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Villa San Giovanni, Tar rovescia decisione su nomina vicesindaco Richichi

Villa San Giovanni, Tar rovescia decisione su nomina vicesindaco Richichi

“In tutta questa vicenda non esistono vincitori e vinti. In questo tempo a perdere è stata Villa San Giovanni che non ha avuto un’amministrazione democraticamente eletta”.
Giovanni Siclari, all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha rovesciato la decisione del Tar circa la legittimità della nomina del vice sindaco Mariagrazia Richichi, ha incontrato la stampa per chiarire aspetti tecnici e morali di una vicenda giudiziaria incresciosa, che ha tenuto sotto scacco l’intera città.
“Siamo stati scelti dai villesi, eppure c’è chi non ha accettato democraticamente questo risultato e ha tentato di sovvertite in tutti i modi la volontà popolare – ha chiarito Siclari – fino a oggi ho evitato uscite pubbliche, rispettando la mia sospensione, ma adesso è arrivato il momento di fare dei chiarimenti anche perché posso già annunciare che a breve scadranno i termini della sospensione e, quindi, sarò pronto a rientrare. I cittadini hanno scelto una squadra spendibilissima, fatta di professionisti e gente onesta nella consapevolezza che avrei lasciato per qualche tempo il mio posto a Mariagrazia Richichi. Non abbiamo ingannato nessuno, anzi, prima di accettare la mia candidatura, ritenuta da tutti naturale per il mio percorso politico, ho chiesto diversi pareri legali che mi hanno rinfrancato, confermando la possibilità lecita di candidarmi, essere eletto ed eleggere a mia volta un vice che prendesse le redini, una volta notificata la sospensione da parte della Prefettura e così abbiamo fatto. Tutto seguendo la legge e l’iter consentito”.
Siclari ha ribadito ancora una volta come a non aver accettato il risultato delle urne “è stata un’opposizione che ha preferito adire le vie legali, mettendo Villa in mano a un commissario, piuttosto che svolgere il suo ruolo e collaborare con una maggioranza scelta e voluta dai cittadini e in grado di amministrare e dare risposte concrete alla città. C’è stata una campagna di lotta politica nei nostri confronti, prima dei 5 stelle e poi del Pd, per creare instabilità politica sul territorio. Hanno cercato di screditarci con l’obiettivo di far tornare al voto, non rispettando quella che era stata la volontà dei cittadini, mentre la gente voleva che amministrassimo. Noi abbiamo resistito contro questi mezzi non dignitosi né costruttivi. Non sono stato un presuntuoso a candidarmi, ma lo è stato chi ha fatto articoli e ricorsi. Fortunatamente il commissario Saladino ha svolto un ottimo lavoro e a lui va il mio ringraziamento. Personalmente, un particolare grazie lo devo anche a chi mi è stato da sempre vicino, ovvero, al senatore Nico D’Ascola, un uomo di altro profilo professionale e di indiscusso valore morale, così come all’onorevole Rosanna Scopelliti”.
Un iter tortuoso e complicato che ha portato tra i cittadini solo confusione e destabilizzazione e che adesso sembra essere finalmente arrivato alle battute finali, così come confermato dai legali che hanno seguito tutta la vicenda, Vincenzo Siclari e Walter Tripodo. In sintesi, tecnicamente, la sentenza del Consiglio di Stato n. 1328 del 5 marzo 2018, ha annullato la decisione del Tar- sez. di Reggio Calabria n. 862 del 2017, concernente, tra l’altro, l’annullamento dell’atto di nomina del vicesindaco di Villa San Giovanni, in seguito alla quale la Prefettura ha revocato il decreto con cui è stata disposta la nomina del Commissario prefettizio di Villa San Giovanni con i poteri di Sindaco e Giunta. In sostanza il Consiglio di Stato ha ravvisato un vizio procedurale che ha portato all’annullamento. Il Tar si è espresso utilizzando un procedimento speciale, che è quello elettorale, rispetto a quello ordinario. Questa scelta errata, come spiegato dai legali, ha condotto ad un’accelerazione dei tempi e, dunque, all’ingresso del commissario che molto probabilmente, con l’utilizzo del rito ordinario, non sarebbe mai stato inviato ad amministrare Villa.
“Si poteva certamente evitare un ulteriore commissariamento a Villa – ha concluso Siclari – ma questo non ci impedirà di tornare ad amministrare, subito con Maria Grazia Richichi e a breve con il mio rientro. La città merita un confronto leale perché l’avversario politico va affrontato in campo con mezzi leciti e con democrazia, non può trasformarsi dopo le elezioni in un nemico da abbattere a tutti i costi. Non era necessario questo accanimento con i ricorsi al Tar per la nomina di Maria Grazia, democraticamente eletta, dopo i pareri della prefettura. Io non vivo di rancori, credo che bisogna chiudere questa parentesi e guardare avanti e amministrare nel migliore dei modi la nostra città. Io lo farò con la mia squadra ma questo non significa che non potrò anche farlo con chi è all’opposizione. Ho apprezzato l’apertura del capogruppo di “Impegno comune” Cristian Aragona con il quale avremo modo di collaborare e spero vivamente che si possa mettere la parola fine a questa vicenda e iniziare a lavorare insieme con la minoranza per il bene del paese. Accolgo Aragona a braccia aperte così come accolgo chiunque voglia dare un contributo per la città. L’ultimo appello lo faccio a chi vive di sani principi, isolate chi non lo fa, isolate chi crede ancora a questo modo di fare politica basato su attacchi sterili a chi non fa parte della sua squadra, bisogna iniziare a pensare in modo costruttivo per lo sviluppo della citta. La porta è aperta a tutta la minoranza, chiunque vorrà collaborare sarà il benvenuto perché la priorità è portare a casa i risultati. Abbiamo tanto da fare e tanto faremo con la voglia e le competenze che ci hanno spinto a candidarci”.

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