Home / Primo piano / Don Davide Banzato: “Nel mondo c’è un bisogno di amare ed essere amato che grida”
Don Davide Banzato

Don Davide Banzato: “Nel mondo c’è un bisogno di amare ed essere amato che grida”

di Grazia Candido – Il suo è stato un lungo cammino verso la fede, un vero combattimento spirituale, un cammino che persegue ancora ed è pieno di impegni, viaggi, progetti e soprattutto, opere della comunità “Nuovi Orizzonti” in cui vive. Le parole di Don Davide Banzato, sacerdote padovano attivo nel sociale, ti segnano e allo stesso tempo, ti insegnano che, in questa vita, nulla è scontato e che “tutto concorre al bene per coloro che amano Dio”.

Don Davide, avvertiamo la necessità di essere amati ed amare e con la comunità Nuovi Orizzonti, è riuscito in questi anni a diffondere tantissimo amore con progetti che fronteggiano il disagio sociale.
“Quest’anno Nuovi Orizzonti entra nel suo 25° anno ed effettivamente, è incredibile quanto è avvenuto in così poco tempo. Quando Chiara Amirante, la nostra fondatrice, ha iniziato negli anni ’90 ad andare nelle zone calde di Roma, in particolare alla Stazione Termini di allora, neppure lei avrebbe potuto immaginare che sarebbero nati 216 centri di accoglienza, formazione ed orientamento, 5 Cittadelle Cielo e 1004 equipe di servizio impegnate in tanti diversi fronti: dalla prevenzione nelle scuole alla formazione professionale, dallo spettacolo e animazione all’impegno nei media e new media, dal recupero di diverse tipologie di disagio ad ampio raggio, in particolare verso i giovani, all’impegno nell’editoria e cultura, dai progetti umanitari di cooperazione internazionale al carcere, agli ospedali, alle zone di povertà in Italia e all’Estero. Chiara Amirante ha iniziato in strada ma da subito Nuovi Orizzonti ha iniziato ad andare nelle scuole e a vivere missioni rivolte verso i giovani dove gli stessi ragazzi recuperati hanno voluto impegnarsi per strappare tanti che vivono i loro stessi inferni. In tanti anni, abbiamo incontrato persone di tutte le culture e di diversi livelli sociali. Le problematiche sono le più varie: dalla tossicodipendenza all’alcolismo, dalla ludopatia a giovani dipendenti dai social ed internet, da chi vive di espedienti al manager affermato che si sente solo e fallito, da ragazze vittime della prostituzione-schiavitù a chi è dipendente dal sesso usa e getta, dall’anoressia alla bulimia. Ma al di là di quale sia la punta dell’iceberg di ciascuno e dal livello sociale e culturale, per tutti c’è una costante comune: un bisogno di amare ed essere amato che grida! Le ferite principali sono in ambito affettivo. Per questo Chiara Amirante ha ideato un percorso pedagogico riabilitativo chiamato “Arte di amare”: un corso di conoscenza di sé e guarigione del cuore”.
Pur essendo un sacerdote giovane ha visto e, quotidianamente, si relaziona con il mondo, con i suoi problemi, con i ragazzi, con le varie dipendenze. Da cosa è più difficile uscire e cosa dice a chi le chiede aiuto per spronarlo a vivere intensamente questa vita?
“Le richieste di aiuto sono le più varie. Purtroppo, direi che un punto emergente è una grande sofferenza dovuta ad una solitudine fondamentale e ad un vuoto esistenziale. Il cuore del problema, lo ripeto, é proprio il bisogno di amare ed essere amati. Ognuno cerca di rispondere a questo bisogno in modo diverso ma spesso, lo si fa in modi o ambiti sbagliati ricevendo delle ferite che segnano nel profondo e per le quali si ricorre poi ad anestetici e a palliativi che mai potranno colmare il desiderio di infinito inscritto nel cuore di ogni uomo. Per quanto si dica che siamo in una società liquida e per quanto si affermi che si siano persi i valori importanti di riferimento, sono convinto esistano delle verità che non si possono cancellare dal cuore di ogni uomo. Non a caso i giovani scrivono sui muri: forever! Cercano e desiderano un “per sempre”! Ma temono di ricevere le stesse ferite che li hanno fatti soffrire. Il mondo delle dipendenze è cambiato molto. I giovani sono sicuramente più fragili, ma hanno grandi potenzialità se qualcuno crede in loro e li aiuta a scoprire i propri talenti e gli favorisce un ambiente vitale positivo. E’ quello che cerchiamo di fare sia nei progetti di prevenzione nelle scuole sia nei centri di ascolto o nelle attività di strada in cui li andiamo a cercare nei luoghi da loro abitati, tra cui anche i social, e soprattutto nelle comunità di accoglienza. I punti di forza credo fermamente siano i pilastri del programma ideato da Chiara Amirante: l’ascolto profondo e l’empatia, il non giudicarli ma l’accompagnarli e sostenerli in un cammino di verità e conoscenza di se stessi andando alle motivazioni profonde che guidano le proprie scelte, l’aiutarli a scoprire i propri talenti realizzando progetti concreti per iniziare a credere in un sogno più grande da realizzare investendo sul loro potenziale positivo, il cammino di guarigione del cuore e la scoperta di un modo di amare nuovo alla luce del Vangelo aprendosi alla spiritualità e al quid spirituale che ci rende unici ed irripetibili”.
Ha dichiarato che “il Vangelo le ha salvato la vita”. In che modo?
“Sono stato un giovane anch’io e per un certo tempo mi ero allontanato da Dio e, in particolare, dalla Chiesa. A Dio avevo detto: “D’ora in poi farò quello che voglio e il contrario di quello che mi hanno insegnato così capirò se esisti: se starò bene lo stesso significa che non ci sei e sono io il dio della mia vita!”. Non ho mai fatto cose troppo eccessive. Ma ho vissuto il “fai ciò che vuoi”. Sono stato sul filo del rasoio. Molti miei amici purtroppo, sono finiti male. A me ha salvato l’educazione ricevuta, un certo senso del limite ed anche la paura. In certe situazioni, ho davvero rischiato. E forse qualcuno può chiamarla fortuna, noi abbiamo imparato da Chiara a chiamarle “Dio-incidenze”. Così proprio una serie di dio-incidenze mi ha portato ad incontrare Nuovi Orizzonti che ha cambiato la mia vita. Proprio quando mi sentivo solo pur avendo tanti amici e vuoto pur avendo mille motivi per essere felice, ho incontrato questa realtà incredibile fatta di laici, famiglie e sacerdoti consacrati tutti agli ultimi e ai giovani in particolare. Mi hanno colpito i loro occhi luminosi e i loro sorrisi di gioia vera. E la cosa pazzesca è che l’avevano anche i ragazzi che venivano da storie incredibili di inferno. A Chiara Amirante chiesi il segreto di questa gioia e lei mi disse che l’avrei trovata nel vivere il Vangelo. Le risposi a tono dicendo che di suore, preti e rosari ne avevo avuto abbastanza e che il Vangelo non poteva essere la sua risposta. Lei fissandomi mi disse: “Hai sentito il vangelo, forse qualche volta lo hai ascoltato, ma sicuramente non l’hai mai vissuto perché il Vangelo non è un libro come gli altri da mettere sul comodino: nella misura in cui lo provi a vivere ti cambia la vita realizzando quelle promesse di gioia, pace e pienezza che racchiude!”. E’ così è stato. Ho seguito il suo consiglio e provando a vivere il Vangelo ogni giorno la mia vita è cambiata subito. Ogni giorno, meditiamo il Vangelo in comunità e Chiara condivide una Parola di Luce nella sua pagina Facebook con un impegno concreto per quel giorno da vivere e da verificare la sera prima di addormentarsi. Questo semplice esercizio che tutt’ora vivo da quel giorno non mi ha mai deluso”.
La comunità Nuovi Orizzonti è impegnata con importanti progetti. Ce ne vuole parlare.
“I progetti di quest’anno sono davvero tanti. Sono reduce da un tempo in Brasile dove da anni siamo a Fortaleza (7° città al mondo più violenta e una capitale del turismo sessuale minorile) e a Quixadà nel Sertao, zona tra le più povere. Là accogliamo bambini e ragazzi vittime di violenza e sfruttamento. Oggi, molti di loro sono uomini e donne rinate. Così come i “progetti cuore” sostengono 200 famiglie povere delle favelas in Brasile, 400 famiglie ed anziani in Bosnia Erzegovina, centinaia di famiglie povere italiane in diverse città. Progetti complessi perché in Bosnia Erzegovina ad esempio, portano molti tir ogni anno di aiuti umanitari e costruiscono i bagni per anziani del dopo guerra che vivono in condizioni disumane; oppure in Brasile ogni cesta basica alimentare viene consegnata solo alla famiglia che manda i bambini a scuola e che frequenta la formazione per gli adulti dando vita a gruppi di auto aiuto nelle favelas; in Italia, ci sono costanti visite domiciliari per situazioni davvero di estremo degrado che coinvolgono sempre più famiglie anche italiane. Poi, ci sono le comunità di accoglienza per tanti giovani con problemi di diverse dipendenze, il sostegno alle famiglie, i centri di ascolto, le missioni di strada e tanti progetti diversi. Ad esempio, proprio in questi giorni sono partiti due progetti: “Punta in alto” – finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – ci vede per un anno e mezzo in 10 regioni italiane raggiungendo 23 istituti per lavorare sulla prevenzione delle ludopatia, facendo formazione anche agli educatori e alle famiglie, sostenendo anche programmi specifici di sostegno familiare; il progetto “TERRA” coinvolgerà 35 partner, 18 istituti, 11 enti pubblici, 5000 adolescenti, 1750 famiglie, 9600 ore di formazione, 250 docenti in 6 regioni e 75 operatori del terzo settore. Questo progetto è finanziato dall’impresa sociale “Con i bambini” che cofinanzia anche un altro progetto sempre di 4 anni con la “Fondazione Affinita” per “Ciak si gira” formando giovani ai linguaggi audiovisivi, realizzando format televisivi e imparando in modo responsabile ad abitare la rete investendo su talenti e sogni dei ragazzi. Questi ultimi progetti accompagnano i ragazzi dalla prima alla quarta superiore con costanza e continuità e sono tutti progetti che si fanno in rete facendo squadra. Ormai, da 25 anni, siamo in prima linea grazie al volontariato e alle donazioni di tanti perché – a parte questi pochi progetti finanziati – il resto è sostenuto tutto dalle donazioni, dal servizio volontario e dal 5×1000. Fino al 10 novembre, sarà possibile sostenere Nuovi Orizzonti con un sms da cellulare o una telefonata da fisso al 45586 per poter dire insieme con noi #abbiamovistovitecambiare e contemplare ancora il miracolo di tante vite rinate!”.

Leggi qui!

Reggio Calabria – Tutto pronto per il Salone dell’Orientamento

E’ tutto pronto per la Tredicesima edizione del Salone dell’Orientamento,il20, 21 e 22 Novembre al …