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La via della bellezza di Alleanza Cattolica

Reggio Calabria: mostra La via della bellezza di Alleanza Cattolica

La mostra “La via della bellezza”, promossa da Alleanza cattolica, continuerà ad essere esposta nella città di Reggio Calabria fino al 2 novembre, grazie all’ospitalità dell’Istituto di scienze religiose. Il primo piano dell’Istituto reggino, infatti, è stato arredato con i venti pannelli che animano questo percorso – guidato dal magistero di papa Benedetto XVI e Francesco – all’interno della bellezza come via per raggiungere Dio.
Perché questa mostra sulla bellezza? La bellezza è uno choc che sveglia e contribuisce a dar senso e felicità alla vita umana. Il tentativo di ridurre il mondo a mero fatto a cui possiamo avvicinarci solo attraverso calcoli può dare certo una visione scientificamente corretta del reale ma anche incompleta. In quest’orizzonte, il bello sarà ridotto all’utile ma il bello può essere tale solo perché riproducibile? L’opera di Proust inizia nel momento banale in cui l’autore intinge una madeleine nel the e l’assapora. Ecco che la bellezza ha la potenza misteriosa – attraverso i colori, i suoni e i sapori del mondo – di toccare le corde più profonde dell’animo umano, con una misteriosa corrispondenza tra l’essere e l’uomo che permette a Ebner di affermare che «i bisogni estetici sono senza dubbio bisogni spirituali».
L’uomo, tuttavia, si scopre anche creatore di bellezza, per questo non può destare meraviglia il fatto che l’arte sia stata sempre strettamente legata alle forme religiose. In questo senso, come scriveva Scruton, «l’arte è un tributo umano alla forza creatrice che regola l’universo, un tentativo di rappresentare, entro i confini umani, l’esperienza di un mondo che è sia creato sia dato» e dunque «nel creare bellezza l’artista rende gloria alla creazione di Dio», e si può aggiungere che anche chi amministra o governa la “cosa pubblica” seguendo l’interesse del bene comune, con la sua azione rende gloria alla creazione di Dio. La perdita di questa prospettiva, dovuta a sbocchi culturali e ideologici a cui l’Occidente è ormai giunto, in molti casi ha prodotto la glorificazione della bruttezza. La morte di Dio non ha reso l’uomo più uomo, nessuna sicurezza è stata riposta nella materialità ma la sua opulenza si è rivelata colma di infelicità e bisognosa di senso. Nel momento in cui l’arte si stacca dalla bellezza manca alla sua missione di condurre l’uomo dall’oscurità alla luce.
In questo senso la via del bello può essere considerata una strada universale che conduce a Dio. Non la via per eccellenza, ma oggi certamente una via attuale. In un periodo in cui dal dominio del razionalismo (nella modernità) si è passati (oggi) all’epoca del dominio del relativismo, in cui è negata la possibilità della ragione di giungere alla Verità (soprattutto in campo etico), ecco che la via della bellezza può favorire la ripresa del cammino dell’uomo verso Dio.
La mostra è impreziosita dalla ulteriore presenza di un quadro rappresentante l’Ascensione a opera della giovane artista reggina Adriana Repaci. Nella didascalia del quadro si legge che «Questa scena sacra sollecita l’animo umano configurando una nuova ricerca pittorica incentrata su valori esistenziali inalienabili. L’incanto di questa visione religiosa si ripercorre nella fluidità del tratto, energico eppure tenue laddove la luce divina pare sfocare per poi improvvisamente trovare nuovo vigore, ed offre un saggio di come e quanto la Grazia di Dio può infrangere barriere irrompendo con nuovi scenari».

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