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Reggio Calabria – L’appello di Via Montevergine Petti al Sindaco Falcomatà

Egregio Sindaco,

in questo momento occorre scrivere una nuova pagina nella storia della nostra città. Insieme alla sacrosanta fase progettuale che dia  sviluppo alla città, serve occuparsi anche e soprattutto dei problemi quotidiani per migliorare ogni giorno la qualità della vita dei nostri concittadini.

Oggi più che mai bisogna recuperare il tempo perduto e riappropriarsi del futuro con scelte politiche precise  che restituiscano alle esigenze dei cittadini, indipendentemente dal loro numero e dalla loro residenza, un ruolo centrale. Segnalare le criticità, sollecitare chi di competenza ad intervenire, fare proposte costruttive per salvaguardare e migliorare il territorio sono il fondamento dell’agire politico.

Infatti, il decoro urbano, la sicurezza dei cittadini, la cura e l’ascolto del territorio e delle sue esigenze sono elementi imprescindibili per ogni progetto di rilancio sotto ogni profilo della città.

A questo proposito, Le evidenzio il gravissimo rischio per l’incolumità pubblica rappresentato dal tratto della via Montevergine Petti che costeggia la carreggiata del “Raccordo Autostradale 4” che collega l’autostrada A2 alla Strada Statale 106 Jonica, procedendo in direzione Sud-Nord.

Più nello specifico, i parapetti di sicurezza di Via Montervergine Petti, visibilmente usurati a causa del tempo e della  mancanza di manutenzione, si trovano in uno stato precario, non rispondendo più in misura adeguata ai necessari requisiti di sicurezza. Così, i parapetti costituiscono un serio pericolo non solo per chi transita sulla via Montevergine perché, toccando incidentalmente il parapetto, lo farebbe precipitare sulla sottostante corsia autostradale, ma non è azzardato neanche pensare ad un crollo in modo autonomo, dal momento che il cemento non ha più nessuna, e ripeto nessuna, aderenza al terreno. La situazione si complica quando piove perché le acque meteorologiche, causa la mancanza delle cunette di raccolta, si riversano sulla sottostante carreggiata autostradale con serio pericolo per chi transita e concludono la loro corsa, raggiungendo  l’imbocco dell’autostrada A2, dove non possono defluire a causa di una griglia di raccolta ostruita da anni.

Per completare il quadro, la via Montevergine Petti allo stato attuale è, di fatto, quasi inutilizzabile, non solo perché è stata trasformata in discarica ma anche per il fatto che  la sede stradale è divenuta impraticabile per la presenza di buche e avvallamenti.

Negli anni scorsi, più precisamente nel 2016, avevo sollecitato l’Anas ad intervenire e la stessa società autostradale aveva messo in evidenza, con nota inviata anche a Lei per conoscenza, che la via Montevergine Petti “risulta trasferita dalla Provincia al Comune di Reggio Calabria….la cui manutenzione ricade in carico all’amministrazione comunale”.

Inoltre, vorrei ricordare che, nel 2008, era stato redatto un progetto, con la realizzazione delle opere primarie, per l’allargamento del primo tratto della via Montevergine Petti, partendo dalla Via Enotria fino al cavalcavia dell’autostrada, rendendo così più sicuro il transito lungo questa strada che, pur essendo scarsamente visibile, è molto usata per dirigersi rapidamente da Santa Caterina a San Brunello.

Nell’attesa che questo progetto per l’allargamento prenda corpo, chiedo il Suo autorevole intervento per la messa in sicurezza di questo tratto di strada con sistemazione dei parapetti in cemento o altro materiale per dare piena sicurezza di transito sia su tale via sia sulle carreggiate autostradali.

Allo stesso tempo, se questo intervento al momento non fosse attuabile, Le chiedo di valutare la chiusura della stessa via Montevergine Petti, poiché i parapetti posso causare in caso di caduta accidentale di materiale cementizio o ferro danni irreparabili a persone e cose.

Giuseppe Pinto 

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