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Reggio: Fiamma Tricolore lancia l’appello alla città per la Rivolta Morale, senza destra e sinistra

Di seguito nota di Fiamma Tricolore: Abbiamo già espresso il nostro parere in merito allo scioglimento del Comune di Reggio Calabria, ma quanto sta succedendo in questi giorni ci

impone un’ulteriore riflessione seguita da una provocatoria, ma concreta, proposta. Lo scioglimento del Comune, come già detto, non crediamo possa essere la soluzione ad un problema gravoso che non è solo di quest’ultima amministrazione, né un problema ascrivibile alle obsolete categorie di destra o di sinistra, perché la ‘ndrangheta è un problema della società reggina tutta (e non solo). Tra l’altro, un provvedimento sostenuto da ragioni preventive dovrebbe colpire anche ben altri Comuni, come quello di Milano ad esempio, o Napoli, o Palermo, città diverse con Giunte di diversi colori politici. Tanto di rispetto per gli abitanti di queste città, ma una certa contiguità fra le loro amministrazioni e gli affari della criminalità organizzata sono qualcosa di più che un semplice sospetto, come di fatto testimoniano molteplici inchieste e cronache. La decisione del Consiglio dei Ministri dei banchieri, pertanto ci appare più politica che preventiva, tanto che legittimo viene da chiederci: quale sporca partita è stata giocata a Roma sulla pelle dei reggini? Quale equilibrio doveva essere tutelato e quali candidature dovranno essere garantite? O cos’altro? I dubbi non sono accusatori ma quanto meno leciti e squisitamente politici. E ancora, quale ruolo ha svolto il PdL in tutta questa storia? Lo abbiamo visto molto silente, ma certamente un ruolo l’avrà svolto, e ci sentiamo di dire che una forte responsabilità politica in tutta questa vicenda è proprio il partito di Berlusconi e Alfano a doverla assumere. Dove sono stati e dove sono, infatti, i parlamentari nominati nei collegi calabresi? Perché il PdL da Roma è uscito pubblicamente solo dopo lo scioglimento? Crediamo che le risposte siano solo due, o a Roma qualcuno per opportunità politica e di bandiera si è venduto la città di Reggio Calabria, o il PdL è ufficialmente un partito morto e finito! In entrambi i casi purtroppo dobbiamo registrare ancora una volta la crisi profonda che sta attraversando il sistema politico italiano tutto. Crisi che si avverte in maniera evidente anche a Reggio Calabria, per questo noi missini della Fiamma scegliemmo di sostenere Demetrio Arena alla candidatura di sindaco ed alla guida della coalizione di centro-destra. Credevamo che un uomo lontano dalle logiche della partitocrazia e con evidenti e spiccate capacità tecniche in campo economico potesse essere quell’elemento vincente sia per la gestione amministrativa di un Comune in forte crisi finanziaria, sia affinché la politica riuscisse a responsabilizzarsi e ad animare un dibattito ed un confronto serio e costruttivo. Sul primo punto fummo lungimiranti e va dato atto e merito ad Arena di aver svolto una importante e positiva azione amministrativa per la città fra mille difficoltà. Ma sull’ultimo punto ci siamo sbagliati, gli esempi pervenuti dalla politica sono sempre peggiorati, ed il dibattito si è sempre più avvelenato tanto da riuscire ad ubriacare tutta la città. Se c’è un rimprovero che possiamo e vogliamo fare all’ex sindaco è allora quello di non aver riempito il vuoto della politica lasciando spazio e facendo emergere forze nuove e giovani in città, fra cui anche noi del MSI-Fiamma Tricolore, così come inteso in campagna elettorale. Forse non c’è stato il tempo necessario, ma purtroppo il fatto è che si è preferito dare continuità ad un progetto, il modello Reggio, che già da tempo aveva consumato il suo ruolo nella società reggina, ed il risultato ultimo non poteva che essere l’estremo fallimento. Fummo saggi e inascoltati profeti, ma non può essere questo motivo di soddisfazione, anche perché oggi non vediamo alcun sussulto da parte alcuna per poter ambire ad un riscatto della città. Le dichiarazioni del capogruppo del PD, il quale addirittura denuncia di aver messo a rischio la propria vita per aver fatto opposizione in questa città, e le note stampa della controparte in merito al collegamento in pizza Italia con LA7 di sabato sera risuono entrambe a dir poco deliranti ed aberranti. Appare, quindi, sintomatico dell’ubriacatura che sta vivendo questa città l’atteggiamento di chi, nonostante la giovane età e su sponde opposte, si sta lasciando inesorabilmente assorbire dalle logiche amorali ed utilitariste della partitocrazia. Sono già vecchi, più dei loro maestri! Per non parlare dell’indecoroso spettacolo fornito in diretta nazionale, in cui avrebbe dovuto essere la società civile a parlare. Ed invece figuravano in prima fila solo militanti politici ed amministratori di ambo gli schieramenti accecati da un insensato e reciproco odio che non hanno affatto nascosto alle telecamere. Una indescrivibile vergogna che ha ulteriormente umiliato la città di Reggio tutta! Avremmo voluto vedere ben altra piazza l’altra sera durante il collegamento con LA7. Avremmo voluto vedere tanti giovani furiosi contro questo sistema che da destra a sinistra, e rispettive contiguità mafiose ed illeciti vari come da indagini già finite sulle cronache, sta uccidendo la città e soprattutto le coscienze dei suoi abitanti e dei suoi giovani. Invece abbiamo visto solo tanta gente, tanti giovani che con il sangue agli occhi e con argomentazioni vuote, trascendenti l’assurdo, si ergevano a pretoriani di questo sistema di cui siamo tutti vittime, di questo o quel partito, di questo o quel modello, di questo o quel personaggio. Come si fa a gridare che i giornalisti stanno uccidendo il turismo a Reggio Calabria, quando la stessa sta diventando ogni giorno sempre più distante dal resto del mondo per mare, che per terra, che per cielo? Dove sono i servizi essenziali per accogliere questa presunta orda incontrollata di turisti? Queste sono evidenze che solo per l’ubriacatura generale, da destra a sinistra, non riescono ad essere viste! Ed allora, che fare? Certamente scoraggiarsi e abbandonarsi a questa deriva non è la soluzione, non è la giusta reazione. Questa città, la nostra città di Reggio Calabria ci ha dato già diversi esempi di riscatto, lo spirito e l’orgoglio dei reggini già diverse volte ha dato prova della sua forza propulsiva e propositiva, ed oggi più che mai questa deve riemergere. Allora facciamo appello a tutte le forze positive della città, a tutte le forze che vogliono sottrarsi allo squallido e mortificante gioco della partitocrazia per costruire insieme un fronte unico ad esclusivo e disinteressato servizio della collettività. Partiti e movimenti trasversalmente di qualsiasi estrazione, anche della più estrema, associazioni, professionisti, imprenditori, commercianti e disoccupati, giornalisti, uomini semplici e liberi, e soprattutto giovani tirino fuori gli attributi unendosi per costruire insieme un progetto nuovo per la città, per fare la Rivolta di Reggio. Non quella delle barricate, ma la Rivolta Morale! Così come 40 anni fa il democristiano Piero Battaglia, il partigiano Alfredo Perna ed il camerata Felice Zerbi si unirono spontaneamente e serenamente per difendere Reggio, anche e soprattutto oggi mortificanti e ormai superati steccati ideologici devono essere messi da parte se davvero vogliamo ridare dignità ed una prospettiva alla nostra amata città. Non più destra, non più sinistra, ma quella Rivolta Morale di cui tutti, nel rispetto delle proprie diversità, dobbiamo farci protagonisti. Facciamo appello a tutti voi uomini e giovani liberi, al vostro coraggio ed alle vostre intelligenze per costruire insieme una rete ed una squadra composita, colorita ma unita nell’orgoglio della nostra identità e dignità di reggini, con la rabbia di voler costruire davvero un futuro migliore. Uniti possiamo far vincere Reggio.

Giuseppe Minnella e Giorgio Arconte – direttivo MSI-Fiamma Tricolore Reggio Calabria

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