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Reggio Calabria – Fi: “I falsi miti: morto Polluce rimane Castore… fino a quando?”

La gestione della società Castore da parte del Comune è un fulgido esempio della dis-amministrazione falcomatiana della Cosa Pubblica, che dopo oltre quattro anni non riesce a dare un assetto alla Società e non riesce neanche ad individuare una guida per la Polizia Municipale.

 

Il Sindaco, ancora per poco, Falcomatà ha disatteso tutte le sue promesse, che il tempo ha rivelato essere solo falsi miti, millantando invece meriti su opere fatte da altri. E’ quanto si legge in una nota diffusa dal  gruppo Forza Italia in seno al Consiglio Comunale di Reggio Calabria.

E così anche l’annuncio risalente al mese di giugno 2018 riguardante l’immediato inizio delle attività contrattuali della società Castore tuona come una grossa presa in giro.

Era il 20 giugno 2018 che Falcomatà affermava: L’estate di Castore: buone notizie sul fronte dei servizi e sul piano occupazionale per il Comune di Reggio Calabria.

 Un annuncio assimilabile ad una bestemmia nei confronti della cittadinanza reggina.

L’estate è passata e nonostante l’autunno inoltrato nulla è cambiato: i servizi non sono erogati da Castore; i vincitori del bando non sono stati assunti.

La fragilità di quelle parole, in realtà, è stata da subito rivelata mediante la forte contestazione da parte dell’ex Amministratore Abenavoli, reodi aver chiesto a Falcomatà meramente l’applicazione del Piano Industriale e dei contratti riguardanti i servizi che Castore dovrebbe erogare alla Città.

Ricordiamo che la società dal 2015 sino ad ora ha portato avanti le azioni burocratiche necessarie per l’avvio dell’attività della società, mentre l’unico socio, il Comune, continua a disattendere il suo più importante impegno: garantire le risorse individuate nel piano industriale e nei contratti di servizio.

I contratti di servizio che sono sottoscritti sia dal Comune sia dalla Società, debitamente registrati, parlano di una gestione plurima dei servizi per circa 8 milioni di euro, necessari per la conduzione dei servizi e quindi per i lavoratori, vincitori di concorso, che pazientemente e con grande onore  attendono di poter iniziare a lavorare.

Ad oggi il Comune sarebbe disposto a mettere sulla bilancia solo qualche spicciolo per il 2018 e un milione e mezzo di euro per il 2019 e 2020, il che equivale a dire la mancata partenza dei servizi a regime e la mancata assunzione del personale.

Le 177 unità previste sono fondamentali per il buon funzionamento della Società e hanno un peso specifico in termini di costo.

Con un milione e 500 mila euro posti in bilancio della società non si potranno assumeranno i 177 dipendenti, coloro che saranno assunti quali servizi dovrebbero svolgere? E in che modo potranno essere svolti soprattutto questi servizi?

Parliamo con serietà o Castore, è solo un falso mito, e si rivela quindi come un giocattolino da campagna elettorale, uno specchietto per le allodole che Falcomatà vuole utilizzare sulla pelle dei dipendenti e dei servizi resi alla Città?

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