Home / Primo piano / Salvini: “‘Ndranghetisti e scafisti sono la stessa cosa. La guerra è aperta”
Salvini a Palmi

Salvini: “‘Ndranghetisti e scafisti sono la stessa cosa. La guerra è aperta”

di Grazia Candido – “A Reggio come a Milano, dico che la mafia fa schifo e dove c’è puzza di mafia non ci siamo noi. ‘Ndranghetisti e scafisti sono la stessa cosa. Voglio sequestrare a questa gentaglia sino all’ultimo centesimo di euro, non è giusto identificare il popolo calabrese con la malavita. Bisogna dare un futuro a questi ragazzi e ragazze e se c’è lavoro la mafia perde, se non c’è la mafia campa”.

Il ministro Matteo Salvini oggi in visita a Reggio Calabria avverte che “è iniziata un’intensa guerra contro la criminalità organizzata non solo in Calabria ma in tutta Italia perché la ‘ndrangheta è una merda, un cancro, che si è allargato in tutto il Paese” e postilla: “per gli scafisti la pacchia in Italia è finita. Nelle acque libiche intervengano i libici. Sicurezza per gli italiani”.
Non schiva nessuna domanda dei giornalisti che lo incalzano ripetutamente, ma il Ministro dell’Interno durante la visita di un immobile a Palmi confiscato alla cosca Gallico dove sorgerà un commissariato di Polizia e alla tendopoli di San Ferdinando non si fa alcun problema, risponde seccamente a tutti e puntualizza: “Possono minacciarmi, ma io non mi fermo”.
“Grazie all’intervento deciso mio e del governo le navi delle ONG sono finalmente lontane dagli scafisti – precisa Salvini – Ora sto lavorando perché anche le altre navi, private o militari, non aiutino i trafficanti di esseri umani a guadagnare altri soldi. Meno partenze significa meno morti in mare. Mi dedicherò alle navi private, ai mercantili, alle navi delle missioni internazionali e a quelle militari italiane. Io sono testone e continuerò a combattere questa situazione e la criminalità organizzata fino a che non avremo portato via anche le mutande a questa gente”.
Per quanto riguarda i migranti trasbordati da un rimorchiatore su nave Diciotti il ministro dell’Interno ha ribadito che si sta “ragionando. Se qualcuno ha fatto qualcosa che va contro la legge, appena sbarca in Italia, finisce in galera e non in un centro di accoglienza”.
Poi una dovuta precisazione: “Chiunque accosti il mio nome e la Lega alla mafia finisce davanti al giudice. Se c’è un reato lo dimostri, se c’è il si dice, il fare, il si narra siamo in uno Stato di diritto, sul si dice pare si narra non si fonda un Paese civile”.
E prima di continuare il suo lungo giro Matteo Salvini ci tiene a puntualizzare che “il posto giusto per gli ergastolani è la galera non sono appartamenti che, invece, vanno restituiti alla collettività. Qua occorrono soldi e in alcuni mesi di lavoro questo (si riferisce all’edificio confiscato alla cosca dei Gallico dove ancora vive Lucia Morgante, di 92 anni, condannata all’ergastolo per omicidio) diventerà un presidio di sicurezza, un Commissariato della Polizia di Stato. Non è possibile che i cittadini italiani spendano migliaia di euro per permettere a delinquenti e ad ergastolani di venire ad incontrare la mamma altrettanto delinquente e altrettanto ergastolana. Però ripeto, è iniziata una guerra senza quartiere non solo in Calabria ma in tutta Italia. Stiamo valutando di organizzare il classico Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che il ministro tiene a ferragosto in Calabria. Auguro lunga vita a tutti ma chi ha ammazzato deve stare in galera”.

Leggi qui!

Reggio Calabria – Tentata estorsione continuata arresti domiciliari per Cucinotta

Questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno dato esecuzione dell’ordinanza di applicazione di …