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Accademia di Belle Arti di RC, terzo appuntamento del ciclo “Cultura e impresa”

Di Giuseppe Rosario Princi – Svoltosi questo pomeriggio, presso l’aula Magna “G.Marino” dell’Accademia di belle Arti di Reggio Calabria, il terzo appuntamento di incontri “Cultura e Impresa” con le eccellenze calabresi . Ospite di quest’ultimo appuntamento, per l’anno accademico 2017-2018, Florindo Rubbettino della “CEO Gruppo Rubbettino”, una delle rarissime case editrici italiane indipendenti.

Presenti al tavolo dei relatori la Direttrice dell’accademia la prof.ssa Maria Daniela Maisano, il vice direttore prof. Ghislain Mayaud, Florindo Rubbettino, Emilio S. Leo Creative Director gruppo Rubbettino e i docenti Bianca Pedace, Francesco Benedetti e Massimo Monorchio.

“Spero che la mia esperienza possa essere da sprone per gli studenti”. Esordisce così Florindo Rubbettino spiegando l’importanza di incontri di questo livello culturale. “Un occasione importante per discutere di cultura, che uno di quei punti da cui dipende l’economia, il futuro e il lavoro. L’accademia da questo punto di vista è un continuo laboratorio di idee di culture diverse e mi auguro che dalla mia esperienza  gli studenti possano capire che rimanere nella nostra terra per fare un’azienda non è impossibile”.

La direttrice, ai nostri microfoni ha spiegato il motivo per cui sono stati promossi questi incontri: “L’intento di questa accademia è quello di creare un ponte tra la formazione e il mondo del lavoro. Quindi riuscire a portare nel mondo accademico quello lavorativo, attraverso la testimonianza di chi dirige e amministra queste aziende abbiamo ritenuto che possa essere un momento di promozione lavorativa per i nostri studenti”.

Anche il vice direttore  Ghislain Mayaud, sottolinea l’importanza tra la cultura e l’impresa: “Tra arte e impresa il punto focale è la vita. Nel senso che sia l’artista e l’industriale hanno la voglia di lasciare un segno nella nostra società. D’altronde se una società non ha un “industria” di artisti e dei meccanismi dotati di cultura ci troveremo con una società morta. Per quanto riguarda la Calabria, credo che ci troviamo di fronte a delle eccellenze che sono molto superiori alla media italiana, ma rimangono isolate dall’humus delle città italiane e europee”.

In fine, sia la professoressa Pedace che il professore Monorchio evidenziano il fatto che questa terra non deve essere abbandonata ma “grazie all’esempio di queste eccellenze, gli studenti abbiano la voglia di non andarsene ma di restare per poter coltivare i propri sogni”.

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