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Reggio: "Task force" dei presidenti dei Consigli provinciali delle aree metropolitane

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di Grazia Candido – I Presidenti dei Consigli Provinciali delle aree metropolitane si incontrano in riva allo Stretto per discutere il futuro dei loro territori e stilare un documento condiviso che

sarà portato al prossimo Consiglio Provinciale e, una volta approvato, sarà presentato in Parlamento, nel corso dei lavori di conversione in legge del decreto. A Palazzo “Foti” questo pomeriggio, gli amministratori del Coordinamento dei Presidenti dei Consigli Provinciali interessati dalla costituzione delle future Città Metropolitane, hanno definito i principi ed i valori fondamentali, nonché le linee statutarie e condiviso le varie tappe da seguire su scala nazionale in modo omogeneo in tutte le dieci realtà territoriali interessate dalla prossima costituzione delle nuove Città Metropolitane italiane. Al tavolo, con il presidente della Provincia reggina Giuseppe Raffa e il presidente del Consiglio Antonio Eroi, promotore di questa iniziativa che avrebbe dovuto coinvolgere anche i novantasette sindaci del comprensorio provinciale e gli amministratori dei comuni interessati, i presidenti provinciali di Torino Sergio Bisacca, di Firenze David Ermini, di Roma Edoardo Del Vecchio, di Milano Bruno Dapei, di Bologna intervenuto via Skype.
“In questi anni, sul campo, abbiamo lavorato per il nostro territorio ascoltando le istanze dei cittadini e non si capisce il perché ora il legislatore voglia mettere fine ad un processo amministrativo che ha dato risultati importanti – afferma il presidente del Consiglio Provinciale di Torino Bisacca – Non comprendiamo perché non si debba più rispettare la volontà del popolo, di chi ci ha scelto e mettere qualcuno che non ha responsabilità. Faccio un appello ai parlamentari: in questo Paese occorre avere più democrazia”.
Condivide in pieno il presidente fiorentino Ermini che nel ribadire che “ogni città metropolitana ha i suoi problemi ed è difficile per il legislatore dare una normativa nella quale possiamo ritrovarci tutti”, chiede che “venga rispettata la scelta dei cittadini che hanno votato la loro classe dirigente e che i Comuni e le Province lavorino insieme per capire ognuno la propria funzione”.
Le funzioni, l’autonomia, la legittimazione, la differenziazione: sono questi i nodi cruciali su cui si sofferma il coordinamento che vede “nell’istituzione delle Città metropolitane la possibilità di risolvere le difficoltà  e gli attuali limiti del governo di area vasta”.
“A nostro avviso – si legge nel documento redatto dai Presidenti – il decreto spending review adottato dal Governo ha certamente il merito di porre all’agenda della politica questo tema perché si assumano le decisioni più opportune in tempi brevi. Auspichiamo però che il Parlamento, in sede di conversione, approvi le proposte di emendamento elaborate dall’Unione delle Province d’Italia che affrontano in maniera costruttiva i seguenti nodi: le città metropolitane devono essere enti di governo legittimati direttamente con voto popolare e democratico; nelle competenze e funzioni delle Città metropolitane non possono non essere ricomprese, in maniera esclusiva, quelle che le province hanno avuto in capo fino ad oggi; la durata in carica dei mandati elettivi degli organi di governo delle Province non è direttamente disponibile da parte del legislatore statale o regionale pertanto occorre rispettare la scadenza naturale degli organi elettivi; la fase transitoria da Provincia a Città metropolitana deve prevedere che l’elaborazione e l’approvazione dei nuovi statuti sia in capo alla rappresentanza dell’intero territorio interessato”.
Abbastanza critico è il presidente di Roma, l’onorevole Del Vecchio che definisce l’abolizione delle Province “un vero pasticcio nato da un grosso equivoco: qualcuno è convinto che le Province non servano a nulla e che si debba risparmiare. Ma non si è capito che il ruolo delle Province nello sviluppo e nell’assetto del territorio è fondamentale. L’istituzione di Roma Capitale rischia di creare forti squilibri sul sistema delle Autonomie locali del Lazio. Perciò, accanto alla definizione di questo nuovo soggetto istituzionale, è necessario un ripensamento dello status e delle funzioni della Regione Lazio, nonché un intervento della stessa Regione per concedere più autonomia alle Province, che rischiano altrimenti di rimanere schiacciate dal peso della Capitale”.
“Chiarezza e Statuti che partono dal basso sono invece le richieste che fa il presidente di Milano Dapei che invoca il “rispetto della democrazia”.
“La Provincia di Reggio Calabria – aggiunge il presidente Eroi – ha avuto 25 milioni in meno dal Governo che ha saccheggiato i nostri bilanci. Eppure, stiamo comunque lavorando con grande difficoltà per i nostri cittadini. Dobbiamo superare gli slogan ed iniziare finalmente a riempire di contenuti e significati il concetto di Città Metropolitana”.
E non si tratta di un “attaccamento alla poltrona” lo ribadisce il presidente Giuseppe Raffa che conclude: “Siamo una classe dirigente responsabile e se per salvare l’Italia, per dare un’opportunità ai nostri giovani serve sciogliere le Province ben venga. Ma abbiamo molti dubbi sulla Città metropolitana che ha molti punti di forza ma anche tanti di debolezza. Si parla di riduzione di spesa ma io vedo più una riduzione dei servizi, una privazione alla comunità. Nel nostro Paese, tre dovrebbero essere le città metropolitane: Milano, Roma e Napoli perché hanno le giuste caratteristiche. Il percorso comunque è difficile ma noi abbiamo da portare a termine un mandato e un programma elettorale perché i cittadini ci hanno scelto e voluto come loro amministratori”.

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