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Reggio Calabria – Atto d’amore e musica di Mariangela D’Abbraccio a CatonaTeatro

di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Un minuto di silenzio per ricordare le vittime di Genova e avvicinare i cuori di Reggio Calabria al dolore di quelle famiglie che hanno perso i loro cari in quel maledetto crollo del ponte Morandi. Mariangela D’Abbraccio sceglie di aprire così il suo spettacolo “Napule è ….n’ata storia”, un omaggio a due grandi maestri napoletani, Eduardo De Filippo e Pino Daniele.

Uno straordinario “collage” di 24 canzoni in repertorio di Pino eseguite magistralmente dall’attrice, cantante, artista con il volto mutevole per ogni personaggio interpretato che, insieme alla band Musica Da Ripostiglio, ha portato in scena ieri sera a CatonaTeatro un vero atto d’amore e di musica ricreando un “dialogo immaginario tra giganti” del ‘900 napoletano. Il punto di forza di questo spettacolo che vanta la regia di Consuelo Barilari, è la magia dell’atto generativo della rappresentazione dove grande musica e teatro si fondono.
E la protagonista è lei, Mariangela D’Abbraccio che riporta sul palco, insieme, “due grandi artisti che si sono amati, si sono nutriti l’uno dell’altro e ci hanno lasciato un patrimonio meraviglioso. Per un artista avere in mano questi lavori, è un regalo grandissimo che ci permette di restare nei loro pensieri, nelle loro emozioni. Insomma, è un privilegio”.
Pur essendo “un doppio salto mortale” interpretare due mostri sacri come Pino Daniele ed Eduardo de Filippo, la D’Abbraccio con la voce e il corpo, racconta quella Napoli tanto amata, bella, forte e piena di ferite denunciate dagli artisti nelle loro opere. In un linguaggio metacognitivo, i grandi Maestri sono evocati in un dialogo con una tessitura drammaturgica emozionale dove ogni canzone s’intreccia con una poesia, un monologo, un frammento del teatro.
Lo spettacolo ha una cesura: la prima parte è dedicata a dipingere una Napoli grigia, triste e affamata che in qualsiasi modo tenta di farcela perché non ha altra scelta. Nella seconda, al contrario, si traccia il lato più spensierato ed emerge la solarità di una terra tra tarantelle e canzonette.
La magnetica D’Abbraccio, che nel canto mostra buona padronanza vocale e nella recitazione un controllo vigile di gestione della parte, coinvolge il pubblico che partecipa a quel rincorrersi e all’alternarsi continuo di prosa e canzoni.
“Lazzari felici”, “Chi tene o mare”, “A me me piace o’ blues”, “Donna Cuncetta”, “Anna verrà”, sono solo alcune delle perle di Pino che hanno scritto la storia, che hanno avuto la capacità di anticipare e mostrarci prima un punto di vista che ignoravamo.
“Queste canzoni come anche i testi di Eduardo – conclude Alessandra – hanno racchiuso un mondo, come “Napul’è” o nella frase “Adda passà ‘a nuttata”. Sono pezzi che hanno già quarant’anni ma non hanno tempo, sembrano scritti oggi e rappresentano il futuro. E poi, hanno un grande merito: arrivano a tutti con estrema semplicità. Come erano Pino ed Eduardo”.


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