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Reggio Calabria – Alunni rom devono rispettare orari scuola. Interviene il Garante

“Quanto accaduto in un istituto comprensivo della zona Sud della città è estremamente grave e impone una seria e attenta riflessione circa i profili di responsabilità che investono il delicato e complesso ruolo del dirigente scolastico”.
E’ quanto afferma il Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Reggio Calabria, Giovanna Campolo, in relazione all’episodio che ha visto protagonista una scuola reggina in cui, attraverso apposita circolare, sono stati richiamati gli alunni Rom al rispetto degli orari di ingresso e uscita.
“Va detto chiaramente e senza mezzi termini – prosegue Campolo che sulla questione ha avviato da subito un confronto operativo con il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale – che i contenuti di quel documento appaiono del tutto inaccettabili. Lo sono tanto più in un momento storico come quello attuale che vede la nostra società attraversata brutalmente da spinte xenofobe, individualismo e tentativi di mettere in discussione la cultura stessa dell’accoglienza e della solidarietà, anche nei confronti dei più piccoli. In un contesto simile – sottolinea il Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di Reggio Calabria – è dunque quanto mai opportuno, specie da parte di chi ricopre incarichi di rilevante responsabilità, prestare grande attenzione alle parole che si utilizzano, tanto nelle comunicazioni formali quanto nella comune interlocuzione di ogni giorno fra scuola, famiglie e bambini. Sono convinta che l’intento del dirigente non fosse caratterizzato da alcun motivo di carattere razziale. Tuttavia, ritengo che la scuola, quale principale agenzia educativa e luogo di formazione per eccellenza, debba farsi carico della diffusione della cultura e dei concetti di globalità e, nel contempo, promuovere e sostenere in un’ottica interdisciplinare i processi di integrazione delle diversità. In questo ambito rientra a pieno titolo la cultura dei cittadini appartenenti alla comunità Rom che non può e non deve essere trattata con norme o disposizioni che ne accentuino le differenze e le chiusure. Come Garante, dunque, avverto la necessità di stigmatizzare fortemente questo brutto episodio, che mi auguro possa essere presto chiarito, al fine di rilanciare e rafforzare l’azione che a livello comunale e regionale è stata posta in essere a tutela dei minori e a favore della pacifica convivenza sul territorio. In questa direzione – conclude Campolo – intendo avviare, con spirito costruttivo e in stretta sinergia con le istituzioni, gli organismi competenti e tutti gli interlocutori direttamente interessati, un’azione di verifica e analisi dei piani educativi e assistenziali esistenti nel nostro territorio, con l’obiettivo di individuare e superare problematiche e criticità ancora presenti e supportare al meglio le istituzioni scolastiche nel loro gravoso compito formativo”.

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