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Reggio Calabria – I sindacati aderiscono al “Comitato Diritti Psichiatria”

Per esaminare l’esito delle azioni poste in essere dal Comitato relativamente alla gestione della salute mentale  nell’ASP 5 si è riunito il Comitato Diritti Psichiatria. I soggetti costituenti il Comitato – tra cui “Libera Regionale” , “Caritas”, “UNASAM”, “Insieme per la Disabilità”, “FISH” “Mo.V.I.”, “ARCI”, “Centro Comunitario Agape” – consapevoli dell’importanza del momento, della necessità di imprimere al più presto una svolta alla gestione della psichiatria nel territorio,  nonchè del  ruolo di primo piano che compete in merito alle organizzazioni  Sindacali, avevano richiesto a USB, UIL, CISL e CGIL l’adesione allo stesso Comitato. Le organizzazioni hanno puntualmente confermato l’adesione, condividendo ogni  valutazione in merito all’insufficienza  e inadeguatezza dei  livelli di assistenza per la tutela della salute mentale.

Durante l’incontro dello scorso sabato, ci si è soffermati sulle attività e sulle iniziative promosse dal Comitato, approfondendo gli esiti degli incontri del “Tavolo Tecnico” la cui istituzione è stata richiesta a Sua eccellenza il Prefetto di Reggio Calabria.  Si è dato atto dell’impegno del Signor Prefetto Michele Di Bari ad accogliere le richieste del Comitato, ed in particolare è stata valutata positivamente la delibera dello scorso venerdì, ridisegnata alla luce del nuovo DCA 166/2017  dall’Asp di Reggio Calabria, che approva la riorganizzazione della Rete Territoriale, necessaria per una seria programmazione dei servizi sul territorio. La delibera finalmente getta le basi per risolvere la ultra ventennale questione delle strutture residenziale psichiatriche, che ora potranno accreditarsi secondo i requisiti di qualità richiesti. Tutto ciò – è stato ribadito nel corso della riunione del Comitato –  le questione sono ancora aperte, riguardano oggi, la presa in cura e l’organizzazione dei servizi, la partecipazione e il consenso da parte di chi utilizza i servizi di salute mentale, il pieno rispetto dei diritti umani e di cittadinanza al miglioramento della qualità della vita, attraverso il riconoscimento dei diritti fondamentale quali l’abitare, le ralazioni sociali e affettive. Strumenti di fondamentale importanza per creare un clima di inclusione sociale e abbattimento dello stingma assolutamente ignorato da chi l’avrebbe dovuto garantire su incidazioni dell’ONU e Consiglio d’Europa O.M.S.

I sindacalisti presenti all’incontro (Gregorio Pititto, per la CGIL,  Nuccio Azzarà per la UIL, e la delegata della CISL), così come i rappresentanti delle associazioni aderenti, hanno posto  in evidenza la necessità di ripristinare criteri di legalità e di giustizia in un contesto in cui interessi di varia natura hanno trovato terreno fertile per svilupparsi. E’ stata anche ribadita la necessità di  veicolare le informazioni  ai cittadini  attraverso forme di comunicazione efficace e continua, affinché nella città si acquisisca consapevolezza riguardo la gravità della situazione relativa al sistema sanitario ed in particolare ai servizi per la tutela della salute mentale.

Gli esponenti dell’organizzazione, concordi nell’esprimere la necessità di necessari e tempestivi segnali di cambiamento dei sistemi  sin qui adottati,  confidano nell’intervento   del Governatore della Calabria, che ha già dimostrato di voler attenzionare la problematica. Si richiedono  risposte concrete e definitive a brevissimo termine, necessarie per via della grave situazione esistente, così come dal Governatore medesimo assicurato in un recente incontro alle Associazioni dei familiari. Occorre che la Regione Calabria si impegni in questo importante percorso, reperendo le risorse necessarie per poter attivare tutti i servizi previsti dalla Rete.

Il  “Comitato Diritti Psichiatria”, consapevole di trovarsi a rappresentare  una parte molto importante della società civile e della realtà cittadina,  rinnova il proprio impegno a tutelare i diritti degli utenti e dei loro familiari, ed attiverà ogni intervento che dovesse risultare necessario ed utile a ripristinare criteri di gestione adeguata nel settore.

Occorre che ciascuno degli attori coinvolti ed interessati alla salute mentale, secondo le diverse responsabilità, si attivino per la costruzione di una società in cui non ci sia più spazio per quei contenitori del disagio nel quale vengono depositate alla meno peggio non soltanto le persone con disturbi mentali, ma anche altri soggetti emarginati che fanno fatica. E a 40 anni dalla legge 180 non è tollerabile che ancora esistano realtà che negano la dignità delle persone. La lotta che ha visto protagonisti molti che oggi fanno parte del Comitato per la chiusura del manicomio di Reggio e la creazione di servizi a misura d’uomo, va continuata e ripresa. Insieme, con costanza e determinazione, mettendo al centro i diritti degli ammalati.

 

 

 

 

 

 

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