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Omicidio a Seminara: i legami della vittima con la criminalità

Giuseppe Fabio Gioffrè aveva precedenti per armi e furto di bestiame. Il bimbo di dieci anni rimasto ferito nell’agguato che ha ucciso il trentanovenne aveva solo la colpa di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Nicolay ha la passione per la campagna e la natura, per questo accompagnava Gioffrè quando si recava sul luogo di lavoro. 

Non si sono fermati neanche davanti alla sua presenza le due persone che, armate di lupara, hanno messo la parola fine alla vita di Gioffrè.
Prima o dopo l’uccisione, maturata mentre l’uomo stava dando mangiando ai maiali, gli assalitori hanno dato fuoco al casolare dell’uomo. Un rogo per il quale l’impegno dei Vigili del Fuoco è stat omassimo.
Il padre di Gioffrè era Vincenzo, detto ‘Cecé Siberia‘ coinvolto nell’operazione Artemisia contro le cosche di Seminara e che, nel 2003, aveeva visto finire la sua latitanza quando venne intercettato a far visita alla salma della madre appena morta.
Dopo qualche anno di reclusione ha rischiato di morire in un agguato che gli venne teso nel 2018.
Gioffrè era anche il nipote di Rocco Fabio Gioffrè, condannato nell’operazione Topa.  Avrebbe partecipato ad un incontro avvenuto a Polsi, subito dopo la strage di Duisburg,  e che avrebbe portato ad un armistizio tra le famiglie di San Luca.

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