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questore Grassi

Taurianova libera dalla ‘ndrangheta. Grassi: “Ha vinto lo Stato”

di Domenico Grillone – “Il vecchio ed il nuovo, arcaico e moderno si saldano in una cornice perfetta che ha come fondamento la capacità di egemonizzazione del territorio”. La sintesi del Procuratore vicario Gaetano Paci, nel corso della conferenza stampa svoltasi in procura per illustrare i risultati della operazione “Terramara – Closed” con 45 provvedimenti cautelari in carcere ed altri tre agli arresti domiciliari, spiega, grazie anche alle vicende del Comune di Taurianova, “il passaggio dalla mera predazione delle risorse sul territorio alla capacità di concepire dei progetti imprenditoriali di alto livello ed anche con una esposizione che va certamente fuori dall’ambito esclusivamente regionale”
Dal cemento allo sfruttamento delle energie rinnovabili (diverse imprese sono state messe in campo come schermi fittizi per consentire lo sfruttamento economico di fondi per realizzare la gestione di questo tipo di energia), dalla gestione del cimitero alle estorsioni nei riguardi di operatori commerciali, e poi danneggiamenti, intestazioni fittizie, detenzioni di armi: a Taurianova era la ndrangheta a dettare legge su tutti i fronti, o quasi. Un panorama abbastanza variegato ed abbastanza articolato, come ha spiegato il procuratore Vicario Gaetano Paci “di attività illecite che abbraccia un arco temporale molto ampio e che comprende anche le vicende tribolate che hanno caratterizzato la gestione amministrativa ed istituzionale del Comune di Taurianova, reduce già da due scioglimenti e che partono sin dagli anni 2008 – 2009 per poi arrivare ad un epoca più recente con la cattura di Ernesto Fazzalari che dopo 18 anni è stato assicurato al circuito penitenziario del 41 bis in conseguenza di diversi procedimenti penali ed alla condanna definitiva all’ergastolo dopo ben 18 anni di latitanza”. Nel ringraziare le forze di polizia “una squadra istituzionale di altissimo livello che è riuscita a smantellare la ndrangheta a Taurianova lavorando con grandissima professionalità in un territorio estremamente difficile”, il procuratore Paci sottolinea il fatto che i risultati, a differenza di altre volte, “sono stati asseverati dalle ordinanze dei giudici che pressoché al 90 per cento hanno accolto le richieste della procura della Repubblica”. Molteplici i filoni d’indagine che si intersecano tra di loro. Il primo, come spiega Paci, nasce a seguito della scarcerazione di Salvatore Fazzalari, (cl. 57), il quale si era riproposto di ricostituire la locale di ndrangheta di Taurianova attraverso rituali e conferimento di doti e cariche. Grazie alle intercettazioni ambientali, sottolinea il procuratore, è stato possibile ricostruire il tutto in diretta. “Abbiamo straordinarie conversazioni che riguardano diversi summit nelle campagne del paese in cui è stato possibile assistere a questi conferimenti ed alla volontà di riprendere il controllo sul territorio”. La prova della volontà di dominare qualunque attività sul territorio emerge, secondo quanto dichiarato la procuratore, dalle numerosissime estorsioni, documentate, “e che hanno oggetto ogni sorta di attività economiche”. La compravendita di terreni, con lo smembramento e la depredazione di uno dei più grandi feudi, quello dei De Riso, che viene fagocitato dalla cosca Fazzalari – Zagari – Viola, e l’utilizzazione di diversi lotti del feudo per fini imprenditoriali illeciti. “Si assiste alla sistematica attività estorsiva praticata nei confronti di soggetti che intendono soltanto aprire una attività commerciale e che ovviamente devono sottostare al clima di oppressione – continua il procuratore Paci – e poi proprietari terrieri che sono stati impediti nella loro possibilità di esercitare le libertà economiche e civili”. Altri filoni di indagine che si intersecano con la figura di Salvatore Fazzalari evidenziano anche la capacità di condizionamento dell’amministrazione comunale. “Qui si assiste davvero a quello che oggi la ndrangheta è in grado di fare, non solo a Taurianova ma in tutto il territorio nazionale ed internazionale”. Paci si riferisce alle violenze e minacce nei confronti di tutti coloro si frappongono alla realizzazione degli obiettivi imprenditoriali della ndrangheta. “Assistiamo al classico rapporto sinallagmatico tra amministratori comunali e cosche, soprattutto nel momento del procacciamento della ricerca dei voti elettorali che rappresentano il quid di partenza che poi successivamente consente lo sviluppo criminale di attività imprenditoriali”. Mobilitati e coinvolti dalle cosche anche diversi professionisti, colpiti dal provvedimento cautelare, “consapevoli dei progetti illeciti”. “In tutto questo sfacelo di carattere amministrativo e sociale – aggiunge Paci – emergono esempi positivi. Perché è anche necessario evidenziare che ogni tanto qualcuno dice no, anche in questi contesti. Qualcuno che ha la capacità di opporsi alla realizzazione di progetti imprenditoriali che le cosche volevano realizzare attraverso l’emanazione di atti illegittimi, macroscopicamente fuorilegge, pagando un prezzo personale e di questo bisogna dare anche atto, cioè la capacità di sapersi opporre allo strapotere delle cosche mafiose”. Dopo l’intervento del Procuratore vicario Gaetano Paci, è stata la volta del questore Raffaele Grassi, molto soddisfatto per l’operazione di polizia. “Dico che oggi ha vinto lo Stato, per diversi ordini di ragioni. La prima è perché abbiamo liberato il territorio dalla prepotenza e dall’arroganza della ndrangheta perché è stata colpita nei suoi massimi rappresentanti il cartello criminale egemone di quell’area; e poi perché siamo più forti di loro, una squadra così compatta non teme confronti con la ndrangheta, siamo in grado di sconfiggerla se la comunità tutta facesse sistema con noi. Un particolare ringraziamento va al procuratore Paci per la sapiente guida, agli uomini della polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri ed alla Guardia di Finanza. Grazie davvero perché siamo una squadra fortissima”. Altri interventi sono arrivati dal comandante provinciale dei carabinieri, Giuseppe Battaglia, dal colonnello della Guardia di Finanza Flavio Urbani, dal tenente colonnello Agostino Brigante della polizia tributaria, dal capo della squadra mobile Francesco Rattà e dal dottore Amore della Polizia di Stato, interventi finalizzati ad illustrare nei dettagli l’operazione di polizia.

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