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Reggio Calabria, premio Cosmos: studenti reggini protagonisti

«Diffondere la cultura scientifica tra i giovani e offrire un contributo per orientarli rispetto alle informazioni che circolano sul web».
Così Gianfranco Bertone, ieri pomeriggio a Palazzo Alvaro ospite del Sindaco Giuseppe Falcomatà, nel presentare il Premio internazionale Cosmos che avrà luogo ogni anno in città il giorno del solstizio d’estate.
Reggino, fisico teorico all’Università di Amsterdam, Bertone è l’ideatore del riconoscimento che premierà la migliore opera scientifica in lingua italiana, pubblicata nei dodici mesi precedenti il 21 giugno.
«Coinvolgere gli studenti per un ritorno concreto sul territorio», dunque, per Bertone, «con la possibilità di confrontarsi con il mondo della ricerca contemporanea».
Ispirato al noto premio Goncourt per la prosa in francese, il Cosmos prevede due momenti: uno più tecnico affidato a una giuria di esperti, l’altro aperto alle scuole superiori per avvicinare gli studenti alle scienze.
A Carmelo Evoli, ricercatore del Gran Sasso Science Institute de L’Aquila, redattore del regolamento, il compito di illustrarne le caratteristiche e modalità di partecipazione.
Gli studenti, chiamati a valutare i testi scientifici, riceveranno un abbonamento annuale alla rivista “Le scienze” e vedranno le loro recensioni pubblicate su Repubblica.it.
Ma nell’incontro moderato da vice direttore del quotidiano nazionale, Giuseppe Smorto, c’è stata anche l’occasione per ascoltare le parole di Gaela Bernini della Fondazione Bracco.
«Non potevamo non sposare il progetto – ha spiegato- anche per l’interesse che la Fondazione investe nella promozione delle scienze tra i giovani. Attenti da sempre sul piano della formazione – ha aggiunto- incentiviamo la ricerca tra gli studenti, con borse di studio, tutoraggio e alternanza scuola – lavoro finalizzata allo sviluppo di competenze in laboratorio».
Società Astronomica Italiana e Planetario Pytahgoras Città metropolitana di Reggio Calabria in prima linea per il supporto al premio.
Flavio Fusi Pecci, della SAIt, ha ricordato il ruolo della struttura di Via Margherita Hack nella preparazione degli studenti Olimpiadi di Astronomia e il ruolo dell’ente diretto da Angela Misiano nella divulgazione della disciplina nelle scuole e sul territorio.
Tra il pubblico anche Lucia Votano, direttore dei laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Ifn e membro della giuria (presieduta da Bertone) assieme ad Amedeo Balbi, Roberto Battiston, Maria Luisa Chiofalo, Andrea Ferrara, Piergiorgio Odifreddi, Carlo Rovelli, Sandra Savaglio, Ginevra Trinchieri, Pierluigi Veltri e Paolo Zellini.
All’incontro è seguita la conferenza del direttore del dipartimento di Fisica Teorica del Cern di Ginevra, Gian Francesco Giudice, dal tema “Alla scoperta dei buchi neri”.

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