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Reggio Calabria – Cosimo Papandrea fa impazzire il lungomare Falcomatà

Cosimo Papandrea fa impazzire Reggio Calabria. Il noto artista ha chiuso ieri sera “San Martino Fest”, primo festival del vino che, per tre giorni, sul lungomare Falcomatà, nel piazzale della stazione lido, ha presentato le migliori cantine reggine proponendo alla comunità degustazione di prodotti tipici calabresi uniti a grandi eventi di spettacolo.

E Cosimo è riuscito a stregare con la sua musica un pubblico eterogeneo iniziando un viaggio tra il suo vasto repertorio che apre con “Tarantella i stu paisi”, “Ninella”, “Citula” e “Pizzicarella”.
Ben 22 brani in scaletta, sapientemente arrangiati, riscaldano l’atmosfera di festa creata dal cantante calabrese di musica folk che ha trascinato giovani e non, in un vortice di note, tradizione e racconti.
Papandrea ha rispolverato la sua “storia” scandita da brani che impongono a guardarsi dentro e ad apprezzare tutto quello che il Creatore ci ha riservato: il mare, il cielo e la natura intera piena di affascinante bellezza.
Il pubblico lo segue in ogni brano, canta, balla e si lascia trasportare da quelle canzoni d’amore che Cosimo ripropone presentando il sentimento in tutte le sue sfaccettature, per la donna, per i figli, per la nostra terra.
E quello che colpisce è il “fiume” umano riversato sul lungomare accorso per dare un abbraccio calorosissimo ad un grande artista che non ha mai dimenticato la sua terra.
Sul palco, spicca un Cosimo Papandrea classico ma anche rinnovato ed in piena forma, un Cosimo che ha ancora tanto da dire e donare alla sua Calabria. Con la sua incredibile “verve” artistica e personale ben inserita nei suoi testi, Cosimo è riuscito negli anni a rafforzare il legame con il suo territorio ma soprattutto, è riuscito a lanciare nel panorama musicale nazionale ed internazionale, la tanto bistrattata musica popolare calabrese.
Una vera forza della natura che sfocia in un finale travolgente scandito dalle note di “Signoruzzu”, “Occhi Ji di mari”, “Stilla Chjiara” e “Tarantella” ballata a coppie alterne da giovani e adulti, segno di un “miracolo” che porta il nome di Papandrea.

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