo appuntamento della stagione teatrale dell’Officina dell’Arte, è una commedia scorrevole e divertente che mette insieme sul palco quattro protagonisti maschili, l’istrionico Federico Perrotta (Nicola in eterno conflitto con la moglie), l’affascinante Andrea Carli (Gianni il neosposo), il capzioso Salvatore Mincione (Pino divorziato con un figlio), il travolgente Ferdinando Smaldone (Vincenzo succube della moglie) e la bellissima Valentina Olla (Yvonne).
Quello che si nota già dalle prime battute, sono gli ottimi tempi comici e l’affiatamento di un cast che prende possesso della scena, ogni attore è padrone del suo spazio e per quasi due ore, conquista l’attenzione del pubblico letteralmente travolto da quella sana ilarità.
Il tutto si svolge a casa di Pino dove ogni lunedì, i quattro amici si riuniscono per giocare a poker discutendo delle loro storie matrimoniali, di donne, d’amore e di relazioni che si trascinano a fatica. Quando la serata sembra ormai rovinata, a Pino viene in mente di chiamare una escort per provare qualcosa di “nuovo”.
Dalla platea, entra avvolta da un lungo abito con guanti rossi, la femme fatale Yvonne audace ma al tempo stesso, una donna riflessiva. L’evoluzione della storia mostra personalità diverse ma reali, presenti nella nostra quotidianità: Pino è un uomo inizialmente un po’ scorbutico ma realista, Vincenzo è remissivo, Nicola artista estroverso sempre nervoso e pronto a dire la sua ed Andrea troppo serio e dai rigidi giudizi ma, alla fine, capirà che non tutto è come sembra.
Lo spettacolo è molto piacevole e ben costruito e gli attori si muovono con naturalezza all’interno di una scenografia semplice che testimonia un passato opulento non rassegnato al difficile presente.
Ad alleggerire il “peso” di una quotidianità a volte dura ed incomprensibile, ci pensa il mattatore Perrotta con il suo inglese maccheronico che, stizzito, al telefono con la moglie la rassicura: “Amore, you don’t disturb never” ma in realtà, è esausto dai continui litigi.
In questa commedia non c’è un leader, tutti gli attori sono di per sé, veri numeri uno, bravissimi a mettere in bilico l’equilibrio psichico del “maschio” incapace di comprendere la donna ma anche, incapace di rimanere solo e, alla fine, constata che nella relazione, non è mai possibile né pareggiare, né, tanto meno, vincere con l’altro sesso.
E’ pur vero però, che la coppia Perrotta-Olla, insieme nella vita e in scena, è invece capacissima a tenere testa al difficile rapporto “uomo-donna” e sa raccontare la difficoltà dell’essere umano ad accettare la verità.
Gli applausi, assolutamente meritati, premiano il lavoro e la fatica di uno straordinario cast che è riuscito a riproporre una storia sempre attuale con un testo comico perfetto ma per niente felice. E l’epilogo lo dimostra: quattro uomini accanto ad una vera donna che sa giocare con spensieratezza e sa comprendere le loro difficoltà ma, allo stesso tempo, si rivela la faccia della stessa medaglia.



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