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Decennale Università Dante Alighieri

Berlingò: “Stranieri non una minaccia, occasione di crescita culturale ed economica”

di Grazia Candido – Salvatore Berlingò, rettore dell’Università per gli stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, ha una certezza sulla quale puntare: “Reggio Calabria è il terreno fertile per l’interculturalità e su questa direzione ha scommesso l’Università”.

Magnifico Rettore, possiamo definire la “Dante Alighieri” un’Eccellenza della città?
“Credo proprio di sì. Reggio Calabria è l’unica Città metropolitana che ha due Università di cui una per Stranieri e dobbiamo recuperare la memoria della sua identità che ha sempre registrato, accolto, arricchito un susseguirsi di culture e civiltà nel suo territorio. Sin da quando l’Università è stata istituita, abbiamo cercato di interpretare questa vocazione del territorio per l’interculturalità e ci stiamo riuscendo perché il trend delle iscrizioni è stato sempre positivo. Già dall’anno scorso e, soprattutto quest’anno, registriamo una percentuale di iscritti stranieri ai corsi di laurea superiore a quella di Perugia ed equivalente a quella di Siena. Abbiamo oltre il migliaio di studenti stranieri che vengono ad imparare la lingua italiana, relazioniamo con i calabresi all’Estero creando un connubio di seconda e terza generazione e avvertiamo il desiderio di recuperare questa loro identità culturale. Quindi, mi pare che stiamo facendo il nostro dovere, rappresentiamo una punta d’eccellenza e siamo un’Università per Stranieri unica per tutto il Meridione d’Italia”.
In questi anni, lei ha realizzato tante iniziative per far sentire a “casa” i suoi studenti e, soprattutto, parte integrante di un sistema universitario che non ha nulla da invidiare alle altre realtà?
“Noi abbiamo anticipato quelle che erano le aspettative delle nuove generazioni reggine e calabresi che, purtroppo, sino a qualche tempo fa, sono state tentate di lasciare il nostro territorio per andare ad iscriversi presso altre università del centro nord. Ma, da quest’anno, fortunatamente, stiamo registrando un’inversione di tendenza. Una recente indagine fatta dal Ministero, rivela che gli studenti emigrano non perché trovano università maggiormente eccellenti rispetto alle nostre, ma università che soddisfano il loro diritto allo studio, che danno loro possibilità di eventi culturali, di rapporti con altre culture e che offrono una possibilità lavorativa migliore rispetto a quella che offriamo noi. Però, rispetto a queste tre esigenze, la nostra Università ha fatto sì che gli stranieri si iscrivano tutti gratuitamente ai nostri corsi di laurea, soddisfiamo con i corsi di lingua e cultura italiana l’esigenza del diritto allo studio degli stranieri ma anche degli italiani perché pur essendo un’Università non statale, abbiamo le rette previste con degli scaglioni per reddito e, da quest’anno, consentiamo una rateizzazione del pagamento delle tasse. Per quanto riguarda gli eventi culturali riusciamo ad organizzarli anche noi e per gli sbocchi lavorativi i nostri laureati trovano un’agevole sistemazione. Queste sono state le tre chiavi del successo che sino ad ora, abbiamo conseguito e speriamo di continuare a mantenere”.
Dal 2 al 5 di Ottobre si è svolta presso l’Università “Dante Alighieri” l’”Open Week”. Come è andata?
“Molto bene, abbiamo avuto centinaia di studenti iscritti alle ultime classi degli istituti scolastici della nostra città con i quali già abbiamo degli ottimi rapporti per quanto riguarda sia iniziative di orientamento sia iniziative di alternanza scuola-lavoro. E’ stato un successo perché gli studenti sono intervenuti in massa e hanno potuto seguire le lezioni da uditori ed interloquire con questo ambiente fatto dalla presenza di tante culture, lingue visto che abbiamo studenti che vengono da oltre 60 Paesi diversi di tutto il mondo. Un’ottima occasione per presentare e far conoscere meglio la nostra città e la nostra realtà”.
Siete pronti con un nuovo anno accademico, cosa c’è in cantiere?
“L’anno accademico fa registrare l’apertura di un nuovo corso di laurea a titolo congiunto con l’Università di Messina per docenti di “Lingua e Cultura italiana per stranieri”, un tipo di professionalità nuova, necessaria visto che nelle nostre scuole, sta sempre più aumentando il numero di studenti stranieri, quindi, occorre preparare dei docenti che sappiano rapportarsi con queste nuove presenze. In più, abbiamo inaugurato il secondo ciclo di un dottorato internazionale in Global studies, un’esperienza innovativa e direi, anche questa unica in tutto il Meridione d’Italia; continuiamo ad offrire corsi di aggiornamento e perfezionamento sempre più mirati senza dimenticare la nostra vocazione originaria che è quella di preparare sia gli italiani che gli stranieri al reciproco arricchimento, considerato che gli stranieri residenti in Calabria, vanno sempre più aumentando. Il problema che il “modello Riace” pone, è di programmare un’integrazione sempre più inclusiva da parte degli stranieri nel nostro territorio perché non siano visti come una minaccia ma come un’occasione di crescita reciproca sia in termini culturali che economici”.

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