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Intitolata piazza a Luigi Rende. Il fratello: “Seguite il suo esempio”

di Grazia Candido – “Ragazzi seguite l’esempio di mio fratello, vero simbolo di legalità. Non sottomettetevi mai a nessuna violenza, combattete contro ogni sopruso. Reggio sta lottando tantissimo ma tutti, insieme alle istituzioni, possiamo ridare dignità alla nostra città”.
Ha la voce rotta dall’emozione Sabatino Rende, fratello di Luigi, vigilante della Sicurtrasport ucciso in servizio l’uno agosto del 2007 durante una rapina al portavalori preso d’assalto da un commando presso l’ufficio postale di via Ecce Homo, nella zona sud della città, a pochi metri dallo stadio “Granillo”.
Luigi era un ragazzo di 31 anni, aveva tanti sogni e progetti da realizzare con la moglie Angela e la bimba di appena due anni, Sharon, ma quella tragica mattina, qualcuno scelse di mettere fine ad una giovane vita alla quale oggi il Comune dedica un piazzale adiacente all’ospedale Morelli.
“Luigi era un uomo che ha dimostrato senso di legalità e forte appartenenza alla squadra Stato portando avanti sino alla fine, valori condivisi – afferma il professore Giuseppe Cantarella presidente Commissione toponomastica del Comune – Dopo aver intitolato domenica scorsa una via al professore Crucitti, passato alla storia come chirurgo del Papa, non potevamo esimerci dall’intitolare un luogo al nostro Luigi, un paladino della giustizia”.
Ma Luigi era principalmente “una persona normale il cui ricordo è vivo e forte tra i parenti e gli amici – postilla il sindaco Giuseppe Falcomatá – Non possiamo permettere che in questa città l’esempio di Luigi sia demandato soltanto al ricordo di chi lo conosceva, il suo esempio deve trovare posto nella toponomastica cittadina in modo che anche chi non lo ha conosciuto, possa sapere chi era Luigi e cosa ha fatto per Reggio. Quest’area diventerà lo spiazzale del nuovo ospedale metropolitano reggino e con i programmi di riqualificazione che metteremo in atto, gli daremo la giusta dignità. Dando un nome a quest’area, daremo una anima al luogo ma, soprattutto, ci ricorderà quali sono gli esempi da seguire”.
Condivide il prefetto Michele Di Bari, al suo fianco c’è il questore Raffaele Grassi, che parla di “un giovane martire che ha lasciato nella sua famiglia un dolore incolmabile. Luigi è un eroe del nostro tempo e col suo gesto altruista ci ha inondato di legalità”.
La mamma Antonia, il papà Domenico, la piccola Sharon abbracciata alla mamma Angela e i fratelli di Luigi, Sabatino e Andrea (quest’ultimo entrato nella famiglia di Sicurtrasport) sono idealmente stretti dall’amore di una città che non vuole assolutamente dimenticare un suo figlio, “un ragazzo allegro, solare, altruista, con una forte abnegazione per il proprio lavoro”.
Lo ricorda così Giuseppe Milazzo responsabile della società di sicurezza e rivolgendo lo sguardo verso Sharon, con fierezza dice: “Piccola, ti ho preso in braccio quando avevi 2 anni e, oggi che sei grande, incontrerai tanta gente che non crede agli eroi perché no ne ha mai visto uno. Io invece ci credo, ho incontrato tuo padre, un vero eroe”.
Coloro che ci hanno lasciato non sono degli assenti, sono solo degli invisibili: tengono i loro occhi pieni di gloria puntati nei nostri pieni di lacrime. I visi dei presenti sono infatti bagnati da lacrime amare ma intrise di felicità per una riconoscenza che merita Luigi, merita la sua famiglia, sua moglie, la sua piccola Sharon alla quale hanno sottratto il suo dolce papà.
E a lei vanno tutte le attenzioni dello zio Sabatino, anche lui fiero uomo delle istituzioni, che guardando il cielo rassicura il fratello: “Luigi stai tranquillo, la bambina la sto crescendo bene io”.

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