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Ripepi (FdI): 3 anni di Falcomatà, più danni del terremoto del 1908

“Non è stato risolto nulla da questa politica inconsistente e da questo management che si è rivelato inadeguato: se infatti eravamo stati contenti della nomina, al vertice di Sacal, del prefetto Arturo De Felice, dobbiamo prendere atto che è ottimo un uomo di stato, non un manager!” ,“è come fare guidare un aereo ad un ottimo macchinista o viceversa” – continua Ripepi, tornando a ribadire che “Reggio è stata ignorata da qualunque progetto economico e strategico a partire dal piano industriale di Sacal finito nell’oblìo. De Felice ha promesso un nuovo piano ma ancora attendiamo di conoscere il vecchio, proprio quello che aveva fatto vincere il bando per la gestione degli aeroporti calabresi!”
“Proprio qui qualche mese fa si brindava per la non chiusura di questa struttura, una scena vergognosa se pensiamo che il traffico aereo è ridotto al lumicino, un’umiliazione bruciante se pensiamo che proprio qui tanti genitori salutano i figli che partono in cerca di quel futuro migliore che questa terra non riesce a garantire.” Ripepi continua il suo affondo snocciolando quelle che definisce le “figuracce e gli scippi perpetrati dalla disamministrazione PD: la sede centrale dell’Agenzia beni confiscati spostata da Reggio a Roma, il naufragato progetto del Waterfront (che inserendosi in un circuito mondiale di opere fortemente attrattive avrebbe potuto attirare milioni di turisti); a questo vanno aggiunte tutte le vicende oscure sulle quali lo stesso Ripepi ha avuto il merito di accendere i riflettori: quando ci siamo accorti che sull’Hotel Miramare e sul Roof Garden c’era odore di amici del sindaco Falcomatà, abbiamo sollevato il caso e utilizzato tutti gli strumenti a nostra disposizione affinchè sui beni della città ci fosse una gestione trasparente ed onesta.” E ancora: “Dal 2016 Reggio attende dalla Regione Calabria le deleghe alla città metropolitana, una ‘Ferrari senza motore’ per dirla alla spicciola, che la dice lunga sul ruolo effettivamente giocato dalla nostra città, divenuta zerbino a livello regionale!” – sottolinea il consigliere comunale di Fratelli d’Italia che da anni si batte per lo sviluppo infrastrutturale di Reggio e provincia con giusti criteri: dalla questione sul passaggio dei Tir al porto di Reggio (bomba ecologica per una città che punta a diventare un importante centro turistico), ma soprattutto la lotta per il mantenimento della Autorità portuale a Gioia Tauro (contro la nomina di Rossi, genovese). Proprio il porto di Gioia Tauro, eccellenza calabrese dei tempi che furono, visto che ha perso il primato sul movimento dei container con l’11 % in meno nel 2017, al centro di un’azione politica che lo ha visto protagonista di una mozione promossa da Ripepi in favore di una Zes dello Stretto: “ Si parla di una Zes di Lamezia che aggancerà Gioia Tauro: è ovvio, dato che proprio Lamezia ha un aeroporto internazionale e strategico, a discapito di una Reggio ancora una volta umiliata, isolata e stremata!”. L’aeroporto rappresenta, a detta di Ripepi, “la vittima di una macchinazione politica (“Carbone l’ha detto anni fa che il Tito Minniti poteva chiudere, come fa a dire che non serve se ci sono due città metropolitane dirimpettaie? Proprio con Messina, ho richiesto che fosse istituzionalizzata una sinergia con dei consigli comunali congiunti e degli assessorati ad hoc”); un annientamento le cui responsabilità maggiori vanno imputate in primis ai parlamentari reggini “riesumati dalle tombe solo in questi giorni di vicine elezioni politiche, prima dove erano? Con quale coraggio faranno campagna elettorale? Con quali contenuti?” si chiede Massimo Ripepi che in questi anni ha fatto di tutto, sit-in – proteste- mozioni, per non mandare l’aeroporto nel dimenticatoio, senza risparmiare una forte critica alle passerelle politiche, sia di destra che di sinistra, che non hanno giovato a nulla.

Un altro affondo arriva sulle ultime vicende in città. “La gestione della notte di Capodanno al Duomo è stata vergognosa e rappresenta la cartina di tornasole di una amministrazione fantoccio. Mentre nelle grandi città il Capodanno è stato un vero investimento che ha fruttato un giro economico non di poco conto, da noi si è polemizzato su “togli l’albero, metti l’albero” per giorni, finchè, se non fosse stato per qualche iniziativa privata, il Duomo sarebbe rimasto deserto. E ancora sull’accorpamento del plesso di Rosalì con Campo Calabro: “L’ultima vergogna per una amministrazione comunale, Falcomatà in testa, che non si interessa minimamente dei bisogni del territorio. Insomma tre anni di disastri con la vergognosa assenza di Falcomatà della deputazione nazionale e regionale del Partito Democratico che porterà la nostra amata città a perire per molto tempo. Non bisogna perdere la speranza dobbiamo combattere tutti insieme sotto la bandiera di Reggio Calabria. Noi non abbiamo perso la speranza”.

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